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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Invederemo gli imbarcaderi a Messina.

 I precari siciliani si danno appuntamento il 12 settembre a Messina. Presidi negli uffici scolastici.
 
Palermo. Nessun incontro con i precari della scuola arrivati da Palermo a Roma per protestare contro i "tagli". L’annuncio fatto dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, in occasione della presentazione del nuovo anno scolastico, ha alimentato ancor di più i "focolai" di protesta sparsi in Sicilia ma anche in tutta Italia. A cominciare dai precari palermitani che si trovano a piazza Montecitorio.
Tra questi c’è l’assistente tecnico Giacomo Russo, da 18 giorni in sciopero della fame: «Esprimiamo solidarietà al ministro – ha commentato ironicamente – perché nessuno con un barlume di ragione avrebbe messo la faccia su questa riforma. Ancora una volta – ha aggiunto Russo – il ministro non parla di scuola, del valore dell’istruzione, della pedagogia. Noi invece intendiamo affrontare argomenti seri. Per questo stiamo preparando una mobilitazione di massa che coinvolgerà tutto il mondo della scuola».
Il riferimento è alla manifestazione cittadina si svolgerà mercoledì prossimo a Roma. Oggi, invece, a partire dalle 17, al presidio sulla scuola di Montecitorio, verrà organizzata una mobilitazione lampo, il cosiddetto flash-mob, dal titolo "Pronto Mariastella?". «Si tratta – si legge sulle pagine del social network Facebook – di un invito al ministro a partecipare al "gioco dei fagioli". I precari non sono fagioli, ma sai quanti siamo?».
Da Roma a Palermo, dove continua l’occupazione dell’Ufficio scolastico provinciale (Usp). In serata è rientrato dalla capitale il docente Salvo Altadonna, che dal 17 agosto è in sciopero della fame. Assieme a lui proseguono il digiuno Giacomo Russo, Caterina Altamore e Paolo Di Maggio. «Domani (oggi, ndr) – ha detto la docente Barbara Evola, del comitato "Precari della scuola in lotta" – faremo un presidio davanti all’Usp durante le prime convocazioni. Rallenteremo le operazioni, invitando i colleghi a non accettare l’incarico. Domenica 12, invece, saremo a Messina assieme ai precari di Trapani, Agrigento e Siracusa, per invadere gli imbarcaderi».
Non scende la tensione neanche negli altri capoluoghi dell’Isola. Lunedì prossimo, alle 13, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, ha convocato la conferenza dei sindaci dei Comuni iblei «per definire le iniziative da intraprendere per contrastare il taglio dei precari. L’obiettivo è avviare una verifica in tutte le scuole della provincia per registrare i casi in cui l’applicazione del decreto Gelmini dovesse mettere in discussione i parametri di sicurezza e comunicare le risultanze al prefetto di Ragusa».
Intanto, giovedì prossimo il Tar Sicilia (sezione Palermo) si pronuncerà su una richiesta di sospensiva riguardante il taglio di 1.000 unità di personale Ata per l’anno scolastico 2010/2011. Secondo l’avvocato Nadia Spallitta – che ha presentato il ricorso in rappresentanza di un gruppo di collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi palermitani – i "tagli" sarebbero illegittimi perché si basano su uno schema di decreto ministeriale. «Si fondano cioè – ha spiegato Spallitta – su un atto che non è definitivo. Su questo punto, sono state numerose le pronunce che hanno dichiarato l’illegittimità del comportamento del Provveditorato, che ha tagliato gli organici sulla scorta di atti amministrativi in corso di definizione. Inoltre abbiamo contestato che la percentuale applicata nel conteggiare i numeri dei posti da tagliare è sicuramente superiore al 6% annuale, come prevede la discutibile normativa». Secondo Spallitta, in base a direttive europee del 1999 recepite dallo Stato italiano nel 2001, «è illegittimo ogni taglio d’organico a vincitori di concorso aventi diritto all’assunzione a tempo indeterminato. Si tratta di una violazione di principi costituzionali e norme europee che tutelano il diritto al lavoro. L’Unione europea, infatti, ha affermato il principio del divieto del precariato di lunga durata: dopo tre anni di rapporti a tempo determinato, il ministero ha l’obbligo di procedere con l’immissione in ruolo. Se il Tar dovesse accogliere la sospensiva si dovrebbe applicare l’organico dell’anno precedente senza questi ulteriori "tagli" che riguardano circa mille unità di personale Ata».




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