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Nadia Spallitta

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Mistero sugli immobili confiscati

Il giallo. Anche Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio su beni dati ad associazioni con fini di lucro.

Spallitta:«Alcuni restano inutilizzati mentre associazioni onlus aspettano per anni»

La lotta al racket, all’usura e alla mala vita organizzata è notoriamente un processo lungo pieno di ostacoli soprattutto in una terra come la Sicilia dove sembra che ad ogni passo nella giusta direzione ne corrisponda uno in senso opposto. E se a Isola delle Femmine ieri è stato firmato un protocollo di legalità tra il Comune e la Camera di commercio di Palermo, che impegna l’amministrazione locale a promuovere iniziative di sostegno ai cittadini che sporgono denuncia per questo tipo di reati, dall’altra ci sono i beni confiscati alla mafia che rimangono inutilizzati e non vengono assegnati. O al contrario immobili che vengono conferiti alle associazioni prima ancora delle loro confische e liste del Comune e del demanio che non corrispondono.
Insomma due facce di una stessa realtà: la lotta alla malavita tra luci e ombre, tra buoni propositi e lente e farraginose burocrazie. Il protocollo firmato ieri: <<È un passo importante per l’affermazione della legalità – dice il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto. È necessario rendere le istituzioni trasparenti: non a caso le inchieste giudiziarie sui clan emergenti di Cosa nostra hanno rivelato nei comuni di questa parte del Palermitano un forte controllo della criminalità organizzata>>. Ma se a Isola delle Femmine viene siglato l’ennesimo patto tra istituzioni e legalità, intanto a Palermo: <<Diversi immobili risultano ancora non trasferiti al Comune –
dice il capogruppo di Un’Altra Storia Nadia Spallitta -da parte dell’Agenzia del Demanio per cui, allo stato attuale, la possibilità di incorrere nell’ alienabilità dei beni confiscati rischia di tradursi in una sorta di restituzione degli stessi alle organizzazioni criminali>>. Eventualità che implicherebbe un tradimento dell’ impegno assunto nei confronti dei cittadini che nel 1996 firmarono la proposta di legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia per sancirne la legittima restituzione alla collettività che, altrimenti, risulterebbe ulteriormente defraudata. Insomma verrebbe in qualche modo tradito il Protocollo d’intesa firmato il 5 settembre del 2007 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Prefettura di Palermo, il Comune di Palermo e l’Agenzia del Demanio, con il quale si è provveduto a destinare i beni confiscati alla mafia al Comune di Palermo per essere poi utilizzati a fini sociali e istituzionali.

«Sia pubblico l’elenco»
Spallitta ha presentato un’interrogazione per avere l’elenco dei beni confiscati alla mafia destinati al Comune di Palermo, la lista delle associazioni e dei singoli cittadini a cui sono stati assegnati in “custodia gratuita” gli immobili confiscati alla mafia

 «Quali sono i criteri?»
«Esiste un regolamento che disciplina – dice Spallitta – i criteri di assegnazione dei beni confiscati alla mafia? Quali sono i criteri adottati dal Comune per la scelta dei destinatari?

Protocollo con il ministero
Il 5 settembre del 2007 è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Prefettura di Palermo, il Comune di Palermo e il Demanio per destinare i beni confiscati alla mafia al Comune.




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