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Nadia Spallitta

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SPALLITTA: riduttivo soffermarsi sull’ improduttività del Consiglio senza analizzare le sottostanti

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SPALLITTA: riduttivo soffermarsi sull’ improduttività del Consiglio senza analizzare le sottostanti questioni politiche.
 
 <<Pur ritenendo che la categoria dei soggetti politici non sia, in generale, difendibile (si pensi ai costi dei parlamentari regionali di circa € 38.000 lordi mensili, in assenza di una reale produttività della stessa Assemblea regionale), tuttavia l’articolo apparso oggi sul quotidiano La Repubblica, in merito ai “gettoni d’oro di Sala delle Lapidi” ( che peraltro non specifica che le somme sono lorde) necessita di alcune precisazioni, perché mi sembra riduttivo e fuorviante sollevare una questione relativa alla produttività, senza analizzare la questione anche sotto un profilo prettamente politico.
Ed infatti,  le proposte di delibera presentate al Consiglio dal Sindaco, dalla giunta e dagli assessori, sono espressione di logiche e di obiettivi politici che non trovano più riscontro nella (nuova) maggioranza consiliare, che pertanto – di volta in volta –  respinge o non tratta gli atti proposti dall’Amministrazione. Non tutti, infatti, sanno che buona parte delle delibere del Consiglio comunale derivano da un’iniziativa degli assessori o della giunta, e nel momento in cui viene a mancare una condivisione politica tra giunta e consiglio è ovvio che gli atti vengano bocciati. Quindi l’unico responsabile di questo immobilismo è in realtà il Sindaco, che dovrebbe prendere atto della impossibilità di governare la città non avendo più i numeri e la maggioranza consiliare, e dovrebbe conseguentemente dimettersi. Anche la “bocciatura” della delibera di assestamento del bilancio, rappresenta una sostanziale contestazione ed una sfiducia alla manovra economica e finanziaria che, evidentemente, la maggioranza dei consiglieri non condivide più. E rappresenta una sorta di sfiducia a Cammarata che, tuttavia, si ostina a volere restare al suo posto. Inoltre, mi sembra doveroso precisare che se il primo cittadino si dimettesse, si scioglierebbe anche immediatamente e contestualmente anche il Consiglio, di contra, le dimissioni dei singoli consiglieri consentirebbero al Sindaco, in piena libertà , di proseguire nel suo mandato fino alla naturale scadenza. Si avrebbe così il risultato inverso a quello che si spera bocciando gli atti dell’Amministrazione, e cioè indurre il Sindaco ad un atteggiamento più responsabile e coerente, rassegnando un mandato che non può più essere con regolarità espletato e consentendo così alla città di avviare finalmente un nuovo percorso politico.>>
Nadia Spallitta – capogruppo di Un’Altra Storia



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