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Nadia Spallitta

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Aumento Tarsu, protesta dell’Idv “In Consiglio comunale con sacchi d’immondizia”

La delibera di giunta approvata ieri che conferma l’aumento pari al 75% della Tarsu (tassa sui rifiuti) varato nel 2006 e che è stato ritenuto illegittimo nei giorni scorsi dal Tar scatena le polemiche dell’opposizione. "Se c’era bisogno di avere l’ennesima conferma sulle capacità amministrative del sindaco e della sua giunta – commenta il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Davide Faraone – ieri l’abbiamo avuta.
Da avvocato il sindaco dovrebbe sapere che non può sostituirsi al Cga". Per Faraone "la delibera che nelle intenzioni del sindaco dovrebbe annullare la sentenza del Tar è un capolavoro di pervicacia inettitudine amministrativa". "Abbiamo perso intere sessioni di Consiglio comunale per votare l’assestamento di bilancio e adesso bisognerà rifare la manovra- conclude – Ci troviamo ad essere governati da un manipolo di dilettanti allo sbaraglio. L’esperienza di questo sindaco occorre che cessi al più presto". Secondo il capogruppo di Idv, Fabrizio Ferrandelli, "questo sindaco è davvero stupefacente, non sa più dove attaccarsi per far cassa". "Non si può più tollerare questo modo di amministrare – prosegue – un modo che fa ricadere gli oneri della cattiva gestione, compresa soprattutto quella delle aziende municipali, solo ed esclusivamente sulle finanze di ciascun cittadino palermitano. Abbiamo presentato tre delibere di iniziativa consiliare riguardanti i rimborsi e pagamenti dell’aumento Tarsu, per riportare in aula, unico luogo deputato per legge a far determinate legge, la battaglia su questo argomento ma non solo. Proprio stasera, durante la seduta consiliare, alla quale presenzieremo portando dei sacchetti di spazzatura come segno di protesta, presenteremo una delibera contro la privatizzazione dell’acqua, altra gravissima battaglia che trova il nostro partito in prima fila anche a livello nazionale". Per il capogruppo di Un’Altra Storia, Nadia Spallitta, "la giunta non può riproporre, a distanza di anni e con efficacia retroattiva, l’aliquota Tarsu relativa al 2006, sia perché sarebbe in violazione delle leggi tributarie, sia perché disattende una sentenza del Tar che non é stata neanche impugnata ed è quindi pienamente valida, efficace ed esecutiva, sia perché esiste una precisa deliberazione del Consiglio comunale che ha preso atto della sentenza e ha deciso di restituire i soldi ai cittadini, impegnando le relative somme". "La sentenza, dunque – aggiunge – deve essere eseguita dalla pubblica amministrazione, altrimenti la stessa può incorrere nel reato di inosservanza di un ordine del giudice". "Quella della giunta – conclude – è una palese manifestazione di arroganza politica e giuridica, in relazione alla quale invito tutti i cittadini a chiedere non soltanto la restituzione della Tarsu ma anche i danni. Nel caso di inottemperanza, anche con ricorsi collettivi, i palermitani possono altresì chiedere al Tar la nomina di un commissario ad acta che dia corso ed esegua l’ordine del giudice".
 "Nonostante la sentenza del Tar, il sindaco ha deciso di aumentare nuovamente la Tarsu per il 2006, mettendo le mani nelle tasche dei cittadini, annullando di fatto tutti i rimborsi e scavalcando ancora il consiglio comunale". Così il vicepresidente del consiglio comunale di Palermo, Salvo Alotta (Pd), ha commentato la decisione della giunta guidata dal sindaco Diego Cammarata. "Ormai siamo alla farsa – continua Alotta – questa amministrazione, dopo aver bloccato tutti i ricorsi con la scusa delle compensazioni per il 2009, ha riproposto tale e quale il provvedimento bocciato dal Tar, nonostante il consiglio comunale abbia già votato una manovra correttiva da 50 milioni che ha tolto risorse ad anziani, vigili e teatri. L’annullamento dell’aumento Irpef è stato solo un contentino, visto che il sindaco continua a tartassare i palermitani".



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