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Nadia Spallitta

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Edilizia, approvato il piano casa vietato costruire nelle aree verdi

Il consiglio comunale di Palermo manda un messaggio chiaro alla Regione: il piano casa è troppo permissivo e va corretto. Per questo ieri Sala delle Lapidi, con un voto trasversale che ha accomunato maggioranza e opposizione, ha approvato una delibera che stabilisce i limiti e le modalità di applicazione del piano casa regionale. A differenza della legge regionale e quindi degli altri comuni siciliani, a Palermo non si potrà costruire <<nelle zone di verde agricolo e collinare, in prossimità dei pozzi, nelle aree dei parchi e nei centri storici>> e soprattutto non si potranno ampliare del 35% le abitazioni, la loro demolizione e ricostruzione.
La legge regionale del 2010, consente ai Comuni di esercitare, entro 120 giorni dalla pubblicazione un ruolo ‘mitigatorio’ sulle percentuali di incremento, decidere su ulteriori limitazioni e stabilire le modalità per accedere ai benefici della legge: da qui la delibera comunale. <<Affermiamo così –  dice il consigliere comunale del Pd Rosario Filoramo – il principio che la città non ha bisogno di ingrandimenti di ville e villette e che devono essere escluse dagli ampliamenti quelle zone ad alto valore architettonico e paesaggistico: i parchi e le zone a rischi idrogeologico e il verde collinare. La città ha bisogno di essere riqualificata nel territorio e nei servizi>>. La pensa allo stesso modo anche Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra Storia e presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Palermo. <<In questo modo sono preservate le aree di verde agricolo, di verde collinare – dice – verde pubblico, i siti di interesse comunitario, le aree sottoposte a vincolo paesaggistico e idrogeologico, i parchi e le riserve>>. <<Finalmente il Consiglio comunale ha valutato positivamente la necessità – precisa – di salvaguardare tutte le zone di verde cittadino, limitando conseguentemente il consumo di un territorio già fortemente cementificato, che oggi è al collasso sotto il profilo della densità edificatoria e che ha bisogno di una riorganizzazione dei principi e dei valori di tutela dell’ambiente e del paesaggio>>. Parla invece di un provvedimento dovuto ma che non ha nulla a che vedere con una vera delibera sul piano casa, il capogruppo dell’Udc Doriana Ribaudo. <<Quella è il Piano di edilizia popolare (Pep)-  precisa -. Ma questo a pochi importa >>. <<È una delibera che nasce da una legge zoppa – aggiunge – che non aiuta l’edilizia, al massimo qualche maestranza locale a beneficio di chi una casa già ce l’ha>>. Per Ribaudo con la delibera si attenuano solo alcuni pericoli della legge regionale. <<Rendere operativa la legge regionale in città – conclude il consigliere del Mpa Leonardo D’Arrigo – significa attivare subito le procedure di dichiarazione inizio attività (Dia), che favoriscono imprese e cittadini mediante l’attività di riqualificazione dell’edilizia esistente e di tutela del patrimonio edilizio che si estende oltre il centro>>.




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