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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Salta l’unica isola ecologica prevista per il 2015, Spallitta: “Amministrazione inadempiente”

isole ecologiche

Salta l’istituzione dell’unica “isola ecologica” del 2015 per i ritardi e l’inadempienza dell’Amministrazione. Forse è un istituto troppo all’avanguardia e un progetto troppo complesso per la nostra città, dato che dopo tanti anni non riusciamo ad averne neanche una. E’ incomprensibile il comportamento dell’Amministrazione che, negli ultimi tre anni, non solo non ha incentivato in alcun modo la raccolta differenziata (per cui in città si sono raggiunti i minimi storici – circa il 6% a fronte di un obbligo pari al 50%), ma sostanzialmente impedisce ai cittadini virtuosi di godere delle riduzioni della Tari previste dal Regolamento comunale del 2013 per coloro che conferiscono presso le isole ecologiche i propri rifiuti. Le obbligatorie isole ecologiche non sono mai state istituite dall’Amministrazione, con un comportamento inadempiente e a mio avviso illegittimo, perché non viene consentito al consumatore di godere di benefici normativamente previsti in materia tributaria.

Nonostante il Consiglio abbia votato con un emendamento del Pd la realizzazione, entro il 2015, dell’isola ecologica per il quartiere Libertà-Montepellegrino (e nel 2016 per tutti gli altri quartieri), pur in presenza di un’altra decisione del Consiglio che in sede di Bilancio ha stanziato circa 900 mila euro per la concreta attuazione dell’isola ecologica, l’Amministrazione è rimasta del tutto inerte, non ha dato seguito alla volontà consiliare, non ha redatto progetti adeguati e muniti di pareri, laddove necessari, e sostanzialmente ha disatteso le disposizioni normative e la volontà del Consiglio, con conseguenti ricadute negative per la collettività.

La responsabilità di questi inaccettabili ritardi è in parte dell’assessore alle Opere pubbliche Emilio Arcuri, che sembrerebbe non essersi attivato per la parte di sua competenza, e in parte della stessa Rap, che dovrebbe gestire le isole ecologiche. Il disinteresse del governo cittadino rispetto al tema dei rifiuti, del recupero e del riciclo, incide sulla salubrità dei luoghi dal momento che qualsiasi rifiuto, in maniera indifferenziata, viene conferito in discarica. Si pensi ad esempio al percolato e all’inquinamento del terreno e delle falde acquifere. Ma non finisce qui. Si pensi ai costi di gestione del rifiuto indifferenziato e ai mancati introiti che, invece, una raccolta differenziata potrebbe garantire. Senza considerare “l’ecotassa” che la Sicilia, e quindi Palermo, paga il mancato rispetto di precisi obblighi europei.




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