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Nadia Spallitta

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Varianti urbanistiche, la commissione dice no

<< La commissione Urbanistica, esprime parere contrario su due varianti  proposte dal Comune. La prima, riguarda il mantenimento e la ristrutturazione di un edificio – oggi adibito a mercato ittico – all’interno del Parco archeologico del Castellammare.>> Lo scrive , in una nota, Nadia Spallitta (Sel), capogruppo di Un’Altra Storia al Comune e presidente della Commissione Urbanistica. <<Il vigente strumento urbanistico ne prevede la demolizione per garantire un più efficace intervento di recupero dell’area e degli edifici storici – aggiunge –  la cui tipologia mal si concilia con la struttura del mercato ittico esistente. 
Tra l’altro, il progetto di variante, che mantiene e modifica l’edificio esistente, è stato redatto da un professionista esterno, con costi notevoli per l’Amministrazione di progettazione e direzione dei lavori, per complessivi oneri di circa 1 milione e 400 mila euro.>> <<Del resto – spiega –  se probabilmente esiste una copertura finanziaria per la progettazione – altrimenti non si potrebbe affidare un incarico esterno – manca del tutto la copertura finanziaria , pari a complessivi 5 milioni e 600 mila euro circa, necessari per il mantenimento ed il riadattamento dell’edificio. Sostanzialmente, non si condivide la scelta urbanistica di mantenere l’edifico del mercato ittico all’interno di una zona archeologica>>. <<L’altra variante, molto più complessa conclude –  prevede l’utilizzazione di una vasta area di circa 90 mila metri quadrati  – oggi verde agricolo e verde storico, nella quale insiste anche la villa Trabia di Campofiorito di impianto cinquecentesco con annessa famosa fontana del Cinquecento  – da adibire a mercato ortofrutticolo, con modifica della destinazione urbanistica del vigente piano regolatore, che aveva già individuato un’ampia zona per la localizzazione dei mercati generali (ittico – florovivaistico e ortofrutticolo). L’Amministrazione è arrivata alla paradossale conclusione che, per fare il mercato ortofrutticolo di Palermo, fosse necessario utilizzare un territorio complessivo di circa 170 mila metri quadrati>>. La parola ora passa al consiglio comunale. Ieri non è stato possibile avere una replica dell’assessore all’Urbanistica Mario Milone.



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