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Nadia Spallitta

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Polemiche sul “silenzio” esploso al Comune di Palermo Tra ‘urbanistica secretata’ e lo spettro …


Polemiche sul "silenzio" esploso al Comune di Palermo Tra ‘urbanistica secretata’ e lo spettro di nuovi precari
 
 Sul “silenzio” esploso al Comune – da due mesi a questa parte – e sul grande ritorno sulle pagine dei giornali locali “di una immagine positiva” di Cammarata e della sua giunta, si intrecciano da giorni le reazioni. Partiamo dal Presidente della Regione, un po’ scocciato (ndr, sempre quanto e come lo può essere uno come Lombardo), dalla scoperta pubblicizzata dal sindaco, per la quale tutte le emergenze di Palermo, rifiuti compresi, trovano una origine in una qualche responsabilità del leader Mpa.
”Solo per parlare esemplificativamente dell’emergenza rifiuti – puntualizza Lombardo- mi chiedo che colpa posso avere io se il sindaco nei sette anni trascorsi della sua sindacatura non ha mai controllato che l’Amia avesse costruito, per tempo, il suo impianto di compostaggio per il riciclo della frazione umida dei rifiuti, né quello di pretriturazione a Bellolampo, né quell’altro per lo smaltimento in loco del percolato tossico. A questo proposito, mi dicono che quello di cui si è finalmente provvisto, appena l’anno scorso, l’Amia a Bellolampo risulta molto piccolo e, pare, pure sfortunato: infatti, si guasta almeno quattro giorni/cinque giorni a settimana. E comunque, sugli imbrogli criminali che si sono consumati in questi anni nella filiera dei rifiuti siciliani siamo destinati a vederne ancor più di nuovi ed dei più incredibili, pure a Palermo”.
 
Non meno pesante risulta la reazione del consigliere del PD Maurizio Pellegrino: ”Vero è che da un paio di mesi al Comune di Palermo si respira una strana aria di rassegnata concordia ecumenica. Come è vero che Cammarata non è più la vittima consueta in Consiglio dei numeri soverchianti di coloro che politicamente lo contrastavano”.
 
“Se non ci si crede ve ne offro un esempio: la recente vicenda dei cenciaioli – prosegue il racconto di Pellegrino – 85 persone che, dopo una vita da antesignani misconosciuti della raccolta differenziata, oggi riunitisi in coop, – l’APAS appunto – hanno chiesto un rapporto di lavoro convenzionato esterno all’Amia. Il centrosinistra ha appoggiato, nei mesi scorsi, giustamente, questa richiesta, oggi sposata pure da una parte del centrodestra. Dove sta il problema, allora? Semplice, sta nel fatto che adesso giunta e Lo Cicero parlano di creare nuovi rapporti di lavoro a tempo determinato con più coop sociali, per la raccolta differenziata. Ossia non solo i legittimi 85 dell’APAS, ma anche, parrebbe, almeno altre due coop per un totale finale, al minimo, di 160 persone. Insomma un nuovo precariato comunale strutturato. Magari, sostituendo nell’intestazione della nuove assunzioni di questi precari la sigla dell’Amia con quella di “Palermo Ambiente”.
 
Fatto sta che già da quattro giorni nelle borgate è partito l’avviso che, periodicamente, attraversa, mendace e rapace, quelle strade spesso di emarginazione sociale: “picciotti u Comune sta assumendo!” Episodi che, di solito, si mostrano con tutti i loro ignobili annessi e connessi clientelari, e da caporalato mafioso, che questa città, purtroppo, porta in sé. “Tutto questo alla vigilia dell’insediamento dei commissari all’AMIA – polemizza Pellegrino – e mentre tutti sanno che in quell’azienda c’è una vera e propria bomba sociale ad orologeria montata, costituita da centinaia di unità del personale in esubero. Qualora questa notizia, perciò, risultasse vera ci troveremmo di fronte a una ennesima, deliberata, creazione di nuovo precariato, ossia un’altra massa di manovra e di ricatto ai danni del consiglio comunale e dei cittadini palermitani. Io dico che se i consiglieri del centrosinistra avallassero queste porcherie di nuovo precariato, prima ancora che attendere che intervenga la Magistratura, costoro dovrebbero essere presi a calci sul sedere dalla nostra stessa gente.”
Anche la “dialogante”(in questa vicenda) capogruppo di “un’altra storia” Nadia Spallitta, si è sentita in dovere di puntualizzare con un comunicato stampa ufficiale il concetto che lei è interessata, e lo ritiene giusto, che si faccia qualcosa per le attività dei cenciaioli, e la coop APAS , ma non per altri. Direbbero i consulenti di Cammarata: “Allarmismi diffusi dai soliti comunisti irresponsabili ed invidiosi”. Ed invece non è così. Anche Manfredi Agnello, capogruppo del PDL-Sicilia, di un accordo per la creazione di nuovi rapporti di lavoro in area Amia o di “Palermo ambiente”, al di fuori degli 85 dell’APAS, non ne vuol sentire parlare. ”Ma come si fa a pensare a fare nuovi precari al Comune – insorge Agnello – quando è già titolare di un esubero di personale, tra Municipio e aziende controllate, che supera il limite di alcune migliaia di unità. Si rende improcrastinabile una rideterminazione della dislocazione del personale – per funzioni e per servizi – in tutta l’area di competenza del consiglio comunale, per ottenere che chi percepisce uno stipendio dal Comune (direttamente o indirettamente), possa effettivamente svolgere un proprio incarico di lavoro”.
 
E sull’urbanistica cosa sta accadendo? “Non si sa con esattezza – conferma Agnello – ma in ogni caso in questa settimana avremo la ventura di fare uscire dal novero “delle cose segrete” l’urbanistica, per affrontare il delicato tema del PEEP, uno dei pilastri della politica del territorio innescata a Palermo dal nuovo Piano Regolatore Generale. Nel frattempo chiedo, per la centesima volta, che il Consiglio possa votare ed approvare la delibera del Piano Regolatore del Porto, che aspetta da più di un anno solo il voto d’intesa del Comune. Naturalmente stralciando da questa delibera, e rinviando in commissione, le 12 aree bersaglio cittadine che, furbescamente, il sindaco aveva assimilato in quella delibera. Il PRP non deve più attraversare nessun altro iter amministrativo, mentre le “aree bersaglio” devono cominciare il loro da zero, affrontando la trafila regolamentare e di legge, una per una. In tal senso, concordo, con quello che hanno detto in passato Faraone e Ferrandelli. Sperando che, nel frattempo, non abbiano cambiato idea ”.




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