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Nadia Spallitta

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Lettera di Rita Borsellino

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unaltrastoria.jpgCarissime  amiche, carissimi amici,
ho scelto di scrivere per condividere ancora una volta con voi il percorso che mi accingo a compiere e le motivazioni della scelta. Come quattro anni fa a farmi prendere questa decisione è stato il dovere etico di esserci. Di esserci in prima persona, superando e lasciandomi  alle spalle la tentazione di stare a guardare, di aspettare una evoluzione del momento politico così confuso e contraddittorio. Il problema è: quale evoluzione?
La necessità assoluta di creare e di alimentare una forza alternativa al regime nel quale di fatto già viviamo.
La crescente disaffezione dell’elettorato di centrosinistra provato e sfiduciato dalle troppe sconfitte. 
Le delusioni  cocenti, le difficoltà crescenti della vita di tutti i giorni e le scarse prospettive per il futuro, specialmente dei giovani, non ci permettono di attendere.

La situazione va affrontata subito!
La necessità di fornire all’area democratica e progressista,  alla quale noi tutti facciamo riferimento, un contributo importante, come quello della cultura della partecipazione, mi ha portato ad individuare nel Partito Democratico il soggetto più adatto per attuare questo progetto.
Dobbiamo andare in Europa, perché è lì  che nei prossimi anni si affronteranno le tematiche per le quali Un’altra storia si spende.
Le politiche giovanili, il lavoro, la lotta contro la criminalità, i diritti dei migranti, l’inquinamento e le energie pulite, le infrastrutture. E poi i fondi strutturali, ultima occasione per la nostra regione.
Tutto questo si affronterà in Europa e noi dobbiamo esserci. Per la prima volta le attività svolte in Europa avranno sponda e rilancio nella nostra terra che non sarà e non dovrà essere soltanto spettatrice.
Ecco l’importanza del presidio di democrazia e partecipazione che il movimento eserciterà ancor più di ieri sul territorio.
Voi sapete quanto tutto ciò mi stia a cuore.
Voi  sapete che gli ultimi 17 anni della mia vita li ho spesi perché i siciliani potessero vivere e costruire serenamente il loro futuro e perché l’immagine della Sicilia non fosse quella dei troppi stereotipi culturali che ci penalizzano. Portiamo in Europa il volto pulito di quella Sicilia che noi conosciamo e di cui siamo parte.
Il nostro futuro dobbiamo costruirlo con le nostre mani e le nostre intelligenze. Dobbiamo sconvolgere, come abbiamo già dimostrato di volere e sapere fare equilibri e tattiche che hanno dimostrato  tutti i loro limiti.
Dobbiamo crederci e soprattutto esserci tutti insieme.
Tutto questo lo voglio vivere insieme alle amiche e agli amici della Sardegna terra in cui ho vissuto esperienze di grande significato nell’ambito di un impegno più ampio mirato alla crescita qualitativa dell’intera regione mediterranea.

Un abbraccio ad ognuno di voi.

Rita




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