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Nadia Spallitta

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Giornale di Sicilia | Botta e risposta sulle bollette dell’Amap E scoppia il caso del nulla osta agli aumenti

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Valore della produzione di circa 83 milioni di euro, previste entrate per 96 milioni e 500 mila euro circa, con un incremento di quasi 13 milioni rispetto al 2015. Costi per servizi di 23 milioni, 800 mila euro per godimento di beni di terzi (compresi fitti passivi e canoni) e circa 49 milioni per il personale (con un aumento di costi rispetto al 2013 di ben 7 milioni di euro, dovuto probabilmente in parte al trasferimento di 164 lavoratori provenienti dalla Rap). È la fotografia dell’Amap che arriva dall’esame del budget 2016 inviato e illustrato dall’azienda di via Volturno alla Terza commissione per l’approvazione. Il documento ha comunque incontrato l’opposizione che gli ha fatto le pulci.

E così, Nadia Spallitta, consigliera democratica, spiega che l’incremento di entrate è determinato dall’aumento delle tariffe dell’acqua per 12 milioni e 700 mila euro circa «che tradotto in termini di maggiori costi per i 120 mila utenti palermitani, significa una maggiore spesa nelle bollette per l’acqua di circa 100 euro». La relazione del collegio sindacale ha fatto osservare l’anomalia di un ritocco tariffario (complessivamente del 18 per cento suddiviso in due anni, 2014 e 2015), non ancora approvato dall’Aaeegsi (l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico). «Col rischio – chiosa la Spallitta – di dovere un domani restituire le maggiori somme già riscosse e utilizzate, con i conseguenti danni all’erario, probabilmente, sia per coprire i maggiori oneri derivanti dal trasferimento di personale da Amia Essemme ad Amap, sia per coprire i maggiori costi legati al subentro ad Aps nella gestione del servizio idrico per molti comuni della provincia di Palermo».

Tra l’altro, ad Amap erano stati già conferiti per aumento di capitale circa 5 milioni di euro. Complessivamente nel budget 2016 si prevedono tra i costi per servizi: circa 9 milioni di euro per l’ energia elettrica, 700 mila euro per lo smaltimento di rifiuti, 2 milioni di euro come costi di gestione degli invasi della provincia (Piana degli Albanesi, Poma e Rosa Marina) e 1,5 milioni per la manutenzione della rete fognaria. Al budget viene allegato un piano di investimenti del valore di 35 milioni di euro, di cui 26 milioni a carico dell’Amap, legato alla necessità di intervenire su acquedotti e impianti vecchi, alcuni risalenti agli anni ’60 e altri alla fine degli anni ’80. I consiglieri di opposizione contestano anche l’elenco di 55 incarichi esterni, in relazione ai quali non è ben chiaro quali siano state le modalità di selezione dei professionisti e soprattutto le ragioni di affidamenti esterni in presenza di uffici amministrativi, tecnici e legali interni.

La presidente dell’azienda, Maria Prestigiacomo, risponde punto per punto ai rilievi. «Amap ha provveduto a applicare tariffe deliberate da autorità di ambito Ato Palermo che sono in fase di istruttoria da parte di autorità energia. Non sono tariffe bocciate, se non dovessero essere approvate le somme saranno restituite agli utenti nei tempi e nei modi dettati dall’autorità. Tutto ciò – continua – è comunque chiaramente scritto in ogni bolletta». Sui 55 incarichi dice: «Non riguardano questo consiglio di amministrazione ma i precedenti. Noi abbiamo un valido ufficio legale interno al quale ci rivolgiamo quando se ne presenta la necessità».

«Siamo molto preoccupati – dicono i consiglieri del Pd, Sandro Leonardi e Rosario Filoramo -: le gravi carenze gestionali stanno portando al fallimento la partecipata e serve un progetto di sviluppo che metta al sicuro il futuro dell’azienda e del servizio idrico. Chi ha il potere di intervenire lo faccia prima che sia troppo tardi, senza scaricare su altri le colpe». Ma come a volere stoppare le polemiche, il sindaco Leoluca Orlando in una nota con cui ha espresso apprezzamento per l’ attività della presidente di Amap, Maria Prestigiacomo, con cui ha garantito «la piena garanzia della sostenibilità finanziaria e gestionale dell’azienda, dei suoi dipendenti, dei servizi resi alla città e alla comunità».




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