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Nadia Spallitta

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Tarsu, aumenti-flop del Comune saranno risarciti tutti gli alberghi

Il Comune di Palermo è stato condannato dalla Commissione tributaria a risarcire gli alberghi per l’aumento illegittimo del 75% sulla tassa dei rifiuti riscossa negli ultimi cinque anni. E così mentre si aggrava l’emergenza rifiuti a Palermo, dove i quartieri sono invasi dalla spazzatura con i residenti che per l’esasperazione bruciano i contenitori, arriva un’altra batosta per le casse comunali già a secco.
Regione litigano su cinque autocompattatori, la discarica di Bellolampo sta esplodendo e la situazione sembra sfuggire a tutti di mano. In questa situazione di abbandono, mentre in Consiglio comunale è in discussione la delibera, ritenuta illegittima dal Tar della Sicilia, sul regolamento che potrebbe confermare l’aumento del 75% della Tarsu, ora arriva anche la sentenza della Commissione tributaria che condannato il Comune a risarcire gli alberghi per le somme indebitamente recepite dall’amministrazione negli ultimi 5 anni. «La sentenza del Tar – dice il consigliere del Pd Davide Faraone – che ha dato torto al Comune di Palermo sull’aumento della Tarsu, era fondata sul principio che fosse estendibile a tutti gli anni dal 2006 in avanti. Ostinarsi in una interpretazione diversa della sentenza creerà un buco clamoroso in bilancio». Per Faraone «questa nuova decisione rischia di essere l’ennesimo boomerang per il Comune che si troverà ad affrontare innumerevoli contenziosi in sede di Commissione tributaria, la quale ha già sentenziato in favore dei contribuenti anche per quel che riguarda gli anni successivi al 2006 . Inoltre, procedendo in tal modo, si espone l’amministrazione comunale ad ulteriori soccombenze delle spese processuali che, alla luce delle nuove disposizioni legislative, devono essere liquidate e vanno ad aggravare una situazione economica già per nulla florida». «Questa ottusa posizione – conclude – assunta dall’amministrazione la esporrà ad ulteriori richieste di danno all’erario ». Intanto si riaccende il dibattito anche su chi paga e chi invece è, legittimamente o no, esentato dalla Tarsu. «L’amministrazione comunale in tutti questi anni – dice il capogruppo di Un’Altra Storia Nadia Spallitta – si è inverosimilmente dimenticata di inserire nei ruoli della Tarsu ben 60 mila istanze di sanatoria edilizia e non ha riscosso decine di milioni di euro relative a superfici e volumi edificati abusivamente ed oggetto di condono». «In questo modo, da un lato – continua – si è arrecato un danno all’erario derivante dal mancato introito di questo gettito, dall’altro l’assenza di tassazione delle opere abusive ha fatto gravare sul resto della città il costo dello smaltimento dei rifiuti». Per Spallitta «inoltre, l’Amministrazione pur godendo di una società di informatizzazione dei servizi (la Sispi),sembrerebbe che non abbia informatizzato le istanze di sanatoria; per cui la verifica è affidata ad un anacronistico lavoro manuale a dimostrazione dell’incapacità di amministrare della giunta.>>




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