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Nadia Spallitta

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Il Peep approda fra polemiche a Sala delle Lapidi

COMUNE. Previsti 7.200 alloggi popolari, troppi per Un’Altra Storia. E il Pd propone residenze nelle borgate storiche

Qualche settimana fa il capogruppo del Pdl a Sala delle Lapidi, il lealista Giulio Tantillo, stanco della solita tiritera di vedere riproposti, nella settimanale conferenza dei capigruppo, gli stessi temi da discutere in Consiglio e cioè Peep (piano di edilizia economica e popolare) e Prg del Porto, senza mai vederli approvare in Aula, sbottò: ma questi argomenti non possiamo tenerli in eterno a bagnomaria, portiamoli in Aula e si decida una volta per tutte se approvarli o bocciarli.
In effetti, sia l’uno che l’altro tema hanno ormai superato i tempi biblici dell’attività del Consiglio. Sono iscritti all’ordine del giorno da oltre un anno e mezzo. Finalmente almeno il Peep approda a Sala delle Lapidi e non si sa con quale esito. Se è vero che dovrebbe consentire dal realizzazione di 7.200 alloggi, almeno sul piano teorico, è un incentivo per il settore edilizio, tanto più che nella Finanziaria  regionale dovrebbero essere previste risorse per le cooperative e le imprese che lavorano in quest’ambito. Ma quando si parla di Peep si sventola lo spauracchio dell’abusivismo edilizio. Quello sollevato dal capogruppo di Un’Altra Storia, Nadia Spallitta, la quale ha ricordato che, su 60 mila istanze di sanatoria presentate, ne sono state esitate solo 3.421 con esito positivo e 905 con diniego. Secondo Spallitta, comunque, questo Peep << appare in contrasto col piano casa, anche in relazione al recupero dei centri storici i cui alloggi utilizzabili non sono neanche censiti e considerati nella proposta di delibera in discussione. A ciò si aggiunga che da mesi, inutilmente, abbiamo chiesto di rivedere i calcoli sul fabbisogno di alloggi ancorati al censimento del 1991 e ad uno studio dei primi anni del 2000 e quindi sostanzialmente superati dal radicale trasformarsi del tessuto territoriale>>. Sulla stessa scia Rosario Filoramo del Pd che propone di recuperare edifici nel centro storico e nelle borgate storiche per realizzare nuove residenze.



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