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Nadia Spallitta

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Russo (MPA): “La nuova giunta Cammarata è un monocolore UDC” Il partito di Cuffaro e Romano …

Russo (MPA): “La nuova giunta Cammarata è un monocolore UDC”  – Il partito di Cuffaro e Romano conquista 6 assessori su dodici
 
 
“La nuova giunta Cammarata a 12 assessori (4 meno della precedente) è, politicamente parlando, un monocolore dell’UDC, che può contare sull’appoggio personale del presidente Schifani. Che incassa da parte sua, in giunta, la presenza della signora Francesca Grisafi, e la presidenza dell’Amap per il suo fido ingegner Cannatella”. È il commento, iniziale, di Mimmo Russo, capogruppo dell’Mpa in Consiglio Comunale.
 
“Perciò,complimenti a Cuffaro e Romano, che oggi hanno preso il controllo politico del Comune di Palermo – prosegue l’esponente Mpa – piazzando 5 assessori dalle deleghe pesanti (Aristide Tamajo, Felice Bruscia, Roberto Clemente, Gianni Di Giovanni, Mario Parlavecchio), ed un tecnico di alto profilo, Maurizio Carta, politicamente a mezzadria tra il sindaco e Saverio Romano”.
 
Scusi consigliere, ma perché dice questo ?
“Perché, prendo atto che l’ex partito Forza Italia, che lo ha rieletto sindaco nel 2007 (non c’era ancora il Pdl), è rappresentato solo dal vicesindaco On. Scoma, mentre su tre consiglieri comunali eletti da An, due fanno gli assessori. Mi chiedo, e vi chiedo, è una vittoria di Cammarata o il suggello ufficiale del suo isolamento politico e civile in città?”, conclude con un sorriso sornione l’uomo di Raffaele Lombardo.
 
“Poi, ancora, mi chiedo- conclude Russo – ma da dove gli è venuta in mente a Cammarata quell’infelice battuta, nel corso dell’intervista Rai, quando ha detto: finalmente una giunta di qualità ma soprattutto ad alto tasso tecnico! Allora mi chiedo: tutti gli altri assessori precedenti, e non confermati, che cosa hanno rappresentato per lui? Sembra il comportamento di un uomo ingeneroso! Ma torniamo a parlare di politica. L’importante è che, comunque, adesso, azzeri i Cda delle società ex municipalizzate e convochi un tavolo programmatico con i gruppi consiliari, le organizzazioni di rappresentanza delle forze produttive e sociali, a cominciare dai sindacati. C’è la città da governare ed il deficit del Comune da risanare. Dobbiamo salvare Palermo. Se è possibile riuscirci, anche da Cammarata”.
 
In effetti dei tre tecnici sbandierati da Cammarata – il prof. Carta, l’ing. Gianni Di Giovanni e l’ing. Sergio Rappa – solo l’ultimo, giovane tesoriere dell’Ordine degli ingegneri di Palermo, appare slegato da logiche partitiche, anche se qualcuno lo qualifica come amico personale del Presidente dell’ARS Ciccio Cascio.
 
"La composizione della nuova giunta Cammarata – è l’opinione di Davide Faraone capogruppo PD in Consiglio comunale – dimostra che oggi il Sindaco oltre ad essere minoranza fra i palermitani, è adesso, pure, in minoranza aritmetica in consiglio comunale. Come al solito, dopo mesi di annunci di probabili nuovi assessori dai nomi roboanti – mesi nei quali ha lasciato la città in balia di stessa in piena crisi economica – Cammarata ha tirato fuori dal cilindro una Giunta di modesto profilo. La montagna ha partorito un giunta-topolino; con un futuro a responsabilità limitata.”
 
"I fatti ci dicono – incalza Faraone – che con Cammarata sindaco, vige la regola delle porte girevoli. Giunta e società partecipate, vengono utilizzate per un continuo scambio di poltrone, ma i soggetti che vanno a ricoprire gli incarichi, nel tempo, rimangono, a conti fatti, sempre gli stessi. Ancora una volta ci ritroviamo nei posti chiave dell’Amministrazione, politici camuffati da tecnici e tecnici che si improvvisano politici. L’unico comune denominatore che accomuna queste nomine è che sono tutte il prodotto di una classe dirigente che negli ultimi dieci anni ha governato Palermo con i risultati fallimentari che sono sotto gli occhi di tutti".
 
Cosa si ripromette di fare, intanto, il Pd in Consiglio comunale?
“Alla prossima riunione – colpisce duro l’esponente Pd – presenterò la richiesta di una Commissione d’inchiesta del Consiglio su origini e cause del deficit Amia, un macigno che pesa su tutta la città, anche alla luce dell’apparente volontà di Cammarata di voler insistere nel raddoppiare l’addizionale Irpef ai palermitani. La Commissione d’inchiesta, composta proporzionalmente, da tutti i rappresentati dei partiti in Consiglio, come consente la legge e lo statuto comunale, in 30 giorni di lavori, con libero accesso a tutte le carte Amia del periodo 2001-2008, potrà far luce su come siano potuti scomparire oltre 200 milioni di euro di proprietà dei cittadini palermitani. Un punto di partenza doveroso e necessario, per riavvicinare i cittadini alle istituzioni locali. E offrire delle risposte alle domande dei palermitani, che stante oggi, non hanno mai ricevuto dal Sindaco risposte pertinenti ed esaurienti”.
 
Ma come ha preso Gianfranco Micciché questo atto di rottura finale di Cammarata nei suoi confronti? Che, all’uomo a cui deve l’invenzione della sua sindacatura non ha voluto neanche telefonare, per tentare, o solo fingere, di abbozzare un simulacro di trattativa politica con lui, in vista della formazione della nuova giunta? Micciché non parla. Per lui risponde, tuonando, il caliente consigliere On. Giovanni Greco (Pdl/Micciché): “Daremo filo da torcere a Cammarata e a questa sua strana maggioranza. Il Sindaco ha dimostrato con queste sue scelte, di essere completamente nelle mani di due, tre, determinate persone. Ha fatto un grave errore nel non tenere conto della posizione politica del sottosegretario Gianfranco Micciché, uno degli uomini più rappresentativi del Pdl, fondatore di Forza Italia in Sicilia, e peraltro rappresentato in consiglio comunale a Palazzo delle Aquile da ben 5 consiglieri del PDL (gli altri sono Rino Mineo, Salvo Lo Giudice, Elio Ficarra e Manfredi Agnello). Il tempo sarà galantuomo".
 
"Ora valuteremo attentamente come il sindaco vorrà e potrà amministrare la città con questa giunta – ha proseguito Greco – noi saremo molto rigorosi, attenti, duri e intransigenti. Sarà un autunno molto caldo: basti pensare che senza indecisioni ci siamo schierati contro l’aumento della Tarsu e dell’acqua potabile, come continueremo a fare nei confronti del raddoppio dell’addizionale Irpef".
 
“La verità è che Cammarata non è capace di governare – chiosa Nadia Spallitta consigliere comunale del gruppo borselliniano di “Un’altra storia”– non ricordo più se questo è il terzo o quarto rimpasto di giunta che fa in meno di due anni e mezzo. Questo modo di procedere è anche una delle origini del fallimento della sua azione amministrativa, che non riesce a darsi una continuità programmatica. Ai palermitani importa poco, se, di volta in volta, sbaglia nel designare gli assessori o se si ritrova obbligato a sanare le fratture dentro la sua maggioranza di centrodestra. È stato eletto per governare la città, possibilmente ottemperando all’interesse collettivo. Lui è obbligato a governare. E se non ne è capace ci risparmi le sue inutili e personali evoluzioni tattiche. Povera Palermo, ormai, lui sindaco, soffre di tutto”.
 
“La nuova giunta per Cammarata è l’ultima stazione di arrivo – profetizza Fabrizio Ferrandelli Capogruppo IDV in Consiglio comunale – È chiaro che l’esclusione di pezzi della maggioranza, per salvaguardare gli interessi di pochi, porterà a breve allo scioglimento del consiglio comunale. Cammarata parla di maggioranza compatta in realtà ormai si tratta di una minoranza, casomai rifletta sulla maggioranza trasversale che lo porterà alle dimissioni. Non vuole ammettere il suo fallimento, continuando a spostare, di qua e di là sue pedine, nella speranza di sopravvivere anziché di preoccuparsi ed occuparsi delle emergenze sociali di questa città".

 




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