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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Mozione, piano organico di politiche a sostegno delle giovani coppie

mutuo giovani coppie

OGGETTO: PIANO ORGANICO DI POLITICHE A SOSTEGNO DELLE GIOVANI COPPIE

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Premesso che:
– Nel 2013 in Italia il tasso di fecondità risultava inferiore all’ 1,4 figli per donna, al di sotto della soglia di sostituzione che consente di mantenere una popolazione stabile, pari a 2,1 figli per donna; a fronte della quale la media europea risulta pari a 1,5-1,6 mentre in Francia il tasso di fertilità totale supera i 2 figli per donna (Eurostat) avendo sperimentato per prima in ambito europeo idonee politiche di sostegno alla natalità, tuttora in atto;

– Il regime di persistente bassa fecondità, da un lato, e l’aumento dell’invecchiamento della popolazione e della vita media, dall’altro, fanno sì che l’Italia abbia conquistato, a più riprese, il primato di Paese con il più alto indice di vecchiaia del mondo: al 1° gennaio 2013 nella popolazione residente si contano 151,4 persone dai 65 anni in poi ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Tra i Paesi europei supera l’Italia solo la Germania (con un indice di vecchiaia di 158), mentre la media dell’Unione europea è pari a 116,6; questa misura rappresenta il «debito demografico» contratto da un Paese nei confronti delle generazioni future, soprattutto in termini di previdenza, spesa sanitaria ed assistenza. Trent’anni di tale evoluzione demografica consegnano un Paese profondamente trasformato nella sua struttura e nelle sue dinamiche sociali e demografiche;

– Secondo i dati pubblicati nella deliberazione di G.M. n. 85 del 26/05/2015 avente ad oggetto: “Approvazione del documento di Bilancio Sociale di sintesi”, con riferimento al movimento naturale della popolazione del Comune di Palermo, nel corso del 2014, a fronte di 6.314 decessi, si sono registrate 6.132 nuove nascite. Il numero dei nati è ormai stabilmente al di sotto di quota 7 mila, ai minimi dall’Unità d’Italia. Più in particolare, il saldo naturale, per la terza volta consecutiva negativo, è risultato pari a -182 unità (lo scorso anno era pari a -12 unità). Il dato conferma che è in atto una fase di riduzione della natalità e che  prosegue, quindi, la diminuzione della fecondità: secondo i dati del censimento del 2011, il numero medio di figli per donna era 1,50 rispetto a 1,46 del 2014, mentre l’età media al parto sale a 30,74 anni in progressiva ascesa se si considera che nel 1999 era pari a 29,08; così come l’età media dei padri che nel medesimo arco temporale è passata da 33,15 a 34,28. Lo stesso è avvenuto per la diminuzione dei matrimoni, registrata proprio negli ultimi cinque anni, passati da 6.009 a 5.323 (Istat);

– Alle sfide che la globalizzazione e le crisi finanziarie impongono al sistema Paese, la Città di Palermo si presenta con una struttura per età fortemente squilibrata, in termini di rapporto tra popolazione; la concomitanza tra la fase di crisi economica e la diminuzione delle nascite, che colpisce particolarmente la componente giovane della popolazione, fa presumere una relazione di causa-effetto tra i due fenomeni, anche se non è possibile stabilirne con certezza il legame causale. Questo fattore viene in parte spiegato da politiche sociali per la famiglia e pro-natalità molto carenti sia a livello nazionale che a livello locale.  Gli effetti della sfavorevole congiuntura economica sulla natalità inoltre vanno a sommarsi a quelli strutturali dovuti alle importanti modificazioni della popolazione femminile in età feconda. Con l’uscita dall’età feconda delle generazioni più numerose, si registra, infatti, una progressiva riduzione delle potenziali madri, dovuta al prolungato calo delle nascite iniziato all’incirca a metà anni ’70, con effetti che si attendono ancora più rilevanti in futuro. Alla luce di questo quadro assumono un significato rilevante le iniziative intraprese a livello nazionale per incentivare le nascite, per aiutare le giovani coppie al fine di contrastare il trend negativo della natalità, quali il cosiddetto bonus bebè, assegno annuo di 960 euro erogato per ogni nuova nascita o adozione fino al 31 dicembre 2018; lo stanziamento di 100 milioni di euro per il rilancio del piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia; lo stanziamento di 45 milioni di euro per l’anno 2015 a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiore a quattro; ed ancora gli incrementi per il fondo delle politiche sociali o per quello delle famiglia; l’emanazione del decreto legislativo a sostegno della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro di cui alla legge 14 dicembre 2014, n.183. 

Evidenziato che:
La denatalità influenza direttamente molti settori: economico, sociale, sanitario, previdenziale, tanto per citarne alcuni. Occorre, pertanto, promuovere una consapevolezza nelle persone ed un cambiamento culturale nell’opinione pubblica che porti negli anni ad invertire la tendenza al declino delle nascite.
Considerato che una città che non pensa alle nuove generazioni è una città senza futuro;

-E’ necessario, allora, recuperare il valore sociale della maternità, sia come esperienza formativa individuale sia come bene di tutti. La società deve comprendere che è un bene che nascano bambini, è un bene che il Paese, in generale, e la Città di Palermo, in particolare, possa riprodursi e sostituirsi, senza declinare irrimediabilmente. In questo senso impegnarsi per un welfare e anche per progetti di sostegno economico alla natalità (vedi bonus bebè, detrazioni fiscali, forme di lavoro flessibile, maggiore uso del congedo parentale per gli uomini, presenza capillare di nidi aziendali, ecc.) non deve essere visto come una sorta di “compensazione” per il “disagio”, ma come un atto di responsabilità e giustizia sociale;

-È prioritario dunque promuovere una forma di “contrattualità” tra le nuove generazioni e l’Amministrazione, elaborando un piano organico di incentivi per le giovani coppie che intendono iniziare la loro vita in autonomia mettendo a disposizione strumenti efficaci per consentire loro di realizzare progetti di vita in modo da contribuire ad un corretto ricambio generazionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE
si impegna e impegna
IL SINDACO, LA GIUNTA E GLI UFFICI COMUNALI

– A promuovere politiche sociali di sostegno alla maternità e paternità, anche attraverso l’incremento delle strutture e dei servizi socio-educativi per l’infanzia e, in particolare, per la fascia neo-natale e pre-scolastica, garantendone l’attuazione e l’uniformità delle prestazioni su tutto il territorio comunale;

 – A favorire e stabilizzare le politiche di conciliazione dei tempi di cura, di vita e di lavoro al fine di consentire alle lavoratrici ed ai lavoratori di conciliare le proprie responsabilità professionali con quelle familiari, di educazione e cura dei figli e a consolidare la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione famiglia-lavoro;

– A sostenere ed incrementare politiche attive e misure efficaci che garantiscano il diritto alla genitorialità e, in particolare, di sostegno alle madri single in modo da favorire la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, con particolare riguardo a chi ha redditi bassi e discontinui;

– Ad assumere iniziative presso il governo centrale per dare continuità alla misura del «bonus bebè» di cui all’articolo 1, comma 125, della legge n. 190 del 2014;

-Ad assumere iniziative per incrementare la quota del bilancio comunale destinata alle politiche di sostegno alla famiglia per venire incontro alle persone in difficoltà con il bilancio familiare attraverso:

  • un sistema di sussidi che, sul modello anglosassone del reddito minimo garantito, fornisca aiuto alle giovani coppie in cui entrambi i soggetti abbiano età non superiore a 35 anni, ed abbiano contratto matrimonio secondo il rito religioso o civile dopo il 1° gennaio 2012 o che a partire da quella stessa data abbiano iniziato una convivenza stabile anagraficamente rilevabile nella città di Palermo, in cui uno o entrambi i componenti siano disoccupati o non abbiano un lavoro full time e, pertanto, vivano al di sotto della soglia di povertà. Il sostegno, di durata illimitata finché sussistono le condizioni, all’uopo regolamentate, per accedervi, dovrà essere opportunamente modulato in base ad età, struttura della famiglia, eventuali disabilità e risorse che i beneficiari hanno a disposizione;
  • Sconti fiscali e tariffari per tutti i residenti tra i 18 e i 35 anni che costituiscono uno stato di famiglia autonomo introducendo agevolazioni e riduzioni, all’uopo regolamentate, sulla TARI e TASI e, previo accordo con le Aziende partecipate competenti, sulle bollette dell’acqua (AMAP) e del gas (AMG) nonché sconti sugli abbonamenti ai trasporti pubblici (AMAT);
  • La regolamentazione di un “contributo una tantum di 1000 euro a favore di giovani coppie”. Potranno beneficiarne le coppie, in cui entrambi i soggetti siano di età non superiore a 35 anni, che abbiano contratto matrimonio secondo il rito religioso o civile dopo il 1° gennaio 2012 o che a partire da quella stessa data abbiano iniziato una convivenza stabile anagraficamente, rilevabile nella città di Palermo. Il contributo verrà erogato anche ai conviventi, senza distinzione di sesso, ed anche ai cittadini stranieri, con permesso di soggiorno almeno biennale, comunque residenti nella Regione Sicilia da almeno otto anni o nel Comune di Palermo da quattro anni, secondo i requisiti e le modalità di accesso ai contributi all’uopo regolamentate. Il reddito “Isee” massimo consentito per accedere al bonus varia a seconda della composizione della famiglia e va da un minimo di 15 mila euro per un nucleo formato da due persone fino ai 27 mila euro nel caso di nucleo familiare con oltre cinque componenti;
  • La regolamentazione di un “contributo annuale” di duecento euro per le giovani coppie con un figlio e di altri centocinquanta euro per l’eventuale secondo figlio in modo da sostenere il reddito familiare calibrandolo al numero dei figli. Il reddito “Isee” massimo consentito per accedere al bonus varia a seconda della composizione della famiglia e va da un minimo di 15 mila euro per un nucleo formato da due persone fino ai 27 mila euro nel caso di nucleo familiare con oltre cinque componenti;
  • Forme di sostegno alle giovani coppie mediante la promozione di forme di credito sulla fiducia che facilitino l’accesso al credito –alla fascia 18-35 anni – per il mutuo sulla prima casa, attraverso accordi con gli istituti bancari e bonus per sgravare il peso del mutuo.

La consigliera
Avv. Nadia Spallitta




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