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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Comune Palermo. Salta “l’intesa d’aula” sul riequilibrio dei conti .

Riprende il braccio di ferro al Comune di Palermo, tra i 22 consiglieri dell’ex maggioranza politica del Sindaco Cammarata (Pdl ufficiale ed Udc) ed i 28 “della nuova” (centrosinistra, Mpa, Pdl Sicilia di Micciché e Misuraca). Una partita difficile, nella quale entrambi gli schieramenti minacciano l’altro, promettendo di “fare ostruzionismo” in Consiglio comunale, in occasione del dibattito “sul riequilibrio dei conti del bilancio 2009”.
Lo minaccia il capogruppo del Pdl ufficiale, Giulio Tantillo, certo di poter giocare sulla paura dei consiglieri “peones” per una interruzione traumatica della legislatura, che rispedirebbe a casa tutti i 50 componenti di Sala delle lapidi. Lo minaccia Davide Faraone, capogruppo del Pd, il gran manovratore del centrosinistra, che passa le sue giornate nel “marcare a zona” le continue “furbate” del Sindaco, o di chi per lui.
 
Quindi, il vero protagonista della odierna vicenda politica comunale, è la paura della stragrande maggioranza dei consiglieri comunali di dover interrompere anzitempo, e dismettere, il loro mandato. Chi per ragioni di inopportunità politica del momento. Chi, molto più prosaicamente, per ragioni affettive nei confronti dei gettoni di presenza o d’altro.
Su tutto questo psicodramma, è piombata,ieri, la formale richiesta alla Regione, di Leoluca Orlando e dei cinque consiglieri comunali dell’Italia dei Valori che, ai sensi della legge regionale 48/1991, hanno chiesto “la rimozione” (ossia di rimandare a casa) il Sindaco e la sua Giunta, “per gravi, ripetute e persistenti, violazioni di legge”.
 
Insomma, si tratta di una mano di pocker, dove entrambi gli schieramenti, giocano tenendo sul tavolo un revolver con il colpo in canna. Un quadretto, non certo esemplare, che la dice lunga sull’impoverimento della politica che ci ha regalato la seconda repubblica berlusconiana, a sfondo calcistico : “o di qua o di là”.
 
Intanto, Faraone, dopo aver scoperto che Cammarata, d’intesa con il Ragioniere generale, vorrebbe emendare in aula l’impianto (non la sostanza) della sua stessa proposta di variazione di bilancio (peraltro approvata dalla Giunta comunale appena venerdì scorso) ha sentito “odore di bruciato”. Già messo sull’avviso sabato, dall’uscita polemica contro il Sindaco di Mimmo Russo capogruppo Mpa, Faraone ha scoperto che sono arrivati nelle casse comunali 80 milioni di euro, quale prima tranche dei 150 milioni di euro deliberati dal Cipe per Palermo.
 
In sostanza, come i grandi illusionisti del passato, mentre tutti si accapigliavano, su come e cosa tagliare nelle pieghe del bilancio comunale (per il triennio 2009/2011), al fine di raggranellare i 48 milioni di euro necessari per riequilibrare l’esercizio di bilancio 2009. Il Sindaco aveva messo la sordina sui 103 milioni che si ritrova, in più, di colpo: i famosi 23 del sovraggettito IRPEF del 2009 (destinati all’Amia) e gli ottanta del Cipe (ancora privi di destinazione).
 
“La scoperta dei 103 milioni di euro del tesoretto di Cammarata – attacca Faraone – ci spinge di chiedere al sindaco di dirci come intende spenderli, cosa ne vuole fare. E ce lo deve dire prima di imporre ai palermitani di fare nuovi sacrifici e rinunce, con ulteriori tagli ai pochissimi servizi che ancora si offrono ai palermitani, e nuove riduzioni alla cultura e ai teatri a questo punto, non si capisce bene a quale fine”.
 
Anche Nadia Spallitta ed Antonella Monastra , di “Un’Altra Storia”, contestano le “furbate” del Sindaco: “Non condividiamo la manovra relativa al riequilibrio proposta dalla giunta Cammarata, perché, ancora una volta, propone tagli ai servizi essenziali, agli interventi nel sociale e alle spese relative alla polizia municipale, lasciando invece integri i capitoli relativi a consulenze esterne, dirigenze esterne ed esternalizzazione di servizi che potrebbero essere pacificamente azzerati con un risparmio di almeno 2/3 milioni di euro”.
 
Anche il Pdl-Sicilia alza la voce. “il piano di riequilibrio proposto dal Sindaco – avverte Elio Ficarra – è tardivo ed inaccettabile nelle modalità prospettate. Il rischio concreto è che nel tentativo di tappare colpevoli buchi figli dell’approssimativo malgoverno targato Cammarata, si creino incolmabili voragini nell’economia cittadina”.
 
Una cosa è certa il cartello anti Cammarata, (Mpa, Pd, Idv, un’altra storia, Pdl Sicilia) contestualmente all’eventuale approvazione della manovra di riequilibrio è determinato a far approvare l’annullamento del raddoppio dell’addizionale comunale IRPEF per il 2010. Nel frattempo anche “un’altra storia” ha prodotto il suo manifesto murale anti-Cammarata.



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