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Nadia Spallitta

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Giornale di Sicilia | “Spese esterne ingiustificate”, Amg sotto tiro

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“Spese esterne ingiustificate”, Amg sotto tiro
Spallitta: “Affidati a privati servizi che avrebbero potuto essere svolti da partecipate comunali”. La replica: nessuna violazione

Affidamento dei servizi a ditte private, consulenze esterne. Sono le voci che fanno lievitare sensibilmente i conti dell’Amg. Con buona pace del principio che mira a un contenimento della spesa e ad appaltare determinati servizi alle altre partecipate del Comune in modo da abbattere i costi di un’azienda e di risparmiare soldi pubblici. Su queste motivazioni si basa l’attacco del vicepresidente del consiglio comunale, Nadia Spallitta, che punta il dito contro «una duplicazione di spesa non giustificata».

Guardando ai numeri del 2014 l’Amg, l’azienda che si occupa dell’energia, della distribuzione del metano e degli impianti di illuminazione, ha sostenuto 34milioni di costi di produzione. Di questi, ad esempio, la metà (17 milioni) è destinata alla spesa del personale. E poi ci sono circa 7 milioni per i servizi. E proprio questi servizi sono principalmente appaltati all’esterno. «L’Amg, infatti, – sostiene Spallitta – ha affidato ad aziende esterne lavori come manutenzione degli immobili o del verde. Servizi sui quali l’azienda si poteva appoggiare alle altre partecipate con un costo molto basso o addirittura a costo zero. Su queste spese presenterò un’interrogazione all’amministrazione rivolta principalmente a incentivare la razionalizzazione delle attività imprenditoriali delle nostre partecipate, al fine di risparmiare la spesa e ridistribuire, anche per fini sociali, i maggiori risparmi».

Tutto questo avviene, nonostante nel 2012 e nel 2013, il consiglio comunale abbia vietato di bandire pubbliche selezioni per favorire l’affidamento alle altre partecipate del Comune. Ci sono esempi, da questo punto di vista, come l’Amat che ha affidato il servizio di pulizia degli autobus alla Reset. Non finisce qui, però, perché nel mirino della Spallitta ci sono anche spese di 100 mila euro all’anno per incarichi ad avvocati esterni, malgrado ogni azienda partecipata abbia al suo interno un ufficio legale. «In questo quadro il consiglio comunale non è messo nelle condizioni di controllare la gestione di queste società. Emerge – continua la Spallitta – una situazione preoccupante di duplicazione della spesa, non sempre giustificato da necessità aziendali. Tutto questo continua ad avvenire perché manca un controllo su queste aziende e delle sanzioni che permettano di evitare una gestione di questo tipo.

L’Amg Energia spa, in primo luogo, è una società a totale partecipazione pubblica comunale che si occupa di energia e, in virtù del contratto di servizio, ogni anno l’amministrazione trasferisce alla società 11 milioni di euro circa». L’Amg, diretta dal presidente Daniela Faconti, taglia corto, spiegando che «l’azienda non ha conferito incarichi professionali esterni in violazione dei divieti deliberati dal consiglio comunale né viola l’obbligo di utilizzare le professionalità interne». La Spallitta, inoltre, mette in evidenza anche i costi che riguardano i 5 dirigenti dell’azienda, «numero che mi sembra elevato per una società che gestisce 350 unità.

La società ha cinque dirigenti: Dario Allegra con un compenso di circa 200 mila euro annui, gli altri dirigenti con un compenso medio di 150 mila euro annui, per un ammontare complessivo di circa 800 mila euro».Anche in questo caso l’Amg respinge l’attacco: «I compensi dei dirigenti fanno riferimento al contratto dirigenziale Federgasacqua. Le cifre dei compensi sono al lordo delle ritenute e dal 2012 (anno di insediamento dell’attuale Consiglio d’amministrazione) ad oggi la spesa complessiva per la remunerazione dei dirigenti ha avuto una costante e progressiva riduzione».

Le opere date in appalto, pure lavori per il metano

Dalla manutenzione di impianti di distribuzione del gas all’acquisto di software. Nadia Spallitta snocciola alcuni servizi appaltati dall’Amg all’esterno che, secondo il vicepresidente del consiglio comunale, potrebbero essere tranquillamente affidati alle altre partecipate. «L’Amg ha appaltato 500 mila euro per lavori connessi alla metanizzazione, un milione per lavori di modifica degli impianti di distribuzione del gas, circa 500 mila euro per lavori di manutenzione di impianti di distribuzione del gas, 150 mila euro per la posa di gruppi di visura del gas. Perché non se ne occupa direttamente l’azienda?», si chiede la Spallitta.

«Ci sono poi 100 mila euro per la manutenzione dei suoi immobili (che invece potrebbe affidare gratuitamente alla Reset), 30 mila euro per l’acquisto di software e 200 mila euro per procedure informatiche (che potrebbero essere fornite gratuitamente dalla Sispi). Ma l’elenco è lungo – spiega la Spallitta – perché ci sono 80 mila euro per la manutenzione dei marciapiedi (che invece potrebbe affidare gratuitamente alla Reset) e 40 mila euro per quella del verde (che invece potrebbe affidare gratuitamente alla Rap), 100 mila euro per attività di vigilanza (pur avendo il Comune le guardie giurate) e 60 mila euro la pulizia degli edifici (pur esistendo il bacino Gesip)».

L’Amg non ci sta e tiene a precisare che per quanto riguarda questi servizi «l’azienda procede nel regolare rispetto del codice degli appalti e con la pubblicazione degli atti sulla sezioneAmministrazione trasparente del suo sito internet. In particolare, in relazione gli affidamenti gratuiti a Reset e Sispi, Reset è una società consortile e può rendere servizi soltanto alle consorziate e Amg non è tra queste. Mentre le procedure informatiche a cui si fa riferimento sono quelle relative alla gestione delle reti gas: in questo caso la Sispi, interpellata da Amg, non le fornisce.

Infine – si legge nella replica dell’Amg – per quanto riguarda l’attività di vigilanza il Comune ha soltanto alcune guardie particolari giurate che fanno capo al Coime e che vengono utilizzate per la sorveglianza dei siti soggetti ad atti di vandalismo». La Spallitta, infine, fa riferimento ad alcuni contenziosi «che hanno visto l’Amg soccombere, come quello dei 5 milioni dovuti all’Ati Saipem quale risarcimento a seguito di una sentenza di condanna. Perché non si è fatto ad esempio ricorso in appello?».

Anche in questo caso arriva la replica di Amg Energia: «Va precisato che dopo un lungo iter giudiziario è stata definita bonariamente la controversia con l’Ati Saipem, negli anni Ottanta aggiudicataria dell’appalto relativo alla seconda fase della metanizzazione a Palermo. La definizione bonaria ha consentito un significativo risparmio, rispetto al condannatorio, di circa euro 3 milioni e mezzo per l’Amg».

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