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Nadia Spallitta

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Palermo, l’ultimo sacco CEMENTO. Sos contro il nuovo stadio e il centro commerciale

PALERMO. Lo chiamano “l’ultimo sacco”. E’ cominciato due mesi fa. Recinzioni, lamiere, camion, escavatrici, daranno il colpo finale a quel che era rimasto della Conca d’Oro di Palermo. Il Centro Commerciale di Maurizio Zamparini e il Nuovo Stadio della Palermo Calcio  destinati a cancellare il Parco della Piana dei Colli, quello che doveva essere il quinto polmone verde della metropoli (gli altri quattro sono l’Oreto, Ciaculli, Boccadifalco e quello di Villa Trabia – Giardino Inglese – Villa Gallidoro).
Con la costruzione del Centro Commerciale, del Nuovo Stadio e di tutte le strutture annesse, il territorio che si estende tra la città e Mondello sarà invece ricoperto di asfalto, cemento e opere di urbanizzazione. L’iter burocratico per costruire il Centro Commerciale è ormai completato, per il Nuovo Stadio il 15 gennaio 2010 la giunta comunale ha già approvato un atto d’indirizzo con cui si accoglie il progetto. Il 4 febbraio, poi, il consiglio comunale ha fatto passare un ordine del giorno che candida Palermo agli Europei del 2016. In realtà un forte impulso lo aveva dato la legge approvata in commissione al Senato l’8 ottobre 2009 che dà una corsia preferenziale a chi vorrà costruire nuovi stadi. Le agevolazioni consistono nel fatto che dopo che vengono stipulati gli accordi fra regioni e società sportive, le autorizzazioni e i tempi amministrativi non potranno superare i dieci mesi. Ed ecco quindi che il 3 dicembre 2009, a Villa Niscemi, Zamparini, alla presenza di sindaco e assessori competenti, presenta il progetto del Nuovo Stadio. Le dichiarazioni del vicesindaco Francesco Scoma sono subito improntate all’ottimismo e al futuro “Ci saranno 500.000 visitatori per gli europei del 2016”. L’11 dicembre è il presidente della Regione Raffaele Lombardo che si dichiara contento e soddisfatto “Siamo grati a  Zamparini perché doterà Palermo e la Sicilia di una struttura sportiva in grado di far fronte anche alle grandi opportunità che si aprono per il futuro”. Insomma, i sogni del patron del Palermo Calcio Maurizio Zamparini sembra si stiano avverando. I due megaimpianti sorgeranno ai lati dello Zen: il Centro Commerciale a ovest, il Nuovo Stadio a est al posto del Velodromo che sarà abbattuto. Al centro rimarranno i palazzi del quartiere. L’area dell’ipermercato, già in fase di avanzata costruzione, vede al suo interno due beni culturali di forte interesse storico-archeologico: la settecentesca Villa Raffo che dà nome a tutto il territorio circostante, e un qanat arabo che attraversa il fondo. Ancora più problematica è la situazione dove sorgerà il Nuovo Stadio. Limitrofo c’è l’antico Baglio S. Gabriele con i terreni circostanti. C’è il vincolo della Soprintendenza e tutta la zona è troppo vicina al Nuovo Stadio per essere valorizzata. Ma oltre ai motivi d’interesse storico-culturale-ambientale ci sono anche anomalie, obiezioni e dubbi di carattere urbanistico – amministrativo. Legambiente, oltre alle osservazioni fatte alla Variante del Piano regolatore, alle comunicazioni inviate all’assessorato Territorio e ambiente della Regione siciliana e al Ministero dell’Ambiente, ha impugnato in via giurisdizionale tutti i provvedimenti adottati dal Consiglio comunale. Giuseppe Messina portavoce cittadino dell’associazione ambientalista fa rilevare subito: “i terreni a Fondo Raffo venduti a Zamparini per farci l’ipermercato erano di proprietà semi- pubblica. Infatti erano dell’Istituto Statale dei Sordomuti e dell’Istituto dei Ciechi, che sono persone giuridiche strettamente legate alla pubblica amministrazione. Non si capisce come da una proprietà, e quindi da un utilizzo pubblico, si possa passare a una struttura e sfruttamento privato. E poi, la convenzione fra Comune e società di Zamparini prevede che per dieci anni l’amministrazione avrà in uso gratuito gli edifici della cittadella municipale costruita vicino al Centro Commerciale. Ma trascorsi i dieci anni si dovrà pagare un affitto. E allora: che beneficio ne avrà la cittadinanza?”. E se Zamparini si è già appropriato dei terreni di Fondo Raffo, lo stesso vuole fare col Velodromo e i territori adiacenti per la costruzione del nuovo stadio. Con l’istanza, in più, di avere ulteriore spazio per costruire 700 alloggi a titolo di risarcimento per le “opere che sta dando alla città”. “Intanto non si capisce perché si deve abbattere il Velodromo che è una modernissima struttura – dice Messina – E’ costata un sacco di soldi pubblici e il Comune continuerà a pagare le rate del mutuo ancora per anni. E poi lì dove dovrebbe sorgere lo stadio c’è un’incongruenza clamorosa. Adiacente al Velodromo c’è il Baglio S. Gabriele con i suoi cinque ettari di terreni. E’ un bene confiscato alla mafia. Come si farà a venderlo a Zamparini?” Ma Messina dice di più, e mette il dito in una piaga: il mancato rispetto della pianificazione urbanistica: “il nuovo stadio collocato allo Zen si potrà raggiungere solo in macchina, mentre il Piano Regolatore prevede il nuovo stadio dall’altra parte della città, a Roccella. Per quella zona c’è già perfino un progetto redatto dall’architetto Alvaro Siza. A est della città, la cosiddetta Porta Sud, le infrastrutture esistenti e quelle previste sono molte di più: ci passa la linea ferroviaria, è prevista la tranvia Roccella- Stazione Centrale, ci sarà il nuovo svincolo autostradale di Brancaccio Industriale e si costruirà l’autostazione dei bus. Inoltre, lì, tutto quel quartiere è sprovvisto completamente d’impianti sportivi”. Ancora più dura e decisa è Nadia Spallitta, consigliere comunale del movimento di Rita Borsellino “Un’Altra Storia” e componente della commissione urbanistica: “E’ stata fatta la perimetrazione del nascente Parco urbano della Piana dei Colli così come prevede la legge? Come mai ancora non è passato nulla in commissione urbanistica e sappiano invece da notizie si stampa che la contropartita per la costruzione del nuovo stadio è la vendita a Zamparini di terreni in “verde agricolo” per costruirci 700 alloggi? Io mi opporrò fermamente a quest’ulteriore scempio ambientale. Non si può andare avanti di variante in variante al Prg. Le leggi vanno rispettate”.




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