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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Gravi vizi nel rendiconto 2007

Il rendiconto relativo all’esercizio finanziario 2007 del Comune di Palermo non può essere approvato per motivi di carattere giuridico e politico. In primo luogo è incompleta la composizione del Collegio dei Revisori, dal momento che il parere sul documento contabile viene sottoscritto solo da due componenti, essendo il terzo componente inquisito e inspiegabilmente non sostituito dalla maggioranza che lo aveva nominato. Il rendiconto, inoltre, è incompleto perché manca il bilancio relativo all’anno 2007 della principale società partecipata dal Comune.

L’AMIA, infatti, in violazione di legge, non ha presentato il suo bilancio. Al riguardo la Corte dei Conti ha segnalato al consiglio comunale il deficit strutturale e la costante perdita dell’AMIA, idonea ad incidere negativamente sugli assetti e sulla salute del bilancio comunale. Non si può, quindi, fare una valutazione regolare della situazione del Comune senza avere contezza dello stato patrimoniale ed economico dell’AMIA e senza conoscere quali saranno i possibili riflessi dell’indebitamento dell’AMIA sui futuri bilanci comunali. Oltre a ciò, nel rendiconto 2007 vengono asseverate spese irregolari per milioni di euro per consulenze date in violazione di legge sia dal Comune che dalle società partecipate. Ugualmente, viene ratificato un incontrollabile proliferare di società partecipate e collegate, che non hanno utili ma perdite, tutte ad intero capitale pubblico (di fatto quello comunale), che come una sorta di scatole cinesi di cui non si comprendono i contenuti, realizzano servizi e stipulano reciproci contratti, in modo tale da non consentire una trasparente conoscenza della effettiva situazione economica e patrimoniale delle società comunali ; inoltre il Consiglio non ha controllo sull’efficienza e sulla qualità dei servizi erogati. Si tratta, peraltro, di operazioni che aumentano i costi del Comune anche in relazione al pagamento dell’iva. Sotto il profilo politico, poi, il rendiconto descrive il fallimento dell’Amministrazione e la sua incapacità di avere e raggiungere obiettivi, di realizzare programmi e di perseguire l’interesse pubblico, per cui, al costante aumento della pressione fiscale e del costo dei servizi, non corrisponde alcun miglioramento e validità dei servizi stessi. Abbiamo presentato alcuni ordini del giorno volti al contenimento delle spese superflue, all’eliminazione dell’irregolare uso dei debiti fuori bilancio, per l’accertamento delle responsabilità contabili e per l’assunzione di bilanci consolidati, cioè di tutte le società a partecipazione comunale; nel tentativo di imporre all’Amministrazione l’adozione di misure e correttivi in mancanza dei quali il Comune è destinato al tracollo finanziario."




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