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Nadia Spallitta

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E’caos su “città d’arte” «Aiuta il lavoro nero»

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale ha approvato la delibera che riconosce Palermo come città d??arte: con questo si dovrebbe consentire l’apertura e la chiusura degli esercizi commerciali anche in deroga alle vigenti disposizioni normative. E come prevedibile il provvedimento prova alcune perplessità.
«La delibera presenta numerose criticità – dice il capogruppo di Un’Altra Storia Nadia Spallitta – , che riguardano soprattutto due aspetti. Il primo relativo alla necessità di assicurare la tutela dei lavoratori subordinati, individuando sistemi e correttivi indispensabili per evitare lo sfruttamento dei lavoratori e il lavoro nero». Il secondo l’opportunità di inserire una disciplina relativa all’apertura e chiusura dei negozi in un contesto più ampio di valorizzazione dei beni storici creando appositi percorsi ed eventi culturali che possano dare un reale significato ed una giustificazione all’apertura dei negozi stessi. Secondo Tania Arena, presidente della Lailac, l’ associazione dei commessi, «a Palermo regna l’ anarchia che danneggia sia la piccola impresa che la qualità della vita dei commessi: il Comune stili un calendario che stabilisca le domeniche in cui i negozi devono restare chiusi». Elio Bonfanti, Italia dei valori, e Manfredi Agnello, Pdl Sicilia, durante la seduta d’Aula dell’ultimo consiglio comunale hanno votato no: «La tutela dei lavoratori è una cosa importante», dice Bonfanti. «Soffrirà la piccola distruzione », dice Agnello. Per la Ribaudo, che non era in aula per motivi di salute, «altri Comuni, nonostante abbiano lo status di città d’ arte, concordano con le organizzazioni di categoria le domeniche di apertura». Spallitta, infine, rileva la contraddittorietà dell’amministrazione che, da un lato dichiara Palermo “città d’arte” e poi svuota di significato questa dichiarazione, in quanto dismette il suo patrimonio storico.




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