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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Società partecipate, Spallitta: “Nessun controllo, in Consiglio non arrivano gli atti”

corte dei conti

In palese violazione di precise disposizioni di legge, del Regolamento sul controllo analogo approvato nel 2011 dal Consiglio comunale e delle direttive europee che impongono l’esame preventivo, contestuale e successivo degli atti di programmazione economico-finanziaria e patrimoniale delle società partecipate, l’Amministrazione comunale, dopo 3 anni e mezzo, continua a non trasmettere alcun al Consiglio le proposte di delibera avente ad oggetto l’analisi e l’approvazione di budget, bilanci e piani di sviluppo economico delle tante aziende in questione. Ne deriva un’azione, da parte delle stesse, assolutamente autonoma, senza controlli e senza alcuna integrazione né armonizzazione rispetto alle politiche comunali.

E’ in questo contesto che si inserisce anche la scelta dell’Amg, presa nel 2013, di stipulare un’onerosa transazione, a carico della società, senza alcun preventivo atto di indirizzo né autorizzazione da parte dell’organo preposto al controllo. In particolare, nel 2012, l’Amg era stata condannata con sentenza di primo grado a pagare 10 milioni alla Saipem, mentre quest’ultima, di contro, ne avrebbe dovuto versare uno all’amministrazione comunale. Il debito complessivo della società, secondo le indicazioni date dagli uffici, ammonterebbe a circa 20 milioni di euro. Non è ben chiaro chi abbia dato questo tipo di indicazione piuttosto che proporre il ricorso in appello, anche alla luce dei danni lamentati dal Comune pari a circa 40 milioni di euro.

L’allora presidente dell’Amg, e il relativo consiglio d’amministrazione, decidevano di procedere con una transazione di ben 17 milioni di euro da liquidare in tre rate. Trattandosi di una somma enorme sarebbe stato quantomeno opportuno, oltre che doveroso, che il Consiglio comunale venisse messo a conoscenza dell’intera vicenda, anche perché sembrerebbe che l’Amministrazione abbia versato già all’Amg circa 10 milioni di euro per onorare il debito derivante dalla transazione.

Ritengo che la vicenda meriti l’attenzione della Corte dei conti perché credo che possano essere ravvisate ipotesi di danno all’erario e che comunque debba essere approfondita la scelta della mancata impugnazione della sentenza di primo grado del tribunale. Trasmetterò quindi l’intera documentazione alla Procura della Corte dei conti, sollecitandone l’intervento anche in relazione alla difficoltà oggettiva del Consiglio di svolgere il ruolo e il compito di controllo sulle società partecipate.




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