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Nadia Spallitta

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COMUNE. A Sala delle Lapidi ormai regna l’anarchia L’immobilismo diventato «perfetto»

Neanche l’approssimarsi della fine del mandato elettorale riesce a scuotere dal lungo torpore gli inquilini di Palazzo delle Aquile. Centro destra e centro sinistra, in virtù di un irresponsabile tacito accordo, hanno raggiunto un perfetto equilibrio per immobilizzare tutto, nel senso che nessuna iniziativa, anche la più banale, può essere portata avanti. Perfetto equilibrio, appunto, perché a Sala delle Lapidi regna l’anarchia, in quanto nessuno riesce a risolvere il rebus di chi sia maggioranza e chi opposizione, quindi minoranza. Si riveste il ruolo dell’una o dell’altra componente, a seconda della convenienza. Per cui può succedere che un giorno il partito guida della maggioranza è il Pdl e un altro giorno è il Pd. In questa confusione di ruoli le sedute continuano a saltare per mancanza di numero legale, senza che nessuno se ne assuma la responsabilità.
Ma c’è di più. C’è la teoria consacrata ufficialmente e ripetutamente propagandata da una delle esponenti più in vista di Sala delle Lapidi, la presidente della commissione Urbanistica, Nadia Spallitta (Sel), capogruppo di Un’Altra storia. Teoria di comodo per bloccare tutto che continua a far proseliti e che giustifica e modernizza la storica prerogativa attribuita a Palermo, di essere cioè «laboratorio politico». Secondo la Spallitta dunque unico responsabile dell’inerzia amministrativa del Consiglio è il sindaco Cammarata: «Gli atti che il primo cittadino propone all’Assemblea – spiega la consigliera – sono infatti contrari all’interesse dei palermitani, ed è per questo che le forze di opposizione ne hanno impedito, fino ad oggi, l’adozione. Non esiste – aggiunge Nadia Spallitta – nessuna adeguata programmazione economica, nessuna azione di sviluppo socio-economico-culturale, e nessuna idea di città, dietro le proposte che gli assessori della giunta Cammarata presentano in Consiglio. Solo manovre che non hanno nessun respiro e nessuna possibilità di determinare il rilancio della nostra città. Fino a quando al Consiglio Comunale verranno sottoposti provvedimenti lesivi dell’interesse pubblico e non supportati da una fondata analisi dei costi e dei benefici, bene farà l’opposizione a limitare i danni delle politica fallimentare che ha caratterizzato questo governo». C’è da aggiungere che rientra nelle prerogative del Consiglio, se ne ha la volontà e le capacità propositive, di modificare a piacimento ogni provvedimento che esamina per renderlo utile alla città. …(continua)




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