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Nadia Spallitta

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Comune, è bufera commissioni ora si spacca pure l’opposizione

Tantillo:«Se si continua così meglio andare tutti a casa. Per rispetto verso i cittadini»
 
Il Consiglio comunale di Palermo è sempre più in panne con i partiti, maggioranza e opposizione, che invece di trovare unità, elementi di dialogo e di sano confronto, vanno frantumandosi in mille pezzi e schegge impazzite rendendo così impossibile una qualsiasi costruttiva convocazione e conclusione di seduta d’Aula. E mentre la città, e con questa i maggiori problemi ed emergenze (dalla Gesip al sociale) stanno a guardare, arrivano come un fulmine a ciel sereno anche le dimissioni da capogruppo del Pd di Davide Faraone.
Un bluff?  Una mossa politica? La conferma di una spaccatura interna al partito? Nessuno dei consiglieri (maggioranza e opposizione )  di Sala delle Lapidi, al momento, è in grado di dirlo con certezza e si rincorrono le più disparate ipotesi. Se infatti per Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl, «le dimissioni di Faraone erano già nell’aria da tempo
», di sicuro è stata una sorpresa per gli stessi uomini del Pd che però preferiscono chiudersi in un serrato no comment non entrando nel merito della scelta politica. E intanto parte anche il toto successore di Faraone al ruolo di capogruppo. Si parla di Ninni Terminelli, attuale segretario cittadino del Pd, che potrebbe scegliere di guidare il gruppo al Consiglio. O nulla esclude che il consigliere Totò Orlando, da mancato presidente della commissione consiliare alle Società possa ora essere ripagato con il ruolo di primo piano a Sala delle Lapidi. Ed è proprio sulle commissioni consiliari che batte Tantillo trovando in queste uno dei più grandi errori politici di Faraone. «In questa occasione – dice il capogruppo del Pdl – ha tenuto una linea d’azione che non è stata mai condivisa dal suo gruppo. Si era intestardito che la nomina dei presidenti delle commissioni dovesse avvenire dopo l’approvazione del bilancio, creando così di fatto da febbraio a ora un vuoto istituzionale. L’avevo avvertito che questo avrebbe causato il caos. Una scelta che ha creato malumori tra i suoi stessi consiglieri». La pensa così anche Nadia Spallitta «sempre più negli ultimi mesi –  dice – nelle riunioni di capigruppo Faraone affermava dei principi che poi venivano smentiti dai suoi uomini in consiglio». Un’anarchia totale che ha comportato l’ulteriore rallentamento, se non paralisi totale, dei lavori d’Aula, della discussione del bilancio e delle più importanti manovre economiche. Una storia che ormai si ripete da «quasi un anno- precisa Tantillo – Se il consiglio continua così è meglio andare tutti a casa»



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