full screen background image

Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Il consiglio ‘corregge’ il piano casa

Per non sapere né leggere e né scrivere, le modifiche al piano-casa regionale sono state approvate. A Sala delle Lapidi oggi è passata la delibera proposta dalla giunta palermitana, con la quale viene bloccata la possibilità di ampliamento fino al 35 per cento degli edifici nelle parti verdi della città.
Il voto è arrivato a scanso di equivoci sul termine di recepimento delle modifiche, che doveva avvenire entro 120 giorni, della legge regionale numero 6 di quest’anno, promulgata il 23 marzo scorso e pubblicata il 26 dello stesso mese. I primi conti avevano fissato la data ultima al 22 luglio (domani); da qui la corsa contro il tempo. Poi, stamattina, è arrivata la seconda interpretazione: secondo l’articolo 13 dello Statuto regionale i 120 giorni scatterebbero due settimane dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (dato che quella sul piano-casa è una legge statale), così da fare spostare la dead line al 4 agosto.
Ma siccome del domani non sempre c’è certezza, dopo il prelievo del punto è arrivata pure la votazione.
Nel corso della mattinata era stato lo stesso Mario Milone, assessore all’Urbanistica, a spiegare la ratio della delibera: “Escludere dall’applicazione della legge i cosiddetti ‘netti storici’, assieme alle aree a pericolo frane e alluvioni, è come mettere dei paletti a difesa del territorio”.
Sulla tempestività del voto, però, esprime i suoi dubbi Gerlando Inzerillo del Pdl Sicilia: “Il prelievo è stato troppo forzato. Si dovevano ancora approfondire dei punti importanti della delibera all’interno della commissione Urbanistica”. Per poi aggiungere: “Quest’atto non ha valore, perché le modifiche apportate agli articoli 2 e 3 del piano-casa sono superflue, ed intaseranno gli uffici comunali – puntualizza Inzerillo – La presidente della commissione Urbanistica ha voluto votare e affrettare troppo i tempi, e ne chiedo le dimissioni”.
Chiamata in causa, Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra storia e appunto presidente della commissione Urbanistica, risponde: “È stato semplicemente rispettato il volere dell’Aula. Forse a qualcuno dà fastidio il mio modo di procedere, che è sempre operativo”. Aggiunge poi la Spallitta: “Non saranno toccati il verde e gli spazi pubblici, anche se i tempi sono stati strettissimi e si poteva fare più e meglio”.
Ad essere stato affermato, secondo Rosario Filoramo, capogruppo Pd, è stato “il principio che la città di Palermo non abbia bisogno di ampliamenti di ville e villette, e che debbano essere escluse dagli ampliamenti quelle zone della città di alto valore architettonico e paesaggistico”. Giulio Tantillo, capogruppo Pdl, sottolinea che “gli spazi pubblici a Palermo sono pochi, e vanno salvaguardati”. “E una delibera che nasce da una legge zoppa – afferma Doriana Ribaudo, capogruppo Udc – una legge che non aiuta l’edilizia, al massimo qualche maestranza locale a beneficio di chi una casa già ce l’ha”. “I vincoli posti al piano-casa – afferma infine il capogruppo Idv, Fabrizio Ferrandelli – eviteranno eventuali speculazioni edilizie”.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Credits