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Nadia Spallitta

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Giornale di Sicilia | Stop alla tassa per i ponteggi

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Stop alla tassa sul suolo pubblico per i lavori edili. Dai ponteggi ai cassoni, tutto ciò che serve alle imprese potrà essere adagiato e collocato gratis per un periodo massimo di sei mesi dall’inizio dei lavori. Nel centro storico la domanda potrà essere fatta sempre, in futuro, fino a nuovo «ordine». Nel resto della città, si potrà approfittare dell’esenzione per un anno a partire da adesso. Cantieri avanti, dunque, almeno si spera: ieri una spintarella all’edilizia è arrivata da Sala delle Lapidi, che ha approvato l’esenzione totale della tassa sul suolo pubblico per costruzioni e ristrutturazioni, estendendola extra-moenia, cioè fuori dai confini del centro storico per il quale era stata originariamente pensata.

L’occhio di riguardo del testo originario verso ristrutturazioni e manutenzioni di edifici storici, si è quindi spostato su tutti i cantieri, grazie all’emendamento portato in aula in stile bipartisan da Giulio Tantillo, capogruppo forzista, da Rosario Filoramo del Pd, e da numerosi altri consiglieri, fra i quali la vicepresidente Nadia Spallitta. La stessa Spallitta, insieme con la Dem Luisa La Colla, aveva presentato un sub-emendamento che avrebbe sancito la decadenza dal beneficio in caso di comprovati abusi edilizi. Al condizionale, perché, osserva Spallitta, «la precisazione, a presidio di principi elementari di legalità, stranamente non è passata ». La vice di Sala delle Lapidi osserva anche quanto sia «importante, comunque, alleviare la pressione fiscale per le piccole imprese, ove la legge lo consenta. Dovremo fare altrettanto per l’artigianato e la micro-impresa in genere. Restando all’edilizia, io chiedo formalmente il “prelievo” della proposta di delibera che giace da anni sul “libretto dei fabbricati”, che impone il monitoraggio strutturale degli immobili del centro storico ogni 50 anni, e, soprattutto, lo sblocco dei 15 milioni dei contributi per ristrutturazioni ex legge 25/93. Soldi che ci sono e che non sono mai stati usati».

L’estensione a tutti i fabbricati ha vissuto non pochi travagli, nel confronto fra consiglio e amministrazione, come spiega Tantillo: «L’assessorato al Bilancio non quantifica esattamente il mancato gettito per la porzione di Tosap attribuibile ai ponteggi e agli altri permessi edilizi. Per scongiurare qualsiasi eccesso di timore, abbiamo trovato il compromesso dell’estensione annuale dell’accesso all’istanza per i cantieri fuori dalla città antica. Una fase di sperimentazione che lascia, alla fine, tutti contenti ». Un po’ di conti della massaia, però, si possono fare: il gettito complessivo della Tosap è stato, nel 2014, di circa 7 milioni di euro, un milione la porzione attribuibile ai permessi temporanei. Nell’ambito di questi ultimi, le licenze per cassoni e ponteggi sono solo una parte, insieme con mercatini, installazioni provvisorie eccetera. È in questo range che andrà calcolato, dunque, il costo delle mancate entrate.

Al partito senza tessera dei moderatamente soddisfatti, si iscrive anche il cofirmatario Filoramo: «È il momento—dichiara— di puntare sul recupero e sull’efficientamento energetico degli immobili. Un modo per sostenere concretamente gli sforzi degli imprenditori e delle famiglie è sgravare dal costo di tasse e permessi ». E, anche lui: «Adesso si approvino le modifiche al regolamento del centro storico per liberare nuove risorse attraverso i contributi previsti dalla legge regionale». Favore ovvio dalla sponda delle professioni e delle imprese. Ma non senza distinguo, come quelli del presidente dell’Ordine degli architetti, Franco Miceli: «Buon provvedimento — dice — ma sarebbe in generale intelligente e lungimirante equiparare al centro storico tutti i tessuti di edilizia storica spesso inurbati anche in periferia, e aprire l’altra partita degli sgravi sugli oneri concessori, soprattutto sugli edifici, come i ruderi di archeologia industriale, sui quali si intenda investire cambiando la destinazione d’uso».

E il presidente di Ance Palermo, Fabio Sanfratello: «L’azzeramento della Tosap, dunque, va esattamente nella direzione che avevamo più volte sollecitato. Non è semplice fareuna stima dei risparmi futuri per le imprese perché la tassa si paga in relazione al suolo occupato dal cantiere ma, nei casi di lavori più consistenti, si tratterà certamente di un risparmio importante. Inunperiodo difficile come quello che stiamo attraversando, ciò agevolerà certamente il nostro comparto».




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