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Nadia Spallitta

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Zen, alle trenta famiglie sfrattate un edificio a piazzetta della Pace

Per gli abusivi dello Zen potrebbe esserci all’orizzonte una soluzione: i locali di Piazzetta della Pace. Prima bisogna vedere però se gli spazi sono idonei. Per questo il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha dato mandato all’ufficio Manutenzioni di verificare gli interventi da attuare per rendere funzionali i locali (35 stanze, dieci bagni di cui alcuni con doccia) che potrebbero in questo modo ospitare provvisoriamente, i senzatetto sgomberati dagli alloggi dell’Insula 3 allo Zen occupati abusivamente.
Una decisione che Cammarata ha preso dopo aver incontrato l’assessore all’urbanistica Mario Milone. <<Non è una soluzione sostitutiva di un alloggio – precisa Milone – ma è un’alternativa alle tende in cui attualmente quelle famiglie vivono. Abbiamo più volte spiegato che le case dello Zen, una volta ultimate, saranno assegnate agli aventi diritto in graduatoria, e che non è possibile fare eccezioni >>. Per Milone <<assegnazione va fatta seguendo rigorosamente la graduatoria perché soltanto in questo modo è possibile affermare, anche in una situazione delicata e dolorosa come questa, i principi di legalità indispensabili per la convivenza Civile>>. Ma in questo modo potrebbe esserci il rischio che passi il messaggio: chi protesta e sale sui tetti ottiene ciò che vuole mentre Piazzetta della Pace – assicura l’assessore Milone- è un modo per cercare di venire incontro alle difficoltà di queste persone senza ledere i diritti degli altri cittadini. L’obiettivo del sindaco è di ripristinare una situazione di legalità allo Zen e di consentire di ultimare gli alloggi che erano stati occupati abusivamente>>. Di sicuro di lavori ce ne sarà bisogno perché gli stessi locali qualche mese fa erano stati proposti al Laboratorio Zeta, il centro sociale di via Boito che accoglie la comunità sudanese, che però ha rifiutato proprio per lo stato fatiscente e precario dell’immobile. Intanto sembra volgere verso una concreta soluzione anche la situazione delle famiglie che vivono nei container di via Messina Montagne. Ad alcune di loro sono stati assegnati degli immobili confiscati alla mafia. <<Un atto dovuto rispetto al disagio decennale di queste famiglie – dice Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra Storia al Comune – del resto attuativo di diritti che la Costituzione prevede>>. <<Credo che le battaglie in Aula – continua il capogruppo Spallitta- le diffide, le denunce sull’irregolare utilizzo del patrimonio confiscato ai mafiosi, stiano portando finalmente i primi frutti>>. <<È un primo passo – conclude – cui dovranno far seguito ulteriori provvedimenti per togliere centinaia di famiglie e minori che versano in stato di disagio e di povertà assoluta>>.



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