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Nadia Spallitta

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Marilena Monti

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 Marilena Monti – cantautrice e poetessa

ONDA VERDE  e  SOGNO DI PALERMO

Onda verde è la storia di un "Miracolo a Palermo", di quelli che talvolta accadono – a me è realmente accaduto ciò che racconto- e che ci fanno riavvicinare alla magnifica città ferita, sprecata da fragori, insulti acustici e visivi del quotidiano. Un modo per sentire  come potrebbe essere, per innamorarcene perdutamente e indurci, ciascuno a modo proprio, a sforzarci affinché riacquisti tutto il suo antico decoro.
Sogno di Palermo è il testo di un mio canto. Un sogno di Palermo, ancora una volta, paradossale perché è un sogno. Ho sempre detto , quando l’ho cantato, che non mi riesce d’impararlo a memoria. Proprio perché è un sogno. Il giorno in cui sarà realtà, butterò via fogli e leggio e lo canterò, a memoria, a squarciagola! Una Palermo imperfetta ma perfettibile…

 

ONDA VERDE

   

    Esco dalla Rai. Sabato sera, 22,30. Ho lavorato. Otto ore e trentacinque. Non è poco, specie se penso che presto la struttura di programmi della Rai siciliana chiude. Lo hanno deciso a Roma. Lo hanno deciso i mafiosi di Roma e quelli di Palermo. Sono stanca. Salgo in auto, accendo la radio  unico antidoto alla noia dei semafori rossi, della febbre del sabato sera del prossimo mio fannullone, delle cuciture dell’asfalto che numerose mi infliggono “microtraumi irreversibili” alla schiena.
    Il primo semaforo di viale Strasburgo è verde. Sarà la prima volta in un anno! Che bella sorpresa! Accelero, ingrano la terza, VOLO! E quale non è la mia meraviglia : anche quello all’incrocio con via Valdemone è verde, e quello con la via Lazio… Ma cos’è la mia serata fortunata? Procedo. Adesso la radio mi canta un ritmo scorrevole , una felicità di andare quasi senza ostacoli. Io odio guidare in questa città dove è impossibile “andare”, dove si sta fermi per ore ,in auto, a respirare ossido di carbonio e claustrofobia.
    E invece questo sabato sera è verde… Posso cominciare il mio viaggio a Palermo. Anche il semaforo di piazza Virgilio e quello di piazza Politeama e di via Cavour… Sogno o son desta? Sogno. Ecco, ci risiamo. Ho ricominciato a sognare. Di colpo la stanchezza è sparita, di colpo mi dimentico che ormai è obbligatorio soffrire in questa città senza speranze. In questa città dove la tangente la paghi  anche soltanto in disgusto, stanchezza, attese snervanti. Ci ricasco, m’innamoro, l’onda verde mi consente di percorrere questa metropoli come dovrebbe sempre essere e non è mai. Scivolo lieta, senza ostacoli, portando in giro la mia sera per le strade belle che ormai  non guardo più, non trovo più! Giro per ben tre volte attorno al teatro Massimo, balliamo il valzer , la musica è nel cuore, siamo protagonisti solitari, sopravvissuti… Ci ritroviamo dopo l’ assenza delle ore di punta, del sempre, del “non si posteggia neanche a pagare”, della doppia  e della tripla fila. Verde il semaforo della via Maqueda e quella del Cassaro. . Che allegria! Apro il finestrino,  respiro. Ho avuto una sorta di lasciapassare dalla città incantata. Come ci separano, sempre ci separano! E tu sei sempre eguale: superba e impotente. Quando piangi? Di notte, o in queste rare tregue in cui solitaria e amara ti specchi negli occhi miei commossi… Vedo, sbocconcellata la tua bellezza., ogni volta un morso in più sulla tua pelle. I  palazzi, i monumenti, le chiese: crepe, fuliggine, incuria. Io ti percorro e come ogni volta che ti vedo mi innamori e mi addolori. E per questo non posso fermarmi. Vado lentamente, l’onda verde non si interrompe, scorgo un paradiso, respiro la torbida bellezza della tua solitudine e penso che ogni tuo cittadino dovrebbe avere almeno una volta l’occasione di  esplorarti come sto facendo io, in una quiete rubata alla perenne confusione. Vado ad affondarmi sempre più nel tuo cuore. Sono nella Piazza Marina e alla Magione e infine scorgo il tuo mare ignoto, il tuo mare che non è mare perché ognuno gli volge le spalle.
    Misuro la mia ostinazione insensata d’amarti. Rispondi stupenda, mi parli, confidi una pena, sei umana. Ti ho odiata, ti odio al mattino, rumore d’inferno, volgare sopruso, violenza. Ma oggi il miracolo è nostro. Facciamo una festa, possiamo brindare noi due solitarie. Il giro continua: ricchezza e rovina..
    Ritorno e ritorno, risalgo e riscendo , non posso saziarmi.  Infine mi fermo.
    Nell’ombra fresca dell’androne della casa in cui vivo, gli occhi lampeggiano ancora azzurri dorati.
    Mi pento delle imprecazioni aspre e quotidiane, e dei cattivi pensieri, di quando ti urlo rancore, di quando ti minaccio che andrò via, di quando ti dichiaro che mi uccidi…
    E’ stato bellissimo il viaggio. Mi chiedo se possa bastare talmente poco, una serie di semafori verdi casualmente in fila, per farmi sentire che questa Palermo avvilita da mortali lacci di vergogna, caos, aggressività, possa sorridere ancora viva : per farmi sentire che non vuol morire.
   
 

 

SOGNO DI PALERMO

HAI VISTO PALERMO CHE QUESTA MATTINA
SI SVEGLIA PULITA, FRAGRANTE, DIVINA
S’E’ MESSA IL PROFUMO DEI SUOI GELSOMINI
E FIOR DI LIMONI DI TANTI GIARDINI

GIARDINI TORNATI DOV’ERANO UN TEMPO,
PALAZZI SPAZZATI DA UN SOFFIO DI VENTO
E PASSA SCIROCCO E VEDE SPLENDENTE
LA SUA PREFERITA, LA TOCCA LA SENTE …

E VEDI LA GENTE CHE GUODA GENTILE,
NESSUNO STROMBAZZA O HA NIENTE DA DIRE
HAI VISTO CHE FILA ORDINATA ALLA POSTA
E “GRAZIE!”, “MA PREGO, CHE NULLA MI COSTA”…

POSTEGGI SIGNORA, IO POSSO FAR SENZA
CON VERO PIACERE LE DO’ PRECEDENZA
E GUARDA GLI UFFICI , FUNZIONANO TUTTI,
LA MARCA ED IL BOLLO AI BELLI ED AI BRUTTI …

HAI VISTO PALERMO, CHE STRANE E MOZIONI,
DA OGGI ABOLITE RACCOMANDAZIONI
SE CERCHI LAVORO LO TROVI PER NIENTE,
NON DEVI NEPPURE VERSAR LA TANGENTE!

ASCOLTA CHE BELLO NON C’E’ PIU’ RUMORE,
DI MORTE VIOLENTA NESSUNO OGGI MUORE,
LE STRADE DI RASO, NEPPURE UN BUCHINO
E DOLCI PANCHINE IN OGNI GIARDINO …

E IL PUBBLICO MEZZO CHE VA PUNTUALE
ARRIVA IN ORARIO OGNUNO CHE SALE
E L’ARIA PULITA, I PALAZZI E LE CHIESE
SON STATI RIFATTI I PALAZZI DA UN MESE …

E POI GLI OSPEDALI FUNZIONANO ANCH’ESSI
IN CALO NOTEVOLE SONO I DECESSI …
PASSEGGI TRA I PLATANI E VAI ALLA MARINA
E SCOPRI CHE IL MARE E’ LI’ STA MATTINA …

UN CORO INCESSANTE DI CENTO UCCELLINI
T’ACCORGI CHE QUI NON CI SONO PADRINI
LE PIAZZE I MERCATI, I NEGOZI , I CAFFE’
I TEATRI, LE SCUOLE, SON TUTTI PER TE …

NON C’E’ PIU’ LA RESSA, NE’ GENTE AGGRESSIVA
PALERMO RINASCE GARBATA, GIULIVA
E INFINE A PALAZZO, NON MI SEMBRA VERO,
GOVERNA UN GOVERNO ONESTO DAVVERO,…

MA SENTI CHE UMANA LA BELLA CITTA’
PIU’ DOLCE E GENTILE CHE GIOIA MI DA’
OH BELLA RINASCI, SEI PIENA DI VITA:
PERSINO LA MAFIA A PALERMO E’ SPARITA!…

Marilena Monti cantautrice e scrittrice, autrice di testi e regista. Per più di vent’anni ha curato la recitazione, la regia e le musiche di trasmissioni culturali presso la sede regionale della Rai,. Dall’89 si occupa di laboratori di scrittura creativa e produzione teatrale presso le scuole superiori. Le sono stati conferiti diversi premi e riconoscimenti per la canzone d’autore, la narrativa, la poesia, il teatro e per l’impegno sociale.
Dal ‘98 al 2001 è stata Direttore Artistico del Teatro Selinus di Castelvetrano dove ha svolto anche ruolo di autrice e regista. Ha pubblicato racconti, poesie, piéce teatrali. Nel 2004 riceve il PREMIO NAZIONALE LIOLA’ per il teatro. Sempre nel 2004 è stata inserita, quale esponente di chiara fama,  nell’Albo degli scrittori italiani ed europei dell’Unesco
 
 



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