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Nadia Spallitta

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Scuola, tagli eccessivi Il Tar accoglie il ricorso degli “Ata”

Una guerra tra poveri, e all’orizzonte, uno scenario che si profila tutt’altro che roseo. Nelle ultime settimane, tra proteste, sit-in e scioperi della fame, i lavoratori della scuola hanno fatto sentire la propria voce. Hanno detto “no” ai tagli del sistema scolastico che, seppur necessari, appaiono in alcuni casi ingiustificati.
Emblematica a tal proposito la condizione del personale Ata (assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici) della Provincia di Palermo, nella quale, per l’anno scolastico 2010/2011, 900 persone si sono ritrovate senza un lavoro.
E per un motivo che appare paradossale. Sebbene la Riforma Gelmini (il DPR 119/2009) preveda complessivamente per il triennio 2009-2011 tagli del 17% al personale di prima fascia (quindi tagli annuali del 6% rispetto all’organico di diritto), a Palermo e provincia i tagli sono risultati di gran lunga superiori, con uno “sforamento” sospetto, e la cui percentuale è risultata, a conti fatti, essere compresa tra il 27 ed il 37%.

Una situazione in merito alla quale non era possibile rimanere a guardare. Non a caso, circa 100 persone, hanno presentato ricorso al Tar, assistiti da Nadia Spallitta, avvocato e consigliere al Comune di Palermo per Sel.
Il Tar Sicilia ha accolto il ricorso, e con l’ordinanza 763/2011 del 22 settembre ha stabilito che l’Ufficio Scolastico Regionale provveda adesso a rideterminare gli organici tenendo conto dei parametri di legge e delle tabelle. Ma lo sforamento “sovrabbondante” non è l’unico problema.
Altra nota dolente è costituita dai tanto discussi “accantonamenti”, che secondo la legge, non devono superare quota 25 %.
“Una situazione singolare – dice a BlogSicilia Nadia Spallitta – L’accantonamento c’è perché pur in presenza di vincitori di concorso, aventi diritto ad essere assunti o chiamati con incarichi di supplenze annuali, un quantitativo di posti vengono invece riservati per ex Lsu, Pip e Co.co.co. La tanto agognata chiamata a lavorare, riguarda altre forme di precariato locale. E così, si ritrovano nella scuola persone che non hanno requisiti né titoli e non hanno partecipato al concorso del personale Ata. Per loro, indipendentemente dall’organico, ogni anno vengono accantonati il 25% di posti. Ma per l’anno scolastico 2010-2011, su 690 posti disponibili, ne erano stati accantonati ben 500. È scandaloso oltre che paradossale. Sorge il sospetto che si tratti di accantonamenti politici. E che la soddisfazione del precariato non sia trasparente, perché la vicenda dimostra che si è fatta confusione sui calcoli. O per errore, o volutamente”.
Precari che occupano il posto di altri precari e che sperano, di lavorare il più a lungo possibile. Ma la matassa, si fa sempre più intricata. “In violazione di legge – continua Spallitta – già è immotivato che si tolgano posti agli aventi diritto e precari di lunga durata, ma che poi si tolgano in percentuale superiore è scandaloso”.
La vicenda giudiziaria è stata lunga e complessa. Il ricorso infatti, era stato presentato un anno fa al Tar Sicilia, che dopo aver richiesto chiarimenti al Miur – che tra l’altro, non sembrano essere arrivati – aveva ritenuto di non essere competente rimandando la materia al Tar Lazio. Dopo l’intervento del Consiglio di Stato, sollecitato dalla stessa Spallitta, convinta che la questione fosse di competenza territoriale, il ricorso è tornato al Tar Sicilia.
“Questa ordinanza è importantissima – conclude Nadia Spallitta – siamo molto contenti del risultato e del coraggio dimostrato dal Tar Sicilia, che ha tra l’altro riconosciuto il danno grave ed irreparabile dei ricorrenti”.
In attesa della revisione delle graduatorie da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, chi è in lista incrocia le dita, e spera, che almeno quest’anno, sbarcare il lunario sia un po’ meno difficile.




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