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Nadia Spallitta

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Oltre 600 gazebo abusivi in città Cammarata – “Tolleranza zero”

Il Comune contro le occupazioni di suolo pubblico di bar e altre strutture sviluppatesi in diverse zone di Palermo
PALERMO – Il Comune di Palermo dichiara guerra alle occupazioni abusive del suolo pubblico. La Giunta ha stilato un regolamento, all’esame del consiglio comunale, che fissa delle regole certe nella selva che in questi ultimi anni si è creata in città.
Sono oltre 600 le strutture non autorizzate che si sono sviluppate in diverse aree, di queste ben circa 150 sono gazebo di bar ed esercizi commerciali. Massimo rigore dall’amministrazione nei confronti di strutture che intralciano la circolazione o compromettono il decoro urbano. Saranno gli impiegati del Coime in caso di mancato rimozione da parte del gestore del locale, a smontarli facendo pagare le spese e mettendole in conto al commerciante. Un regolamento che comunque fissa delle regole per il futuro: le autorizzazioni avranno scadenza triennale e non saranno concessi spazi per gazebo nelle piazze monumentali, lì potranno trovare posto soltanto pedane e ombrelloni con durata annuale. «Non ci sarà nessuna tolleranza nei confronti delle strutture abusive e di quelle che intralciano la circolazione o compromettono il decoro di piazze e strade di valore storico o monumentale», spiega il sindaco Diego Cammarata, che riconosce le esigenze dei commercianti purché ci sia «rispetto delle regole».
«Sappiamo bene – aggiunge – che per molte attività commerciali, soprattutto nel caso di bar o ristoranti, i gazebo sono indispensabili per continuare l’attività: e proprio in questa considerazione autorizzeremo tutte le strutture che rispettano la normativa vigente, non costituiscono intralcio alla circolazione o compromettono la bellezza di edifici monumentali. Ma non tollereremo il proliferare dell’abusivismo. Chi vuole operare sappia che potrà farlo nel rispetto delle leggi e mettendosi in regola».
Una linea condivisa dall’assessore con delega all’Annona Felice Bruscia: «Stiamo cercando di trovare un punto di equilibrio – dice l’assessore all’Italpress -, abbiamo anche pensato ad una norma transitoria che riguardi anche ciò che è stato già autorizzato o strutture che aspettano il rinnovo. Avranno un anno di tempo per adeguarsi». Dall’opposizione interviene il consigliere di Un’altra Storia Nadia Spallitta: «Sull’argomento ho già presentato un’interrogazione, nel caso in cui la maggioranza d’aula dovesse approvare una regolamentazione dell’occupazione del suolo pubblico in contrasto con le norme del codice della strada poste tra l’altro a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini, tale regolamento sarebbe inapplicabile e potrebbe determinare un grave danno all’erario».



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