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Scritto da Nadia Spallitta
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venerdì 08 marzo 2013 |
PALERMO, 7 MAR- “Nei prossimi giorni sarà
presentata in Consiglio comunale una mozione, già sottoscritta da molti
consiglieri, sulle piccole e medie imprese, che ha per oggetto la proposta di
riduzione dell’imposizione fiscale locale in relazione a queste categorie
produttive fortemente in crisi. Si tratta di un atto espressione di una
collaborazione tra il Consiglio comunale e le associazioni di categoria
(Confartigianato, Confcommercio e Confindustria), un’ interlocuzione nuova, che
potrà consentire di affrontare in modo razionale e sistematico le problematiche
delle categorie produttive locali”. Lo rende noto il Vice Presidente Vicario
del Consiglio comunale di Palermo Nadia Spallitta. “Ritengo - aggiunge - che
una buona politica, oggi, debba partire dal rilancio dell’economia con i mezzi
e con gli strumenti, che le pubbliche amministrazioni hanno a disposizione e
che sono necessari per salvaguardare il tessuto vitale, che piccole e medie
imprese e artigiani rappresentano per l’intera collettività ”. “La crisi –
prosegue- ha determinato la chiusura e la messa in liquidazione di migliaia
attività produttive, con ricadute devastanti in termine di ordine pubblico - si
pensi a quanti imprenditori in difficoltà si rivolgono agli usurai -, sociale,
occupazionale, incide sulla condizione di interi nuclei familiari oltre ad
avere effetti sulle potenzialità economiche di un sistema”. Per Spallitta “il
contenimento delle tasse locali - Tosap, Tarsu e Imu - ,che a Palermo
registrano le aliquote massime, in virtù di scelte della precedente Amministrazione,
diventa oggi un momento importante per restituire fiducia e dare una boccata
d’ossigeno alla piccola imprenditoria”. “La mozione, oltre a prevedere la
riduzione delle tariffe locali per le piccole e medie imprese, invita –
sottolinea – l’Amministrazione attiva a farsi carico di iniziative, rivolte al
contenimento anche dell’Irap ed in generale dell’imposizione fiscale, dal
momento che, a mio avviso, oggi, sono stati in questa materia ampiamente
superati i limiti costituzionali, che legano tasse e imposte alla effettiva
capacità contributiva dei cittadini”. “Auspico – conclude - che il
provvedimento venga approvato dall’intero Consiglio e che allo stesso si possa
dare immediata attuazione, recuperando le minori entrate dalla lotta
all’evasione, dalla graduale eliminazione dei fitti passivi e dei debiti fuori
bilancio, interventi che in modo meritorio l’attuale Amministrazione sta già
portando avanti”.
Nadia Spallitta- Vice Presidente Vicario del
Consiglio comunale di Palermo.
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Scritto da Nadia Spallitta
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giovedì 07 marzo 2013 |
PALERMO, 6 MAR - “Il Consiglio comunale approva a maggioranza una Commissione speciale con il compito di accertare le cause della formazione dei debiti fuori bilancio e individuare eventuali correttivi, rivolti a contenere questo patologico fenomeno. Ogni anno il Comune, infatti, impegna circa 40 milioni per questa voce”.Lo dice il Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “In realtà - prosegue - l’istituto del debito fuori bilancio - che implica una deroga alla regolare applicazione delle norme e alle procedure di contabilità pubblica– dovrebbe essere uno strumento eccezionale, da utilizzare in casi di urgenza e imprevedibilità per ipotesi specificatamente previste dalla legge, mentre per il Comune di Palermo rappresenta una sorta di gestione parallela, condannata in più occasioni dalla Corte dei Conti, che, con successive ordinanze, ha invitato l’Amministrazione comunale a trovare correttivi e rimedi adeguati”. “A tal fine, su istanza di molti consiglieri, finalmente l’aula –conclude - ha deliberato un provvedimento rivolto a far luce sul fenomeno e a dare risposte per cercare di eliminare le criticità e le irregolarità, che i debiti fuori bilancio comportano”.
Nadia Spallitta – Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Palermo.
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Scritto da Nadia Spallitta
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mercoledì 06 marzo 2013 |
PALERMO, 5 MAR -“Desidero esprimere solidarietà e stima all’imprenditore palermitano Natale Giunta, che, con un gesto espressione di coraggio e dignità, ha denunciato i suoi estorsori, affermando il principio di libertà personale e imprenditoriale”. Lo afferma il Vice Presidente Vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “Si tratta di un gesto importante, che ha un forte valore anche simbolico e che nel contempo, purtroppo, fa emergere, ancora una volta - aggiunge -, come la nostra realtà economica non si sia liberata da forme criminose, come il racket del pizzo e delle estorsioni, che ledono l’economia locale e la libertà personale”. “Credo anche che, se oggi gli imprenditori denuncino minacce ed estorsioni, sia merito dell’impegno profuso dalle forze dell’ordine, dalla magistratura e dalle stesse associazioni di categoria, che in questi anni hanno accompagnato questi imprenditori coraggiosi” conclude.
Nadia Spallitta, Vice Presidente Vicario del Consiglio comunale di Palermo
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Scritto da Nadia Spallitta
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martedì 05 marzo 2013 |
PALERMO, 4 MAR – “Il prossimo Consiglio comunale discuterà, tra le altre delibere, anche quella presentata dai consiglieri Federico e Mineo, che ha per oggetto la chiusura domenicale dei grandi centri commerciali. La proposta, rivolta a dare regole precise in materia di orari di apertura e chiusura dei centri commerciali cittadini, a mio avviso, merita interesse perchè può essere utile ai piccoli negozi centrali e periferici della città, che hanno subito in questi anni una forte crisi collegata, da un lato a vicende economiche e finanziarie nazionali, ma dall’altro hanno anche risentito dell’apertura domenicale di questi grandi centri”. Lo dice il Vice Presidente Vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “Inoltre, ritengo che la chiusura domenicale tuteli gli stessi lavoratori, costretti ad orari e turnazioni pesanti, i quali non corrispondono a gratificazioni economiche e professionali – prosegue -. Auspico, pertanto, che il Consiglio comunale adotti il provvedimento e che l’Amministrazione possa valutare di rivisitare la materia relativa alle aperture domenicali, in modo da salvaguardare le piccole e medie realtà produttive e contestualmente i lavoratori”.
Nadia Spallitta- Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale di Palermo
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Scritto da Ufficio Stampa
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giovedì 21 febbraio 2013 |
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COMUNE DI PALERMO
CITTA' PER LA PACEGRUPPO CONSILIAREITALIA DEI VALORIPiazza Pretoria n. 1 – 90133 - Palermo Telefono: 091 7402273 - Fax: 091 7402284
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Prot. n. 69 del 13 / 02 / 2013
Al Signor SINDACO DEL COMUNE DI PALERMO INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: IMMOBILI CONFISCATI
VISTO
Ø la legge n. 109 del 7 marzo 1996 e successive modifiche ed integrazioni;
Ø la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 214 del 03.09.2007, relativa alle “Problematiche inerenti l’emergenza abitativa – Atto d’indirizzo”;
Ø il Protocollo d’intesa firmato il 5 settembre del 2007 tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Prefettura di Palermo, il Comune di Palermo e l’Agenzia del Demanio, con il quale si è provveduto a destinare i beni confiscati alla mafia al Comune di Palermo, per essere poi utilizzati a fini sociali e/o istituzionali;
Ø la Risoluzione del Programma di Stoccolma del Parlamento europeo del 7 maggio del 2009;
Ø il Regolamento degli interventi abitativi, approvati con Deliberazione C.C. n. 287 del 2005 e n. 510 del 11/11/2009;
Ø la legge finanziaria 2010 (Legge 23 dicembre 2009, n. 191, comma 52);
Ø la citata delibera del Consiglio comunale n. 287/2005, successivamente modificata dalla delibera n. 510 del 11/11/2009, al nuovo art. 26 bis del Regolamento comunale sugli interventi abitativi, titolato “Assegnazione temporanea per l’emergenza abitativa dei beni confiscati”, prevede, al comma 1, che “Gli alloggi confiscati, in caso di particolare urgenza, …, devono essere assegnati prioritariamente ai nuclei familiari che abbiano un grave disagio alloggiativo perché privi di alloggio o con alloggi impropriamente adibiti ad abitazione. …”;
PREMESSO CHE:
Ø con la legge n. 109 del 7 marzo 1996 si è finalmente introdotta nel nostro ordinamento giuridico la confisca del patrimonio dei mafiosi, e la destinazione ad uso sociale dei beni confiscati;
Ø sulle orme della legge 109/96, il Parlamento europeo il 7 maggio del 2009 ha approvato a larga maggioranza la Risoluzione del Programma di Stoccolma in cui, prendendo atto che le mafie e il crimine organizzato in generale sono diventati un fenomeno transnazionale e rappresentano una drammatica urgenza in tutti gli Stati membri, su proposta dell’Europarlamentare Rita Borsellino, si è stabilito di destinare a finalità sociali i beni confiscati alla criminalità organizzata e alle mafie anche a livello europeo;
Ø le recenti modificazioni, introdotte dalla finanziaria n. 191/2009, hanno sancito l’alienabilità dei beni confiscati nei casi in cui “non sia possibile effettuare la destinazione o il trasferimento per le finalità di pubblico interesse ivi contemplate entro i termini previsti”.
CONSIDERATO CHE:
Ø nel corso del tempo, la possibilità di assegnare per finalità collettive i beni confiscati ai boss mafiosi e ad altri esponenti della criminalità organizzata ha assunto nella nostra Regione un valore simbolico irrinunciabile nella lotta alla mafia;
Ø il riutilizzo dei beni confiscati è uno strumento strategico che consente di condurre una sfida alla Mafia anche di tipo mediatico per la sua capacità di diffusione di un principio di “antimafia”, condiviso e perseguibile dalle istituzioni in sinergia con la società civile, il mondo delle associazioni e della cooperazione sociale nel suo complesso. I beni confiscati alla mafia rappresentano, infatti, l’affermazione di efficaci segni di legalità capaci, al di là delle dichiarazioni di principio, di esplicarsi concretamente sul tessuto culturale, sociale ed economico del territorio;
Ø l'impegno delle Istituzioni deve essere quello di creare le condizioni affinché i beni confiscati possano divenire sempre più una risorsa capace di sostenere efficacemente quell’auspicato sviluppo economico e sociale di un territorio da sempre soffocato dalla tentacolare presenza della criminalità organizzata;
Ø alla luce di quanto sopra
SI CHIEDE DI CONOSCERE
1. il numero degli immobili – tra quelli confiscati alla mafia – che è possibile destinare agli alloggi per l’emergenza abitativa, con copia del relativo elenco;
2. quali siano i tempi tecnici di assegnazione degli stessi, in particolare, quali siano le eventuali cause ostative che non consentono il possibile utilizzo, per le predette finalità, degli immobili in questione;
3. quanti siano gli immobili da poter assegnare con l’autorecupero; 4. quale sia la situazione della villa di via Messina Marine n. 600, confiscata alla mafia, per la
quale è stato proposto un ricovero temporaneo per nuclei familiari sgomberati e assimilati,ed, in particolare, quali siano i tempi tecnici per l’utilizzazione della stessa;
5. il responsabile del procedimento.
Firmato
La Consigliera
Avv. _______________________________________
(Nadia Spallitta)
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Scritto da Ufficio Stampa
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giovedì 28 febbraio 2013 |
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PALERMO, 27 FEB - “Esprimo preoccupazione per la situazione relativa alla discarica di Bellolampo e per l’ipotizzato reato di disastro ambientale”. Lo dice il Vice Presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “La complessa vicenda della gestione della discarica cittadina - prosegue - implica interventi tempestivi rivolti, da un lato, ad accertare le responsabilita’ penali ed amministrativa, ma contestualmente, finalizzate ad eliminare pericoli e rischi per la salute pubblica”. “Predisporro’ - aggiunge - una formale richiesta ai commissari dimissionari dell’Amia ed acquisiro’ le consulenze tecniche, laddove non coperte da segreto istruttorio, perche’ ritengo che il problema debba essere affrontato e discusso anche dal Consiglio comunale”. Per Spallitta “in particolare, dovra’ essere fatta chiarezza su cio’ che sta succedendo a Bellolampo, unitamente ad una puntuale informazione su tutti i dati economici e amministrativi di Amia soprattutto in relazione alla gestione della societa’ negli ultimi due anni”.
Nadia Spallitta – Vice Presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo.
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Scritto da Nadia Spallitta
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mercoledì 27 febbraio 2013 |
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PALERMO, 26 FEB - ''La legge 134 del 2012 ha previsto la predisposizione di un Piano nazionale per le Citta’, rivolto alla riqualificazione di aree urbane particolarmente degradate, anche attraverso un contratto di valorizzazione urbana, che vede il coinvolgimento di partner privati. Nella citta’ di Palermo si prevede la possibilità di un finanziamento per circa 90 milioni di euro’’. Lo rende noto il vice presidente vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “Tra le priorita’, indicate dall’attuale Amministrazione, vi e’ indubbiamente quello del recupero della costa – prosegue-. Numerose sono state, negli ultimi mesi le iniziative, anche promosse da comitati spontanei di cittadini, che hanno segnalato l’urgenza di interventi di riqualificazione nella costa Sud, quartieri Brancaccio - Sperone. Ritengo che il Piano nazionale delle citta’ possa essere, quindi, una importante occasione per interventi rivolti all’eliminazione del degrado urbano e ambientale, che caratterizza questa parte del territorio e che a tale processo possano partecipare, previa consultazione ed avvisi pubblici, i soggetti privati interessati a questo recupero, come sancito dalla legge”. “Queste risorse statali potrebbero essere utilizzate per interventi sull’intera costa Sud, presso la foce dell’Oreto e in mancanza di altri investimenti gia’ destinati in tal senso per il ponte Corleone- aggiunge- . Se e’ condivisibile la scelta dell’Amministrazione di destinare parte di queste risorse per interventi di edilizia residenziale nella zona dell’Albergheria, mi sembra meno interessante nel quartiere Brancaccio l’ipotesi, formulata dagli uffici, di utilizzare parte delle risorse del Piano per creare centri di accoglienza e case di cura per anziani o per riqualificare il solo Lido Olimpo, dal momento che si tratta di opere, che possono trovare altre fonti di finanziamento”. “Inoltre – conclude -, trattandosi di specifici interventi su singoli immobili, limitati resterebbero gli effetti e la ricaduta sul territorio circostante e sulla costa, che manterrebbe la sua condizione di degrado. Auspico, pertanto, che l’Amministrazione possa rivedere per questa parte la sua posizione e utilizzi queste risorse per un recupero urbano diverso, come chiesto in piu’ occasione dagli stessi cittadini”.
Nadia Spallitta – Vice Presidente Vicario del Consiglio
comunale di Palermo.
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