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Nadia Spallitta

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Stop al progetto popolare per il giardino Turrisi Insorgono le associazioni: Ostacoli dal Comune

IL VERDE che i palermitani vorrebbero ancora non decolla. Il primo progetto di iniziativa popolare corredato di 3 mila firme, per realizzare un parco cittadino nell’ ex tenuta agricola ormai distrutta di villa Turrisi dei baroni Starrabba di Giardinelli, tra la via Leonardo da Vinci e la via Beato Angelico, non riesce a sfondare le porte dell’ amministrazione comunale.
È stata la prima volta, assieme all’ iniziativa parallela di un giardino a fondo Gelsomino, all’ Uditore, presentati entrambi tra giugno e luglio, che dai cittadini è partita l’ elaborazione di una richiesta di variante da verde agricolo a parco per un progetto non destinato a privati ma per l’ uso collettivo. «Mi hanno restituito il piano perché mancano i pareri. Ma noi lo sappiamo benissimo: i pareri li deve raccogliere l’ ufficio dell’ Urbanistica, non i cittadini, che già si sono sostituiti all’ amministrazione per salvare un’ area ridotta a discarica», denuncia la presidente della commissione Urbanistica Nadia Spallitta, di Sel. Per il cartello di associazioni, tra cui Wwf, Legambiente, Italia Nostra, la facoltà di Agraria, Salvare Palermo, il gruppo Facebook "Quelli di villa Turrisi", che dal 2006 insegue il sogno di creare un polmone verde per ridare fiato ad un’ area ad alta densità di palazzoni costruiti senza regole negli anni della speculazione, si tratta di uno smacco. «L’ Urbanistica intende forse favorire le speculazioni? Al rientro dalle vacanze ci mobiliteremo», annuncia l’ ingegnere Angelo Palmieri, del Wwf. Il piano, che ha già ottenuto nel 2008 il sì del Consiglio comunale con una mozione per dare il via al parco che confina col canalone di Passo di Rigano, aveva ottenuto adesso il via libera dalla commissione urbanistica. Firmato dall’ architetto Gateno Brucoli, il progetto prevede la salvaguardia delle piante esistenti, percorsi per sportivi, orti sociali e anche l’ accesso interno a una scuola. «In questi 10 anni il Comune ha presentato solo per i Prusst 72 richieste di varianti di destinazione urbanistica e non sempre le delibere erano complete dei pareri. Noi chiediamo che il parco di villa Turrisi abbia tutti i pareri previsti dalla legge. Gli uffici si attrezzino», aggiunge la Spallitta. L’ assessore Mario Milone non ci sta a passare per colui che si oppone al giardino sponsorizzato da migliaia di liberi cittadini. «Non siamo aprioristicamente contrari al parco e siamo pronti a un confronto. La Spallitta voleva che andasse subito in Consiglio comunale. Le abbiamo detto che non si poteva perché mancano ancora i pareri e ci vogliono mesi. L’ importante è che non diventi un pretesto da campagna elettorale». –



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