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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

No ad altre varianti urbanistiche, si adotti nuovo piano regolatore

Palazzo delle Aquile

Sulla pianificazione urbanistica la giunta Orlando viaggia sugli stessi binari della giunta Cammarata. L’Amministrazione continua a procedere, secondo un percorso già avviato dal centrodestra, con consistenti varianti urbanistiche di un Piano regolatore generale, i cui vincoli sono oggi scaduti da tempo e in relazione al quale da circa tre anni si attende la revisione organica, peraltro prescritta dalle norme di legge per garantire un uso razionale e funzionale del territorio nel rispetto degli standard e dei parametri relativi ai servizi. L’adozione di successive varianti danneggia il territorio e determina una sistematica violazione delle prescrizioni sule percentuali di verde, sui parcheggi e in generale sulle urbanizzazioni primarie prescritte invece come inderogabili dalle norme. In particolare è stata adottata una variante urbanistica di approvazione di un programma costruttivo per la realizzazione di 31 alloggi di edilizia residenziale senza una verifica della effettiva necessità di tali alloggi (che nulla hanno a che vedere con l’emergenza abitativa di coloro i quali, non avendo alcun reddito, non potranno mai acquistare gli stessi immobili). E’ stata adottata una variante urbanistica, in via dello Spezio zona Politeama, singolarmente definita “errata corrige”, trasformando un edificio di cinque piani, prima catalogato come “netto storico” in zona A2 (Chiesa Valdese) per il quale erano previsti solo interventi conservativi e di ripristino filologico, in edilizia residenziale con possibilità di intervenire con la ristrutturazione (che può prevedere in pieno centro cittadino anche la demolizione e la ricostruzione).

Appare oggettivamente atipico che si possa definire questa variante “errata corrige” (a distanza di circa 20 anni dall’adozione del Prg del 1997), tra l’altro in assenza di ricorsi, opposizioni e osservazioni allo stesso piano, e non è ben chiaro quale sia stato l’errore materiale e come possa privilegiarsi lo strumento della variante puntuale piuttosto che quello di una rivisitazione generale dell’intero strumento urbanistico. Sarebbe interessante, dal momento che trattasi di errore materiale, capire sotto il profilo fiscale come sia stato trattato l’edificio, probabilmente esente fino ad oggi per la sua destinazione religiosa. Per coerenza l’Amministrazione dovrebbe procedere, qualora non fossero state pagate, con l’eventuale recupero delle tasse. Infine viene proposta una delibera che insiste nell’adozione dello strumento del Piano particolareggiato di via Trabucco in area D2 (atto predisposto e fortemente voluto anche dalla precedente amministrazione Cammarata e, questa sera, ripresentata in Consiglio comunale). Una delibera votata come esecutiva del Prg e in relazione alla quale, solo in seguito a varie interrogazioni, ci si è accorti che invece era una variante sprovvista della Vas-Via, che invece è obbligatoria. Sull’area, tra l’altro, insistono diverse abitazioni abusive (alcune delle quali forse sanate). Se da una parte in una nota si dichiara che sono stati fatti sopralluoghi per la redazione dell’atto (tuttavia senza alcun verbale), in un’altra nota si dichiara che i luoghi sono inaccessibili e che ci si è avvalsi delle planimetrie esistenti. In altri termini, a mio avviso, non c’è chiarezza sullo stato di fatto dei luoghi. La singolarità riguarda la circostanza che si pretende di far convivere, con tutti i rischi per la salute e la pubblica e privata incolumità, e a mio avviso in violazione di legge, aree residenziali e aree industriali/commerciali, che invece sono fra loro incompatibili. Inoltre un piano per gli insediamenti produttivi presupporrebbe l’espropriazione dell’intera area e l’assegnazione agli interessati secondo bandi di evidenza pubblica. Nella fattispecie viene espropriata solo una parte di territorio per realizzare una strada di accesso e alcuni piccoli parcheggi, mentre viene invece mantenuta la titolarità dei restanti lotti, ed anzi il piano particolareggiato calibra i lotti definendoli sui confini delle proprietà esistenti. Mentre i lotti produttivi devono obbligatoriamente essere di almeno 3 mila metri quadrati (perché devono essere garantiti in ciascuno parcheggi per i clienti, strade e verde), nel piano particolareggiato di via Trabucco i lotti sono anche di 400, 600, 1.000 e 2.000, e non si comprende come possano essere garantiti i servizi necessari (senza considerare come già detto che alcuni di questi lotti sembrerebbero già occupati da abitazioni).

Infine l’Amministrazione, per realizzare questo piano particolareggiato per insediamenti produttivi, spenderà circa 3 milioni di euro. Una somma destinata ad aumentare perché, essendo scaduto il Prg, il vincolo espropriativo dovrà essere rinnovato (tramite apposita variante) con un raddoppio della indennità. Ancora una volta la variante determina ulteriori interventi costruttivi in zone che in questo momento sono utilizzate in parte per aree verdi non edificate con mandarineti e limoneti, come se la città, già oggetto di straordinarie varianti, necessitasse di ulteriori aree commerciali. Da ultimo sembrerebbe che sul provvedimento esista un’indagine di polizia giudiziaria e a mio avviso dovrebbe attendersi l’esito di questa indagine. L’Amministrazione, a mio avviso, dovrebbe valutare la possibilità di assegnare altre aree produttive agli eventuali investitori.

La vicepresidente vicaria
del Consiglio comunale
Nadia Spallitta




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