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Nadia Spallitta

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Comune di Palermo. Sul rinnovo delle commissioni non c’è accordo. Scoppia la guerra di tutti …


Comune di Palermo. Sul rinnovo delle commissioni non c’è accordo. Scoppia la guerra di tutti contro tutti
 
 Il Consiglio comunale di Palermo è diventato sinonimo di incomunicabilità. Molti consiglieri tra loro non si parlano più, o comunicano ancor meno, talvolta pure all’interno dello stesso partito. E’ un mese che il Consiglio non si riunisce più, è rimasto chiuso per cautelarsi dalle veementi proteste dei migliaia di lavoratori precari di tutte le risme dell’universo comunale. Così, sono più di due mesi che sono scadute le commissioni consiliari, ed ancora non sono state rinnovate.
Ad ogni loro convocazione, solo per quella giornata, presiede colui che è più anziano tra i sette membri presenti, e verbalizza quello più giovane. Il Presidente del Consiglio, Alberto Campagna, aveva dato per stabilito che l’elezione dei nuovi presidenti delle commissioni potesse avvenire solo dopo l’approvazione del bilancio.

Ma su questa presa di posizione di Campagna si era costruito un costante chiacchiericcio nei corridoi del Comune, che preconizzava un “inciucio” tra una parte del centrosinistra (PD ed IDV) e l’accoppiata di maggioranza UDC-PDL ufficiale. Tutto ciò ha alimentato malumori e diffidenze, che oggi sono esplose, di colpo, con l’imprevista elezione del consigliere UDC Fraccone a presidente della prima commissione Affari generali.

E’ sintomatico raccontare come è andata. Ad inizio seduta, il consigliere PD, Totò Orlando – dato dal gossip “inciucista” come il candidato di Faraone a presiedere la prima commissione – dopo aver espresso la sua insoddisfazione per come il Consiglio comunale stia andando alla deriva in questi ultimi mesi, ha proposto l’elezione a Presidente di un consigliere della maggioranza, l’UDC Fraccone appunto. Così, alle ore 11, Fraccone era già eletto, con quattro voti su 5 presenti. “Facendo saltare in tal modo la larga intesa istituzionale che si era di fatto venuta a creare tra tutti i gruppi consiliari, “un’altra storia” esclusa”, tiene a puntualizzare Doriana Ribaudo capogruppo Udc, l’unica persona rimasta che di questa intesa se ne ricorda in una ridda di capigruppo ormai smemorati. E’ gustoso l’aneddoto del neo consigliere Pdl Calò (che ha preso il posto del defunto Enzo Fragalà), che dopo l’avvenuta elezione si è premurato di informare il suo capogruppo Tantillo, per vantarsi di aver votato pure lui Fraccone, uno della maggioranza di Cammarata. Chi ha assistito alla telefonata racconta del progressivo sbiancarsi in viso di Calò, fenomeno che ha proceduto di pari passo con i decibel imbizzarriti della voce di Tantillo che fuoriuscivano dall’altro capo della cornetta telefonica. Insomma,una tirata polemica rivolta al povero Calò che, eufemisticamente parlando, potremmo così sintetizzare: “uomo irriflessivo, quale grande danno hai combinato, mandando all’aria gli accordi sottobanco presi con gli altri partiti”.

Dice Manfredi Agnello capogruppo del PDL-Sicilia: “ E’ il caos in Consiglio comunale, su tutto si procede a tentoni. Non si capisce come si possa fare Consiglio con le commissioni ancora praticamente azzerate e decapitate, colpa dell’improntitudine di Campagna, che si crede Picasso, così passa dal periodo fuori luogo del decisionista, al periodo fuori luogo del distratto. La gestione del Consiglio pretende una guida più continua e coerente.”

“La verità è che spesso a Campagna manca il tempo per fare il presidente – polemizza il Pd Totò Orlando – quando la settimana scorsa ho espresso la mia solidarietà a lui, che aveva subito una intimidazione, gli ho pure detto che c’era un solo modo concreto per rispondere alle indebite pressioni sul Consiglio: convocarlo a tamburo battente; farlo lavorare . Ci si rende conto che solo per la seduta di stasera si prevedono 306 punti all’ordine del giorno. Una follia, un fallimento istituzionale. Stasera proporrò che si tenga Consiglio ad oltranza per i prossimi trenta giorni. Se Campagna non ha tempo di farlo, perché è pure deputato regionale all’Ars, pazienza! Lasci il posto a qualcun altro che abbia a disposizione più tempo di lui, e non può essere vittima dell’onere del doppio incarico: di essere onorevole e pure consigliere comunale”.

“Oggettivamente all’origine del mancato rinnovo delle commissioni consiliari c’è la responsabilità di Campagna – puntualizza Nadia Spallitta capogruppo di “un’altra storia”- che intempestivamente ha dichiarato un mese e mezzo fa la decadenza dei vecchi Presidenti di commissione, senza aver per tempo pianificato i tempi ed i modi dell’elezione dei nuovi. I termini di legge sul rinnovo dopo due anni delle commissioni, infatti, non sono perentori, ma sono solo ordinativi. E comunque , io e la Monastra, di inciuci non ne vogliamo fare, e non ne facciamo con nessuno”.

“La conferenza dei capigruppo di stamattina spero abbia messo un punto fermo su questa vicenda – spiega Fabrizio Ferrandelli capogruppo di IDV – già giovedì’ si dovrebbe procedere alla designazione, con il metodo istituzionale e proporzionale, di tutti i componenti delle nuove commissioni, per continuare poi la prossima settimana con l’elezione dei nuovi Presidenti, vice , e segretari. Obiettivamente, non si può continuare in questo caos amministrativo.”

Domandiamo a Ferrandelli: ma in realtà c’è un accordo sui nomi dei presidenti? L’esponente di IDV scuote la testa deciso, “di accordi se ne sono tentati molti – racconta- ma ad oggi non ne ha retto alcuno, si va avanti tutti a mani libere”.

Ma insomma c’è da chiedersi cosa sta succedendo dentro il Consiglio comunale?
A sentire degli autorevoli boatos sarebbe partito un articolato movimento di contestazione della centralità ricoperta nell’organizzazione dei lavori del Consiglio dai due più forti capigruppo, Faraone (PD) e Tantillo (PDL ufficiale), che avrebbero usufruito di una più che salda intesa con Campagna, che parrebbe abbia sempre svolto il ruolo di garante degli accordi presi tra i due avversari. Ecco perché, specie da dentro il PD, dall’MPA e dal PDL Sicilia, si è aperto un fuoco di sbarramento contro Campagna, nella convinzione che affondando il Presidente del Consiglio possano poi cambiare gli equilibri di potere generali. Boatos fondati o no, non ve lo possiamo garantire. Di certo c’è che dentro il PD si è formato un inedito asse che va dal segretario Cittadino Terminelli, a Pellegrino, Tanania, ed includerebbe, a sorpresa, pure Totò Orlando che invece sino a ieri era stato sempre giudicato molto vicino a Faraone. In particolare, l’odierna elezione non prevista di Fraccone, punterebbe a tagliare la strada alla perseguita riconferma dell’UDC alla guida della Commissione Urbanistica.

Cosa succederà allora, Fraccone si dimetterà al più presto come avrebbe già chiesto lo stesso Tantillo? “Niente affatto– risponde di getto Doriana Ribaudo – per ora vediamo come si evolverà questa vicenda delle commissioni consiliari. Appena, si farà un po’ di chiarezza decideremo cosa dovrà fare Fraccone, che mi ha già offerto la sua disponibilità a fare ciò che deciderà il partito. Piuttosto,se anche stasera la seduta di Consiglio dovesse avvitarsi su se stesso, avviando a concludersi senza l’esame proficuo dell’odg, annuncio già da ora che l’UDC non parteciperà ai lavori d’aula, sino a quando non si tornerà a lavorare per la città”.

“Stasera la giunta mi deve dire cosa intende fare dei coniugi Spinali- preannuncia Ferrandelli – che sino a pochi giorni fa abitavano in una roulotte nella Piazza antistante il Municipio. Oggi gli scade il buon albergo, e stamattina l’assessore Clemente, mi ha allargato le braccia dicendomi che il Comune non può trovare un tetto a queste due persone. Ma in che razza di città stiamo vivendo”.

Chiosa Alberto Campagna: “Io faccio il Presidente del Consiglio comunale, le delibere e gli accordi li fanno i gruppi politici; io convoco solo le sedute e regolo il dibattito, mi tenessero fuori dalle loro polemiche interessate”.

 




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