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Nadia Spallitta

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“NEGLI ULTIMI TRE ANNI, UN SOLO BENE CONSEGNATO DAL COMUNE AI SENZA TETTO” …

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unaltrastoria.jpg“NEGLI ULTIMI TRE ANNI, UN SOLO BENE CONSEGNATO DAL COMUNE AI SENZA TETTO”  UN’ALTRA STORIA: PRESENTATI OGGI IL DOSSIER E LA BOZZA DI REGOLAMENTO

Rita Borsellino: “Si utilizzi il fondo costituito con le risorse economiche confiscate alla mafia anche per ristrutturare e recuperare quegli immobili già assegnati agli enti territoriali e renderli così disponibili per far fronte all’emergenza abitativa”


Ad oggi, dei 1.731 immobili confiscati alla mafia che sono stati assegnati al Comune di Palermo, ne sono stati consegnati solo 520. Guardando questi beni, ci si accorge subito che l’emergenza abitativa non è rientrata tra le priorità delle varie giunte guidate dal sindaco Diego Cammarata.

Nonostante il numero sempre maggiore di famiglie senza tetto e nonostante l’atto di indirizzo che, già dal 2007, prevede che i beni confiscati alla mafia siano assegnati prioritariamente agli indigenti dell’emergenza abitativa, dall’inizio della seconda consiliatura (marzo 2007) ad oggi, un solo immobile è stato destinato per far fronte a questa emergenza. Nello stesso periodo, ben 119 immobili sono stati assegnati alle associazioni varie e di questi ben cento potevano essere utilizzati per fini abitativi.
Sono i dati emersi dal dossier “Beni confiscati: numeri e anomalie”, redatto dal Cantiere municipale di Palermo di Un’altra Storia e presentato oggi alla stampa.
“Il Comune ha avuto in questi anni un patrimonio immenso con il quale poteva dare una risposta alla grave emergenza abitativa della città, ma non l’ha fatto”,  hanno detto le consigliere del gruppo Un’altra Storia a Sala delle Lapidi, Antonella Monastra e Nadia Spallitta, che hanno anche annunciato la proposta di un nuovo regolamento comunale per “rispondere concretamente ai principi di trasparenza previsti dalla legge”.
I contenuti della proposta di regolamento per l’assegnazione dei beni da parte del gruppo consiliare di Un’Altra Storia saranno oggetto di confronto con le altre associazioni il prossimo 27 marzo alle ore 10,30 presso il fondo Micciulla, storico bene confiscato alla mafia.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Rita Borsellino, europarlamentare e presidente di Un’altra Storia, che nei prossimi giorni incontrerà il neodirettore dell’Agenzia per i beni confiscati, il prefetto Alberto Di Pace: “Con Un’altra Storia, stiamo lavorando affinché si utilizzi il fondo costituito con le risorse economiche confiscate alla mafia anche per ristrutturare e recuperare quegli immobili già assegnati agli enti territoriali e renderli così disponibili per le famiglie senza tetto”.

DOSSIER/PALERMO
Beni confiscati:
numeri e anomalie
a cura del Cantiere municipale Palermo
1.BENI CONFISCATI: I NUMERI
Ad oggi, sono 1.731 gli immobili confiscati alla mafia che sono stati assegnati al Comune di Palermo. Si tratta di un patrimonio immenso, il cui valore sfiora il miliardo di euro.
Di questi beni, 1.002 sono attualmente in gestione al Demanio e 145 sono in corso di assegnazione. Quelli destinati e consegnati, ossia quelli già in mano ad associazione ed enti, sono 520.
Tabella 1 – Immobili confiscati alla mafia e assegnati al Comune di Palermo (2010)
Destinati e consegnati
520
In corso di assegnazione
145
In gestione al Demanio
1.002
Usciti dalla gestione
64
Totale
1.731

Guardando ai 520 immobili consegnati dal Comune, ci si accorge subito che l’emergenza abitativa non è rientrata tra le priorità delle varie giunte guidate dal sindaco Diego Cammarata. Nonostante il numero sempre maggiore di famiglie iscritte nelle liste dell’emergenza abitativa, gli immobili destinati ai senza tetto si sono andati riducendo negli anni: dal 2003 al 2007 sono stati 38, nel 2008 appena uno, addirittura nessuno nel 2009.
In pratica, dall’inizio della seconda consiliatura (marzo 2007) a oggi, un solo bene è stato destinato per l’emergenza abitativa.
Diverso l’atteggiamento nei confronti delle associazioni: sempre nello stesso periodo (marzo 2007-marzo 2010) sono stati ben 119 gli immobili consegnati alle associazioni: di questi, ben 100 potevano essere utilizzati a fini abitativi.
Tabella 2 – Ripartizione dei beni consegnati dal Comune di Palermo (periodo 2007-2010)
Associazioni ed enti
119
Emergenza abitativa
1
Parrocchie e chiese
  16
Totale
136

In questo quadro, si segnalano anche i 16 immobili consegnati a chiese e parrocchie evangeliche. Tra questi, vi sono ben 5 ville.

2.BENI CONFISCATI: ANOMALIE
Come è emerso dalla cifre, dal 2007 a oggi solo un immobile è stato destinato per far fronte alla lunghissima lista di famiglie senza tetto. E questo in barba non solo ai principi di solidarietà, ma anche all’atto di indirizzo che, già dal 2007, indicava come prioritaria nella consegna dei beni confiscati alla mafia proprio l’emergenza abitativa.

Ma questa non è l’unica anomalia. Secondo la legge 575/1965, così come modificata dalla legge 109/1996), gli enti territoriali possono amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a
1) comunità, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali,
2) ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni,
3) cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e successive modificazioni,
4) comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti o sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni,
5) associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell’ articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n.349, e successive modificazioni,
Inoltre, è prevista anche l’assegnazione di immobili per far fronte all’emergenza abitativa.

Ebbene, stando alla lista dei destinatari dei beni consegnati dal Comune di Palermo, la maggior parte di questi non corrisponde ai requisiti sopra indicati.




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