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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Proposta di delibera di inziativa consiliare – per l’assegnazione degli immobili dismessi…

Ieri è morta la piccola Morena, una bimba di un anno. Morena viveva insieme ai genitori in un container. Anche alla luce di questo gravissimo lutto che ha colpito tutti, pubblichiamo il testo della proposta di delibera di iniziativa consiliare , promossa dal gruppo Un’Altra Storia, con la quale si prevede che nel piano di dismissione degli alloggi comunali vengano tolti quelli considerati in buono stato e abitabili, e che quindi possono essere assegnati alle famiglie che abitano nei containers e ai senza tetto. In passato avevamo già presentato un emendamento in tal senso che però il Consiglio Comunale aveva bocciato.
 
Nadia Spallitta
 
IL CONSIGLIO COMUNALE
Premesso che
> il grave problema dell’emergenza abitativa a Palermo continua ad essere a tutt’oggi, nonostante le lotte, le richieste, le proposte avanzate all’Amministrazione Comunale da parte sia dagli stessi interessati sia dai molti cittadini e da quella parte della politica sensibile e coinvolta nella risoluzione dell’emergenza, uno dei più gravi problemi della città. Esso coinvolge numerosi nuclei familiari palermitani ed anche di altra nazionalità ed extracomunitari, costretti a vivere in condizioni disagiate e lesive della dignità, e privati dei più elementari diritti in locande e alberghi o, peggio, alloggiati in containers, spesso in parte per le gravi difficoltà economiche dovute alla mancanza di lavoro che, in drammatica sinergia con un mercato immobiliare completamente fuori controllo, impedisce loro l’acquisto o l’affitto di una casa. 


attualmente l’Amministrazione Comunale non interviene con azioni di prevenzione e di eliminazione del disagio, privilegiando invece scelte fuori da una programmazione vera attraverso rimedi temporanei e inadeguati come il ricovero decennale in albergo, o l’alloggio nei containers, o il possibile affidamento dei minori presso case famiglia.
A tal proposito, non bisogna sottovalutare l’importanza di sostenere in ogni modo l’unità dei nuclei familiari e la permanenza dei bambini nelle loro famiglie. Per evitare difatti che i genitori, loro malgrado, possano essere valutati come “genitori maltrattanti”, quando a causa delle scelte insufficienti e inadeguate da parte dell’Amministrazione, siano costretti a vivere in situazioni di degrado o disagiate, occorre che l’Amministrazione Comunale consideri l’emergenza abitativa fatto strutturale della città.
Atteso che
> il diritto all’alloggio previsto dalla Costituzione Italiana è uno strumento primario posto a garanzia dello sviluppo sano e dignitoso della personalità dell’individuo. È necessario quindi salvaguardare il diritto di tutti quei nuclei familiari che versano attualmente in gravissime condizioni socio-economiche e tutelare, con ogni strumento utile ed opportuno, i diritti dei minori, già gravemente lesi sia per le condizioni disagiate ed emergenziali in cui continuano a vivere, sia, a maggior ragione, in caso di sgombero.
> il diritto ad avere un luogo idoneo al proprio sviluppo psicofisico, il diritto al gioco, alla salute, il diritto all’affetto significa pensare a un mondo che garantisca ai bambini dove crescere e dove poter sviluppare la loro personalità e la loro identità, sotto la cura e la responsabilità dei genitori, in un’atmosfera di affetto e di sicurezza materiale e morale.
> in realtà una politica sociale dovrebbe essere concepita come investimento per lo sviluppo delle persone e delle loro condizioni di vita attraverso un’ampia gamma di interventi specifici, urbanistici, di recupero e di riqualificazione, capaci di garantire i diritti fondamentali necessari allo sviluppo individuale e sociale di ciascun cittadino.
Considerato che
> nel rispetto del principio di legalità, di solidarietà sociale e di buon andamento dell’azione pubblica, è necessario che l’Amministrazione comunale provveda a reperire il più presto possibile alloggi per superare l’emergenza abitativa e per tutelare la dignità delle famiglie che non può essere in alcun modo monetizzata. 
> nella piena consapevolezza che occorre rispettare tutte le richieste di assegnazione di alloggio avanzate da quasi 10.000 nuclei familiari aventi diritto pur se non in emergenza abitativa, inserite nella graduatoria generale, e dai circa 500 nuclei familiari inseriti nella graduatoria di emergenza, obiettivo fondamentale è garantire il diritto alla casa a tutti e soprattutto a chi, per diverse situazioni, ne è sprovvisto. Per il raggiungimento di questo obiettivo, ma anche per dare impulso e vitalità ad una città che, oggi più che mai necessita di una capacità di governo idonea a produrre nuove economie e sviluppo sociale, si ritiene necessario un intervento radicale e mirato da parte dell’Amministrazione Comunale, da un lato, per togliere decine di famiglie dalla strada con azioni volte al superamento dell’emergenza, dall’altro, alla programmazione di interventi specifici urbanistici di recupero e di riqualificazione del tessuto urbano e del patrimonio edilizio alternativi alla possibilità di ulteriore “consumo” di territorio, essendo Palermo già una delle città più cementificate d’Europa.
Considerato  altresì che
> esiste anche la possibilità di realizzare il recupero di immobili attraverso interventi di autorecupero e di autocostruzione, in compartecipazione con il Comune e, di volta in volta, valutati per la loro adozione dagli uffici competenti, che rappresentano uno degli strumenti più idonei per la risoluzione del problema alloggiativo a Palermo. I progetti di autorecupero, attraverso la ristrutturazione o la riconversione di immobili di proprietà dell’Amministrazione Comunale, ma anche di immobili confiscati alla mafia e di edifici destinati a finalità diverse da quelle di edilizia residenziale pubblica e di abitazione di tipo sociale, rimasti inutilizzati e molto spesso in evidente stato di degrado, specialmente per gli immobili ubicati nel centro storico, rappresentano una risposta concreta al disagio abitativo e possono concorrere al miglioramento e al risanamento del centro storico e di alcune zone della città degradate.
Ritenuto che
> non appare una soluzione di civiltà che una amministrazione comunale, per risolvere il drammatico problema dell’emergenza abitativa che affligge la città di Palermo, “ha costretto” nuclei familiari senza casa a vivere, in attesa di più idonee e civili soluzioni e di assegnazione definitiva di alloggi E.R.P., in container collocati all’interno di un campo privo dei più fondamentali requisiti igienico-sanitari ed opere di urbanizzazione, o, peggio, una amministrazione comunale che non trovi soluzioni immediate per tutti quei nuclei familiari che, spinti dalla disperazione per la mancata alternativa, vivono attualmente in strutture occupate, molto spesso case pericolanti e fatiscenti senza luce e senza acqua, situate nel centro storico della città, o in sistemazioni di fortuna come automobili, o sotto lo storico Ponte dell’Ammiraglio. 
> l’assegnazione di alloggi ai nuclei familiari in emergenza abitativa aventi diritto, oltre che contribuire a rimuovere le possibili condizioni di rischio igienico-sanitario e sociale presenti in tutte le strutture sopra descritte, e garantire una qualità della vita dignitosa per bambini ed adulti, compenserebbe comunque economicamente l’Amministrazione comunale delle minori entrate, derivanti dall’adozione del presente atto, attraverso:
* il venir meno dei costi di gestione dei containers e l’erogazione di servizi ad essi collegati;
* riduzione e/o abbattimento del sostegno economico integrativo all’affitto;
* l’abbattimento canone di locazione per contratti stipulati con proprietari di immobili privati, nonché il risarcimento di eventuali danni arrecati nel corso dell’utilizzo degli immobili da parte dei beneficiari;
* l’eventuale canone di compartecipazione da parte degli inquilini beneficiari di alloggi.
Tenuto conto  che
> con Deliberazione n. 284 del 29.12.2008, la Giunta Municipale ha approvato un piano di dismissione di beni immobili comunali e dava mandato ai Settori comunali competenti di istruire e curare tutti gli atti  procedurali amministrativi, nonché tutti gli atti necessari per la definitiva approvazione del piano da parte del Consiglio comunale, ai sensi dell’art. 58 del D.L. n. 112/2008, convertito in L. n. 133 del 06.08.2008.
> con Deliberazione n. 289 del 29.12.2008, la Giunta Municipale ha adottato un piano integrativo di vendita di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della L. n. 560/93 e della L.R. n. 43/94 e ss.mm.e ii., da inserire nel piano di alienazione di beni immobili comunali previsto dalle disposizioni di legge in materia di “Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di regioni, comuni ed altri enti locali”.
> con Deliberazione n. 464 del 04.08.209, il Consiglio comunale deliberava di prendere atto e di approvare i piani di dismissione approvati dalla Giunta Municipale con Deliberazioni n. 284 e n. 289 del 29.12.2009 che, ai sensi dell’art. 58 del D.L. n. 112/08, convertito con modificazioni in L. 133/08, costituiscono allegati al bilancio di previsione 2009 e che l’ammontare complessivo dei relativi ricavi è stato contemplato quale importo previsionale relativo all’esercizio 2010.
Vista
>  la Deliberazione di Consiglio Comunale n. 464 del 04.08.2009 “Piano delle alienazioni di immobili di proprietà comunale da allegare al bilancio di previsione 2009 – art. 58 comma 2 d.l.112/2008 convertito con modificazioni in L. 133/2008”.
Valutato
> che non è stata data esecuzione alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 464 del 04.08.2009 e che non sono stati pubblicati i relativi avvisi pubblici, per cui è possibile procedere con una parziale modifica della stessa;
Considerato inoltre
>  l’opportunità di assegnare, nel rispetto della vigente normativa e dei  regolamenti che disciplinano la materia, nonché nel rispetto delle priorità contenute nelle vigenti graduatorie dell’emergenza abitativa, ai nuclei familiari più bisognosi individuati dall’Amministrazione comunale e inseriti in dette graduatorie, ivi comprese ai nuclei familiari che in atto risiedono nei containers di via Messina Montagne, gli immobili del patrimonio comunale da dismettere che si trovino in buone condizioni di manutenzione o che necessitino di piccoli interventi realizzabili  in auto recupero.
Valutata altresì
> la necessità che gli uffici competenti individuino gli immobili da dismettere, utilizzabili per le finalità di cui al presente atto, da assegnare come alloggio agli aventi diritto. 

DELIBERA
1. Di modificare parzialmente la deliberazione del Consiglio Comunale n. 464 del 04.08.2009 “Piano delle alienazioni di immobili di proprietà comunale da allegare al bilancio di previsione 2009 – art. 58 comma 2 d.l.112/2008 convertito con modificazioni in L. 133/2008”.
2. Stralciare dal piano degli immobili comunali da dismettere, previa verifica degli Uffici competenti, gli immobili del piano di dismissione in buone condizioni di manutenzione, non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali e, compatibilmente con la destinazione urbanistica e con il vigente regolamento sugli interventi abitativi, ed assegnare gli stessi alle famiglie che in atto non hanno alcuna possibile soluzione al loro disagio abitativo, ivi comprese le famiglie ospitate attualmente nei containers di via Messina Montagne, nonché ai nuclei familiari più bisognosi inseriti nelle vigenti graduatorie dell’emergenza abitativa, anche a mezzo di apposite convenzioni che disciplinino eventuali piccoli interventi di autorecupero.
3. Dare mandato agli uffici competenti per i necessari adempimenti consequenziali.

Il presente atto non comporta impegno di spesa.




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