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Nadia Spallitta

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Più chiarezza sui beni confiscati

Un bene confiscato alla mafia da 400 mila euro invece che essere destinato a soggetti svantaggiati sarebbe stato assegnato ad un’associazione che non risulterebbe nemmeno essere una onlus, un’altra avrebbe ottenuto immobili per un milione e seicento mila euro da destinare all’assistenza agli anziani, ma non risulterebbe essere una onlus.
Sono solo alcuni degli esempi fatti ieri durante la presentazione del dossier <<Beni confiscati: numeri e anomalie>>, redatto dal gruppo consiliare <<Un’Altra Storia>>. <<Abbiamo presentato un’istanza – spiega il capogruppo Nadia Spallitta – per capire come mai un bene confiscato abbia potuto avere simili destinazioni, ci è stato detto che l’assegnazione è avvenuta a discrezione dell’assessore pro-tempore. Non è una cosa accettabile. Esiste l’obbligo di rendicontare annualmente l’attività delle associazioni che gestiscono i beni. Ma noi non abbiamo trovato nulla. Forse l’amministrazione non sa cosa facciano>>. Risulterebbe che in tre anni, su 1731 beni confiscati alla mafia e assegnati al Comune, solo 520 abbiano trovato un destinatario. E tra gli immobili consegnati solo uno sarebbe andato ai senza casa. <<Nonostante il numero sempre maggiore di famiglie senza tetto – dice Rita Borsellino, eurodeputato Pd – e malgrado l’atto di indirizzo preveda che i beni confiscati alla mafia siano assegnati prioritariamente agli indigenti dell’emergenza abitativa, ad oggi un solo immobile sarebbe stato destinato per far fronte a questo problema. Mentre ben 119 sono stati assegnati a varie associazioni. Di questi, ben cento potevano essere utilizzati per fini abitativi. Noi vogliamo fare chiarezza e sfruttare la legge per evitare che i beni vengano messi all’asta>>. Sabato prossimo al fondo Micciulla, storico bene confiscato alla mafia, verrà discussa la proposta di un regolamento per l’assegnazione dei beni che sarà confrontata con le altre associazioni. Rita Borsellino e <<Un’Altra Storia>> hanno chiesto un’incontro con il neo direttore dell’Agenzia per i beni confiscati, per chiedere che i procedimenti di assegnazione e utilizzo dei beni siano più incisivi e sottoposti a controlli. Richiesta già formulata al Demanio anche per conoscere l’entità dei beni confiscati e non ancora a disposizione del Comune.




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