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Nadia Spallitta

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Case e negozi al Borgo Vecchio, sul piano è bufera in commissione

Un blitz del centrodestra in commissione Urbanistica, in assenza della presidente Nadia Spallitta, scatena un vespaio di polemiche. Ma fa anche emergere, forse, la contraddizione di una presidenza (di centrosinistra) che non ha la maggioranza dell’organo (4 contro 3). La Spallitta, del gruppo Un’Altra Storia, era stata eletta grazie ai voti del Pdl quando la contrapposizione con gli uomini di Gianfranco Micciché (leggi Gerlando Inzerillo, presidente uscente ma eletto in quota UDC) era arrivata alla massima tensione.
Ora le posizioni si sono ammorbidite; e che a capo di una commissione nevralgica come quella dell’Urbanistica ci sia addirittura una di Sinistra ecologia e libertà alla (ritrovata ) maggioranza non può per nulla andare giù. I tentativi di disarcionarla, ormai, sono all’ordine del giorno. Peraltro  senza misteri. Ma ecco che cosa è accaduto ieri mattina. Nadia Spallitta arriva in ritardo ai lavori, perde tempo, riferisce, perché fermata dalla polizia municipale per un controllo. E trova che è stato votato favorevolmente (sì di Tantillo, di Maggio , Lombardo e Inzerillo, Pellegrino astenuto) un Prusst (programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile, praticamente privati che svolgono interventi sul territorio) su cui lei manifesta più di una perplessità. E’ quello che riguarda la realizzazione di 23 locali commerciali e 56 appartamento a Borgo Vecchio per una superficie di intervento pari a 14 mila metri quadrati. La presidente Spallitta giudica <<gravissimo che si sia impedito al centrosinistra di ricondurre ad equità l’atto attraverso alcuni emendamenti su cui pure gli uffici concordavano>>. Si voleva infatti imporre che i locali, a un prezzo calmierato, venissero venduti a commercianti della zona. <<Il privato che ha proposto l’intervento – rafforza la tesi Maurizio Pellegrino, del Pd – non ha nemmeno la titolarità dell’area, requisito fondamentale per potere dare il via libera. Anche perché in situazioni analoghe non ci siamo determinati negativamente>> . <<Tempesta in un bicchiere d’acqua – la bolla Giulio Tantillo (pdl), componente della commissione – Lei non c’era e il vice presidente ha aperto la seduta. Che c’è di strano? E poi l’atto deve passare dal Consiglio che è sovrano e può cambiarlo come vuole. Anzi, dico persino che sono d’accordo con gli aggiustamenti proposti dall’opposizione. Forse la presidente è stanca ed è venuto il momento che lasci l’incarico. Non sarebbe una tragedia.>> <<La commissione deve funzionare – incalza Gerlando Inzerillo – c’era un atto, l’abbiamo esaminato e poi votato. E allora?>>. <<Nessuno si può permettere di affrontare i lavori della commissione con i blitz>>, risponde Rosario Filoramo , del Pd << ci sono comportamenti consolidati che vanno rispettati. Urge un chiarimento politico-isituzionale>>.



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