Nadia Spallitta

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Intervento del 2 marzo, con Nichi Vendola e Rita Borsellino PDF Stampa E-mail
Scritto da Intervento del 2 marzo, con Nichi Vendola e Rita Borsellino   
luned 05 marzo 2012
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 Intervento del 2 marzo, con Nichi Vendola e Rita Borsellino
 
 
 
 "Non è facile sfuggire all'emozione , che nasce naturale di fronte alla consapevolezza che insieme stiamo creando e crediamo in un processo di rinnovamento reale e radicale .
Noi oggi auspichiamo un diverso modo di essere e di fare Politica, affinchè la stessa sia finalmente espressione di una concezione etica e culturale e si riappropri della sua funzione naturale : quella che dall'antica Polis, nonostante tutto, arriva ai nostri giorni e fino a noi, ed è capacità di analisi e conoscenza; capacità di soluzioni adeguate ; è rappresentazione e perseguimento dell'interesse della collettività e più in generale , sempre e comunque, dell’interesse pubblico.
Palermo viene fuori da un'esperienza lunga dieci anni , di cattiva amministrazione , di sperpero del denaro pubblico, di ingiustizie e di disparità di trattamento, di assenza di una visione strategica , rivolta a creare produttività e crescita sostenibile
Sostanzialmente tutti i settori della cosa pubblica sono stati gradualmente abbandonati . Ne cito simbolicamente qualcuno:
-il sociale, dove nonostante l'impiego di circa 50-60 Milioni annui, evidentemente mal gestiti, i più debili ed i bisognosi sono rimasti soli e senza né sostegno nè assistenza; dagli anziani, ai minori, ai diversamente abili , alle ragazze madri, ai senza tetto , trasferiti , questi ultimi, da locanda in locanda , dispendiosamente ed inutilmente, per anni……..
-le opere pubbliche : Palermo necessita di investimenti per infrastrutture e servizi, secondo le stime del programma triennale, per oltre 3 Miliardi; invece annualmente le somme stanziate non superano i 200 Milioni; questo da un lato determina disservizi e carenze strutturali, dall'altro implica l'assoluta incapacità di attrarre ed utilizzare capitali e risorse (locali, europee o provenienti dal bacino del mediterraneo) , necessarie invece, in un momento di crisi quale quello che stiamo vivendo, per rilanciare l'economia locale e limitare i casi di nuove povertà .
-Ambiente e territorio : da sempre il nostro splendido territorio è stato vissuto come momento di speculazione edilizia ed immobiliare , fonte di arricchimento di gruppi di potere capaci di indirizzare le scelte urbanistiche anche attraverso l'incessante intervento delle varianti. Negli ultimi anni si è intensificata la pianificazione in variante, con deroga conseguente agli standard urbanistici, e sono stati approvati programmi costruttivi, lottizzazioni, provvedimenti magari spacciati come di riqualificazione urbana ( ad es. i PRUSST) ma in realtà attuazione di una politica rapace ed aggressiva del territorio (per il resto del tutto sprovvisto di urbanizzazioni e servizi) che ha portato alla violenta riduzione del verde agricolo e del verde storico
Poco è rimasto della Conca d'oro, ma la voglia di cementificare non è cambiata , tant'è che sono in cantiere numerosi provvedimento che se approvati finirebbero con l'eliminare anche quelle residue bellezze paesaggistiche ed ambientali, miracolosamente sfuggite agli attacchi di una politica che molto ha offeso e ferito il nostro territorio
-i servizi alla collettività, (trasporti, rifiuti, manutenzioni, illuminazione) , affidati spesso ad amministrazioni inadeguate, politicizzate , che piuttosto che garantire l'efficienza, la qualità , l'economicità, dell'azione, attraverso oculati piani industriali, hanno dato vita a strutture sovradimensionate, a spese superflue e fuori controllo, a scelte ed investimenti del tutto erronei, con ingiustificabile spreco del denaro pubblico , con l’inevutabile tracollo finanziario , (dal prefallimento dell'AMIA, al forte indebitamento verso AMAT, alla liquidazione della GESIP )
_______________
(Quache volta e nelle materie consiliari, dove interrogazioni mozioni esposti etc hanno avuto la meglio, la cattiva gestione amministrativa ha subito alcune battte d’arresto
Desidero ricordare alcune clamorose sconfitte del governo di centro-destra :
-l'annullamento delle ZTL, vessatoria ed ingiusta tassa imposta ai cittadini, a seguito a numerose battaglie d'aula ,
-L'annullamento dell'aumento del 70% della TARS dal 2006 in poi ,
-la revoca di decine di immobili confiscati alla mafia , concessi in modo irregolare, ed a soggetti sprovvisti di titoli , o inesistenti, se non a volte oggetto di informative della prefettura per la loro vicinanza o parentela con soggetti in odor di mafia
-lo smantellamento dei container (con l'aiuto anche di un noto programma televisivo) e l'assegnazione alle famiglie in stato di emergenza abitativa, dopo anni di difficile attesa, di immobili confiscati alla mafia
-il rigetto e la restituzione di numerose proposte di deliberazioni che prevedevano varianti urbanistiche con consumo del verde agricolo e del verde storico
-la presentazione di due proposte per la creazione di parchi urbani, di grandi dimensioni , uno nella zona denominata Villa Turrisi , l'altra a Uditore, con un’azione in controtendenza rispetto all’incessante consumo del suolo)
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E Palermo, in questi anni di amministrazione del centro-destra è stata anche l, soprattutto, a città delle emergenze
-l'emergenza scolastica -la chiusura di plessi scolastici, inagibili, freddi, pericolanti, non a norma ( con stanziamenti di circa 2 milioni annui, per manutenzioni, che necessitavano invece di interventi per 130 milioni annui )
-l'emergenza abitativa -graduatorie sempre più affollate, e sempre ferme , con il dramma dei senza tetto, nei giorni di freddo e di pioggia
-l'emergenza rifiuti , nonostante le centinaia di Milioni ed i continui aumenti del contratto di servizio con AMIA ed una dotazione organica di circa 2000 dipendenti
-l'emergenza cimiteriale (aggravata dalla ingiustificabile mancata utilizzazione, per anni, di centinaia di spazi per sepolture esistenti )
L'emergenza è stata ed è il frutto dell'assenza di ogni programmazione di ampio respiro e lungimirante, manifestazione dell'indifferenza rispetto a settori , quale queolo della scuola e quindi della cultura, che hanno invece una grande valenza , ma nel contempo sembra rispondere ad una precisa volontà di precariato, che tanto agevola la deroga alle regole, che libera interi settori economici dal controllo contabile e mantiene infine una utile condizione di necessità e di bisogno
(E non stupisce poi tanto se già nel 1954 Pio La Torre, dalle pagine dell’Unità di Sicilia, denunciava gli stessi fatti , le stesse emergenze, le stesse speculazioni edilizie)
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E tuttavia la colpa più subdola dell'amministrazione uscente risiede, a mio avviso, nel tentativo di impoverire la nostra cultura, di immiserire i nostri pensieri ed i sogni, di impedire la speranze , di annichilire ideali e valori
Tentativo in parte riuscito se molti giovani, stanchi e disillusi , hanno ripreso la via dell'emigrazione , cercando altrove occasioni di lavoro e riconoscimenti ai loro meriti
Tentativo in parte riuscito, nel respirare il grave disagio umano e sociale che ci circonda, e che irrompe talvola , anche violento, nelle strade
E riuscito anche quando, in una città profondamente mediterranea, dalle radici multi-etniche e dell'accoglienza, un giovane ambulante , un immigrato, Nourradine , dopo l'ennesimo controllo (in un contesto di violazioni ed irregolarità impunite ) si è sentito vessato e abbandonato, ed ha preferito , forse in segno di disperata , solitaria protesta, togliersi la vita.
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Si tratta di poche battute che non sono , certamente , in grado di sintetizzare tanti anni di malgiverno della cosa pubblica

E tuttavia , nonostante tutto questo , sento che serpeggia indomita , contaggiosa, tra le vie cittadine, la voglia di cambiamento, il desiderio e la speranza di un rinnovamento etico e morale

Credo che si tratti della nostra storia più vera , oramai tramandata dall’esempio di tante donne e uomini di questa terra, pronti a e capaci di lottare per il perseguimento di principi di uguaglianza, libertà , legalità, solidarietà ; quella di esistenze libere , generose, dedite , anche al costo del sacrifcio della vita, all’indiscussa affermazione ed alla difesa coraggiosa, di questi valori imprescindibili ed assoluti

Ebbene, io credo nella rinascita di Palermo

Con la forza delle idee e dei valori,
con la limpidezza dei nostri obiettivi,
con l’onesta dei comportamenti e la trasparenza delle azioni,
ed iinfine con la partecipazione e con l’unione ,
la nostra città potrà rinascere , traendo dalle macerie ancora fumanti di un’amministrazione in fuga, la forza per “respirare il fresco profumo della libertà” , rifiutando “il puzzo del compromesso morale” e scoprire, e ripartire , ancora una volta , …….dalla “bellezza “.

Riappropriamoci della nostra città, della suggestiva ricchezza umana e naturale , che va dalla periferia al centro, e dalla terra al mare , -così lungamente dimenticato-; e della quale la Politica , che deve essere cultura, conoscenza e perseveranza, deve finalmente sapersi dotare .

E’ questo il mio augurio per Palermo ; in bocca al lupo Rita che per noi oggi rappresenti tutto questo"

Nadia Spallitta
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'I PARTITI SONO DIVENTATI MACCHINE DI POTERE'

La questione morale. L'atto di accusa di Berlinguer nella famosa intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica del 28 luglio 1981

di Eugenio Scalfari Intervista Enrico Berlinguer

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia». La passione è finita? «Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la Dc: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora... (...) I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. (...) Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione, e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni.(...)» Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché? «La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. (...) Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi, rischia di soffocare in una palude. (...)»

dall'intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari su «La Repubblica» 28 luglio 1981

 

L'angolo della satira

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