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Nadia Spallitta

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SPALLITTA: PRUSST in piazza Vittorio Veneto. Manca l’interesse pubblico alla sua realizzazione.

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nadia_spallitta_-palazzotto.jpg<Approda in Consiglio Comunale, per la seconda volta, il PRUSST avente ad oggetto la realizzazione di un albergo in piazza Vittorio Veneto. Si tratta di un intervento del quale già la stampa si era occupata, ed infatti si legge in un articolo di Repubblica del 2 gennaio 2008 che “ Lo Piccolo, ad esempio, aveva affidato il compito di seguire l’iter di realizzazione di un albergo il cui progetto è incluso in uno degli ultimi PRUSST approvati”. Sembrerebbe che in un “pizzino” sarebbe annotata la seguente frase : “ il signor Alagna per albergo vicino la statua della Libertà” (Repubblica 2 gennaio 2008 pag. 5 sez. Palermo – A.Z.). La vicenda è singolare anche per altri profili.
Intanto perché il Consiglio Comunale nel 2008 aveva bocciato il provvedimento per le seguenti criticità: l’albergo avrebbe determinato un disallineamento rispetto agli altri edifici insistenti sulla stessa sede stradale di via Piedilegno, con ridimensionamento dell’asse viario pubblico; il marciapiede dell’albergo non rispettava le norme del codice della strada, non consentendo il transito dei portatori di handicap. Nonostante tale rigetto, il proponente ha disatteso la richiesta del Consiglio, ripresentando identica proposta, che inverosimilmente gli uffici hanno ritrasmesso al Consiglio. Alle predette criticità si sommi la circostanza che il proponente non ha la proprietà dell’intera area di impianto, in particolare la riqualificazione di spazi a verde pubblico, elemento essenziale per la completezza del PRUSST – che è in variante urbanistica – ricade in parte su immobili di proprietà aliena, con violazione del requisito prescritto per presentare i PRUSST della titolarità sull’intera area. Per cui le opere di interesse pubblico, per la parte oggetto di espropriazioni future, potrebbero non vedere mai la luce. Infine, mi lascia perplessa anche la circostanza che un’area V3 con destinazione a verde pubblico, sia stata acquistata dal proponente  per essere, quindi, ceduta a scomputo degli oneri, con salvezza tuttavia del sottosuolo che viene mantenuto  dal proponente per realizzarvi un parcheggio privato. In altri termini, non si rinvengono – a mio avviso – le ragioni di interesse pubblico che possano giustificare la deroga a norma del codice della strada e la riduzione di un asse viario, con un disallineamento oggettivamente tra l’altro antiestetico, anche alla luce del fatto che l’intervento , per la parte di opere pubbliche, presupponga l’espropriazione. A questo si aggiunga che, sembrerebbe che al proponente sia subentrato un altro titolare, e tuttavia del nuovo titolare non si abbia – allo stato – la documentazione idonea ad attestare la sussistenza dei requisiti di legge.>>
Nadia Spallitta – presidente commissione Urbanistica



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