full screen background image

Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

SCUOLA, RITA BORSELLINO: “NO A PROVVEDIMENTI UNA TANTUM PER I PRECARI”

rita-borsellino.jpg
rita-borsellino.jpgSCUOLA, RITA BORSELLINO: “NO A PROVVEDIMENTI UNA TANTUM PER I PRECARI”
PAOLO NEROZZI (PD): “VERGOGNOSI GLI ATTACCHI AI DOCENTI DEL SUD”
 

 

“La vicenda dei precari della scuola non può essere risolta con provvedimenti una tantum, come quello annunciato oggi dall’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Nicola Leanza, ma ha bisogno di essere affrontata in maniera sistemica. Perché non si può accettare che, in zone ad alto rischio di dispersione, vi siano classi sovraffollate. Così come non si può accettare che i docenti precari siano considerati in esubero rispetto alle reali esigenze del nostro sistema formativo.

Ci sono figure come quella del facilitatore linguistico o dell’insegnante di sostegno che ad oggi mancano o sono insufficienti. Invece di disperdere risorse con provvedimenti tampone, sarebbe meglio attivarsi, come hanno fatto altre regioni, per coprire le falle del nostro sistema formativo”. Lo ha detto Rita Borsellino, deputato del Parlamento europeo, nel corso di un dibattito sulla scuola a Isola delle Femmine. All’incontro, oltre al deputato regionale e candidato alla segreteria del Pd Sicilia, Giuseppe Lupo e al segretario della Funzione pubblica della Cgil Sicilia Michele Palazzotto, c’era anche il senatore del Pd, Paolo Nerozzi, che ha detto: “I precari non rivendicano un sussidio, ma la giusta riconferma del posto di lavoro, che tra l’altro era prevista nella Finanziaria del governo Prodi, poi cancellata da Berlusconi. Per risolvere questa situazione, non servono elemosine: occorrono provvedimenti strutturali, che consentano, ad esempio, di attivare il tempo pieno nelle scuole, così da evitare un preoccupante ritorno a un’istruzione di classe”. Nerozzi ha anche stigmatizzato quella che lui stesso definisce “la xenofoba cacciata degli insegnanti meridionali dalle scuole del Nord, una vergognosa manovra che alimenta le divisioni proprio laddove si dovrebbero insegnare valori come la solidarietà e l’integrazione”. 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Credits