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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Interrogazione – cantieri culturali di Palermo

Interrogazione con risposta scritta                              Risposta alla interrogazione "degrado e stato di abbandono ai Cantieri Culturali di Palermo"   .  
 
 
Oggetto: CANTIERI CULTURALI DI PALERMO.
 
PREMESSO CHE
Il Comune di Palermo, dal 16 luglio 1995, è proprietario del complesso immobiliare ex Imer, che  insiste in un’area di circa 55.000 mq, posta alle spalle del Castello della Zisa,  ed al cui interno ricadono circa quaranta capannoni
Che presso i predetti capannoni, dalla inestimabile bellezza e suggestione storica  e monumentale,    ancora nel secolo scorso venivano realizzate attività industriali e produttive con la fabbricazione e creazione di mobili liberty tra i più belli e rinomati  d’Europa, disegnati da Ernesto Basile con la collaborazione dell’ingegnere francese Vittorio Ducrot.
Considerato che l’amministrazione comunale,  nel 1995 decise di avviare un’operazione di recupero dell’intero  complesso immobiliare, (inizialmente destinato alla demolizione, da una variante al vecchio piano regolatore,  per farne un’area di edilizia residenziale), dando così vita al progetto di  quelli che oggi sono noti per l’appunto come “ Cantieri Culturali alla Zisa” destinati a diventare una cittadella dell’arte e della cultura.
Considerato altresì che  sono stati recuperati alcuni dei capannoni e che i loro spazi sono stati adibiti, di volta in volta, a teatro, cinema, danza, mostre, concerti, convegni, e che attualmente ospitano il Centre Culturel Francais de Palerme et de Sicile, il Goethe Institut, la Biblioteca dell’Istituto Gramsci Siciliano, la Biblioteca dell’associazione Ester Mazzoleni e l’Accademia delle Belle Arti di Palermo.
 
CONSIDERATO  CHE
Oggi, i Cantieri Culturali, pur ospitando al loro interno talune istituzioni ed associazioni,  che hanno avuto assegnato una piccola parte dei  capannoni esistenti (con procedure amministrative differenziate a seconda delle attività da svolgervi ), non rappresentano  la  cittadella della cultura, come invece era stato progettato,  viva e tale da poter essere un momento di incontro e di riferimento , di produzione e di crescita ,  per i tanti  artisti e per gli operatori culturali e,  conseguentemente,  per l’intera  collettività    
 E’ evidente , infatti, lo stato di abbandono e di degrado dell’intero complesso immobiliare, del resto denunciato da più parti, 
Che le sterpaglie, le discariche abusive in cui gli impianti sono stati trasformati, ,  ed in generale l’incivile abbandono dei Capannoni, spesso diruti ed in pessime condizioni, del tutto sprovvisti delle più elementari opere di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché di ristrutturazione , ne mortificano la valenza e ne distruggono , giorno dopo giorno la storia e  la bellezza
CONSIDERATO ALTRESI’ CHE
I Cantieri Culturali costituiscono un patrimonio di rara  importanza per la città di Palermo  ed una buona opportunità anche economica, per favorire e sostenere la diffusione della cultura attraverso varie forme di espressione artistica ed  il coinvolgimento di operatori locali e internazionali.
 
 
RITENUTO CHE
Questo patrimonio culturale dovrebbe essere tutelato, valorizzato e restituito alla città di Palermo, anche attraverso la concessione dei capannoni e degli spazi ad associazioni ed istituzioni e che l’attuale stato di degrado , che ne impedisce, tra l’altro l’accesso ed  una pubblica fruizione, rappresenta  altresì un grave danno all’immagine cittadina, ed all’erario pubblico .
ATTESO CHE
Il vigente “Regolamento relativo alla gestione e alienazione dei beni immobili di proprietà comunale nonché alla locazione ed acquisto immobili di proprietà privata”approvato con Delibera di Consiglio Comunale n° 334 del 17.9.2008 prevede che i beni di proprietà comunale, facenti parte del relativo patrimonio disponibile, possono essere dati in locazione e/o in concessione ad enti ed associazioni e che qualora questi beni che vengano dati in locazioni e/o concessioni necessitano di rilevanti interventi di adattamento e/o ristrutturazione, l’onere economico sarà sostenuto dai concessionari che possono effettuare una regolarizzazione contabile delle spese sostenute defalcando le spese sostenute dal canone di concessione.
Ciò premesso
SI CHIEDE DI CONOSCERE
1.      Quali siano i provvedimenti intrapresi e realizzati e quali altri provvedimenti l’amministrazione intende adottare per eliminare con immediatezza le cause del degrado e l’abbandono dei Cantieri Culturali , garantendo così la pubblica fruizione alla città di beni pubblici monumentali ;
2.      Quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e/o di ristrutturazione l’Amministrazione comunale intenda adottare per il recupero dei Capannoni  fatiscenti e in cattive condizioni edilizie , previsti in quali provvedimenti,  con quali costi ed in quali tempi
3.      Quanti siano i capannoni ristrutturati e quanti siano quelli ancora da ristrutturare.
4.      Se ci siano stati negli ultimi cinque anni indizione di bandi per la concessione dei capannoni fruibili, di cui si chiede copia, ed in mancanza,  con quali criteri e modalità siano stati assegnati e concessi .
5.      Quali siano le istituzioni e/o associazioni assegnatarie dei capannoni ristrutturati.
6.      Con quali provvedimenti siano stati concessi detti capannoni,  con richiesta di  copia degli atti della concessione.
7.      Quali siano le attuali modalità per l’assegnazione dei capannoni alle istituzioni e/o associazioni che ne facciano richiesta.
8.      Quali siano  eventuali motivi ostativi all’assegnazione ed in generale alla fruizione dei capannoni.
9.      Quali siano le cause dell’abbandono dei Cantieri Culturali alla Zisa
10.  Chi sia il responsabile del procedimento, chi sia il dirigente coordinatore e responsabile che  abbia oggi in gestione il complesso dei Capannoni culturali alla Zisa; se siano state accertare le Sue  eventuali responsabilità  contabili per danno all’erario ed al patrimonio comunale  e con quali azioni  e nel , caso contrario,  per quali ragioni non si sia accertato il danno all’erario  
 
 
      LE CONSIGLIERE
 
        Nadia Spallitta                                                                Antonella Monastra                                                      
      
       



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