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Nadia Spallitta

Ultimo aggiornamento

Appello delle Associazioni per la revisione del PPE del centro storico


Nella giornata di ieri , L’Assessore al centro storico, Maurizio Carta, ha incontrato  il Forum delle Associazioni, coordinato da Nino Vicari, che racchiude in un unico soggetto di riflessione e proposta gli Amici dei Musei, l’Anisa, l’Associazione Dimore Storiche, il Fai, Italia Nostra e Salvare Palermo.
All’incontro erano presenti Nino Vicari, Piero Longo, Mariella Riccobono, Renato Palazzo, Renata Prescia, Maria Antonietta Spadaro, Bernardo Tortorici, Lelia Collura e Salvatore Butera.

 Pubblichiamo il testo dell’appello del Forum delle Associazioni PER LA REVISIONE DEL PPE DEL CENTRO STORICO.

 

IL NOSTRO APPELLO PER LA REVISIONE DEL PPE DEL CENTRO STORICO

Nel riconfermare la straordinaria portata del valore culturale del nostro centro storico, patrimonio insostituibile perché Palermo continui ad essere Palermo, affinché la sua identità fatta di innumerevoli stratificazioni storiche sociali e culturali venga mantenuta ed esaltata, affermiamo la necessità di una parallela attenzione all’intero organismo urbano. Pur convenendo infatti che un organismo urbano complesso come il nostro richieda attenzioni mirate alle specificità di ogni parte componente, riteniamo indispensabile la composizione di un quadro unitario delle funzioni che ciascuna parte è chiamata ad assolvere, onde possa la città nel suo insieme corrispondere alle comuni aspettative di funzionalità, efficienza, bellezza.
Ciò premesso, chiediamo all’Amministrazione Comunale e, specificatamente, all’Assessore al Centro Storico, di attivare urgentemente un dibattito sulle indicazioni di metodo e di indirizzo per la revisione del PPE scaduto ormai da quattro anni,  sia pure limitatamente alla vigenza dei vincoli, alla luce di una riflessione generale sulla città intera. Inserita in questo contesto, la revisione del PPE si conferma comunque come obiettivo prioritario, sul quale invitiamo l’Amministrazione ad impegnarsi con nuova energia nell’elaborazione di un documento programmatico, da far approvare dalla Giunta e da sottoporre quindi ad una conferenza cittadina, attraverso il coinvolgimento di tutti gli organismi rappresentativi della vita economica e culturale della città, al fine di raggiungere la più ampia, condivisa e democratica partecipazione della collettività all’operazione, nelle sue successive fasi operative.
Pertanto si espongono, in proposito, alcune considerazioni espresse in seno al Forum delle Associazioni.

sul metodo: –  impegnare l’amministrazione comunale a dare priorità indifferibile ad un processo di conoscenza dell’attuale stato di fatto del centro storico, da rappresentare sulla sua cartografia più aggiornata e da rendere pubblico, che comprenda:

1. il censimento della popolazione del Centro storico nelle sue componenti demografiche e socio-economiche
2. lo stato giuridico degli immobili, quanto a titoli di appartenenza e/o di fruizione
3. il censimento delle operazioni di recupero già effettuate da privati e dalla mano pubblica in attuazione del PPE, a partire dalla sua entrata in vigore
4. l’effettiva consistenza e lo stato d’uso degli immobili non ancora oggetto di interventi di recupero

   
sulle scelte di contenuto: impegnare l’amministrazione comunale alla definizione di alcune invarianti di principio pregiudiziali:

1. conferma del PPE nella sua impostazione di strumento che mira alla conservazione del patrimonio urbano-edilizio esistente
2. revisione delle categorie di intervento correlandole con l’effettivo stato d’uso e di conservazione del patrimonio edilizio esistente, abbandonando l’univoco riferimento alla configurazione architettonica rappresentata nel catastale del 1877.
3. stralcio di un piano esecutivo di “ricostruzione” per i vuoti  risultanti dai bombardamenti bellici o da altre cause sui quali attivare progetti architettonici di qualità garantiti da concorsi pubblici e/o monitorati da èquipe di alto e indiscusso profilo culturale
4. introduzione, nei casi di edilizia a forte rischio (ruderi) e in  assenza o renitenza dei proprietari, di meccanismi di attuazione sostitutiva, previa dichiarazione di pubblica utilità, individuando puntuali strategie di nuovo intervento pubblico-privato, da valutare caso per caso              
5. definizione della dotazione dei servizi e la loro localizzazione in relazione ai fabbisogni della popolazione insediabile, concordando scelte di rifunzionalizzazione dei grossi edifici storici, attraverso conferenze di servizi tra le varie istituzioni proprietarie
6. definizione di un quadro di incentivi fiscali e burocratici per incoraggiare l’intervento privato
7. dotazione del PPE di un programma economico-finanziario esecutivo, che individui fabbisogni e fonti di risorse pubbliche e private per il futuro decennio.

Nel breve termine, in attesa della revisione del piano, adozione di opportune misure di salvaguardia a conferma della integrale validità del PPE.

 
AMICI DEI MUSEI,  ANISA,  DIMORE STORICHE,  FAI,  ITALIA NOSTRA,    SALVARE PALERMO




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