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Nadia Spallitta

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Impianto di carburante via Ernesto Basile, necessaria variante urbanistica

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Non si può realizzare l’impianto di distribuzione di carburante di in via Ernesto Basile perché, a mio avviso, quest’attività contrasta con l’attuale destinazione urbanistica dell’area. In particolare l’impianto ricade all’interno di uno spazio di proprietà dello Iacp per il quale è stato realizzato un piano di edilizia economica e popolare. Infatti, secondo il vigente Piano regolatore generale, la particella ha come destinazione “Zona B4A” e in relazione alla stessa sono consentite le urbanizzazioni a servizio degli alloggi popolari. Non è prevista, invece, la realizzazione di una stazione di rifornimento.

In questo tipo di aree, che tra l’altro probabilmente dovevano essere oggetto di una convenzione tra Iacp e Comune e dovevano essere trasferite alla stessa Amministrazione (mentre invece sembrerebbe che lo Iacp le utilizzi anche a fini economici piuttosto che cederle), sono escluse, ai sensi dell’art. 10 delle Norme tecniche di attuazione, le tettoie e le attività che svolgono lavorazioni insalubri ed i relativi depositi (e rientra oggettivamente in questa fattispecie vietata una stazione di idrocarburi), mentre sono consentiti interventi di riqualificazione dell’ambiente urbano e dei manufatti edilizi (art. 7 N.T.A.). In particolare l’area dovrebbe essere utilizzata per il verde. La realizzazione di una stazione di servizio, che sta determinando tra l’altro l’abbattimento di decine e decine di alberi, appare incompatibile con il vigente Prg.

Una diversa destinazione dell’area, ai sensi dell’art. 26 N.T.A. necessita di una specifica variante urbanistica, di competenza del Consiglio, che tuttavia ad oggi non risulta sia stata presentata. A ciò si aggiunga che non è ben chiaro se sia stata rispettata la distanza minima tra gli impianti di carburante prescritta dalla legge, dal momento che proprio di fronte a quest’area è già attivo un’altra stazione. Ho presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla vicenda e ritengo che, nelle more, i lavori debbano essere sospesi.

la vicepresidente vicaria
del Consiglio comunale
Nadia Spallitta
(Mov139)

Il testo dell’interrogazione:




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