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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Interrogazione – Moschee a disposizione della comunità islamica nel comune di Palermo-

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI PALERMO

Interrogazione con risposta scritta

Prot. 187                                                                    Palermo, 16/09/2011

Oggetto: Moschee a disposizione della comunità islamica nel comune di Palermo-

    
      
      Premesso che
da quando i primi musulmani sbarcarono a Mazara nell’827 la loro permanenza sull’isola ha lasciato un segno indelebile in ambito socio-culturale, artistico e architettonico, legando indissolubilmente questa terra all’Islam.
La Sicilia è entrata a far parte del mondo islamico così naturalmente e profondamente da indurre i musulmani siciliani a chiamare la città di Palermo – unico caso al mondo – con lo stesso nome di al-Madina, la città del Profeta: come emerge dall’inno a Palermo del poeta Ibn al Rashiq (vissuto nella prima metà dell’XI secolo): “Sorella di al-Madina in un nome cui non partecipa nessun altro paese: indaga pure”.

Da anni, quindi, la Sicilia rappresenta un laboratorio privilegiato dell’intesa tra l’Italia e l’Islam, in vista di una sempre maggiore riscoperta di quelle radici secolari che i siciliani hanno il merito di non aver mai dimenticato e che, passando per il Mediterraneo, legano l’Europa ad un Islam in profonda trasformazione.

      
Visto
> L’art. 3 della Costituzione
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

> L’art. 8 della Costituzione
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
      
      
      Considerato che
Nel novembre del 1990, a seguito di un accordo fra il Comune di Palermo e il Governo Tunisino, attraverso il Consolato tunisino a Palermo, sembra che sia stata istituita nei locali della chiesa sconsacrata di San Paolino dei giardinieri, in via del Celso nel centro storico della città, una Moschea provvisoria (scelta per il suo orientamento verso la Mecca), nell’attesa che ne venisse costruita una ex novo.
      
      Evidenziato che
I musulmani che risiedono a Palermo continuano ad essere costretti a pregare negli angoli delle strade, nelle loro case o in altri spazi della città provvisoriamente adibiti a moschee, ed a radunarsi nel Foro Italico, inizialmente per protesta ma ormai per consuetudine, per la chiusura del Ramadan pregando in direzione della Mecca.

SI CHIEDE DI CONOSCERE

(1) L’intesa stipulata tra il comune di Palermo e ed il Consolato Tunisino con cui si è istituita la Moschea nella chiesa sconsacrata di via Celso, di cui si chiede copia, specificando:
a. i ruoli e le competenze dei contraenti, in particolare in riferimento all’eventuale esistenza di una struttura organizzativa interna all’Amministrazione comunale preposta alle relazioni con il Consolato Tunisino;
b. le modalità di ripartizione dei costi di gestione e di manutenzione dell’immobile.

(2) Se la Moschea di Palermo:
a.  sia stata effettivamente aperta al culto islamico, specificando l’attività svolta all’interno nonché l’attività autorizzatoria, di monitoraggio e controllo posta in essere dall’Amministrazione comunale, dei cui atti si chiede copia;
b. se la Moschea sia ancora in attività o, qualora avesse interrotto la sua funzione, si chiede di indicare:
i. a quale funzione sia attualmente adibita la  chiesa sconsacrata di San Paolino;
ii. le motivazioni della eventuale sospensione in loco delle attività di culto.

(3) Se siano state presentate al comune di Palermo istanze da parte di membri della comunità islamica volte ad ottenere varianti di destinazione urbanistica per essere autorizzati ad adibire immobili esistenti a moschea, di cui, eventualmente, si chiede copia comprensiva dell’esito dell’istruttoria e dei relativi atti.

(4) Quali attività di mediazione ed integrazione abbia posto in essere dall’Amministrazione comunale per consentire alla comunità islamica la possibilità di professare in maniera più diffusa il proprio culto religioso nel rispetto del dialogo interculturale.

(5) Quali provvedimenti abbia adottato e/o intenda porre in essere l’Amministrazione comunale per assicurare ai circa 15 mila fedeli della comunità islamica palermitana una più capillare distribuzione dello spazio di preghiera, a garanzia sostanziale del diritto di uguaglianza tra i cittadini nonché a tutela dei diritti delle minoranze religiose sanciti dalla Costituzione.
      
      
      
        La Capogruppo    
             Nadia SPALLITTA    




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