Nadia Spallitta

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Interrogazione Gara d’appalto per il “Servizio triennale di vigilanza armata Galleria Moderna ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Nadia Spallitta   
martedě 14 febbraio 2012

 AL COMMISSARIO STRAORDINARIO

Interrogazione con risposta scritta


Prot. n.  23                                                                                  Palermo, 13/02/2012
OGGETTO: Gara d’appalto per il “Servizio triennale di vigilanza armata Galleria Moderna e altri siti” –

VISTO

Il capitolato speciale d’appalto del bando di gara in oggetto che, a fronte di un importo a base d’asta pari ad € 358.370,00, prevede:
- Art. 1 OGGETTO DELL’APPALTO
Formano oggetto del presente appalto tutte le prestazioni da effettuarsi per conto dell’ Amministrazione Comunale necessarie alla tutela e vigilanza dei locali e dei beni siti all’interno della Galleria d’Arte Moderna, di Palazzo Ziino e di altri siti dell’Area Culturale, nel rispetto della normativa vigente.

E specifica:

- Art. 4 – LUOGO E MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO
Il servizio di vigilanza armata fissa verrà svolto secondo le seguenti modalità:
1) Vigilanza presso il complesso S. Anna sede della Galleria d’arte Moderna.
Personale: N. 1 guardia giurata
Servizio     Lunedì     dalle ore 14,00 alle ore 07,00 del giorno successivo
      Martedì     dalle ore 19,00 alle ore 07,00        “     “
      Mercoledì     dalle ore 19,00 alle ore 07,00     “     “
      Giovedì     dalle ore 19,00 alle ore 07,00      “     “
      Venerdì     dalle ore 19,00 alle ore 07,00     “     “
      Sabato     dalle ore 19,00 alle ore 08,00     “     “
      Domenica     dalle ore 19,00 alle ore 07,00    “     “
N.B. Le vigilie dei festivi va utilizzato l’orario di servizio del Sabato.
2) Apertura e chiusura di Palazzo Ziino con ritiro chiavi
Personale: N. 1 pattuglia mobile
Servizio     dal Lunedì al Venerdì: apertura ore 07,00 chiusura ore 18,30
     Sabato            apertura ore 07,00 chiusura ore 13,45
     Domenica:        chiuso
La pattuglia deve effettuare il giro dei locali e controllare la chiusura di tutte le imposte.
Il personale addetto al servizio si atterrà alle disposizioni impartite da questa Amministrazione, e sarà soggetto a controlli periodici ad opera della Polizia Municipale.
La ditta aggiudicataria è parimenti responsabile civilmente e penalmente di eventuali danni causati a terzi durante l’esecuzione dei servizi.

CONSIDERATO CHE
L’appalto del servizio triennale di vigilanza armata presso la Galleria d’Arte Moderna potrebbe risolversi in una violazione di fatto del divieto di avviare qualsiasi procedura di assunzione nella P.A., reiterato ed inasprito dalle recenti manovre finanziarie, in quanto consentirebbe, in concreto, l’assunzione (senza concorso e con contratti a tempo determinato) di un numero consistente di soggetti estranei all’Amministrazione Comunale. In violazione, tra l’altro, del principio costituzionale di buon andamento della Pubblica Amministrazione e di inderogabilità della regola di accesso al lavoro pubblico mediante concorso (art. 97).

SI CHIEDE

1) Di avere copia degli elaborati relativi alle valutazioni costi/benefici sulla base dei quali il Responsabile del provvedimento ha stabilito che il servizio affidato a terzi risulti preferibile rispetto alla formula organizzativa in house, atteso che il Comune di Palermo può contare su risorse umane (Polizia Municipale e Guardie giurate comunali) e su una struttura organizzativa in grado di assolvere egregiamente ai servizi oggetto del capitolato d’appalto.
2) Di conoscere il Responsabile della valutazione del corrispettivo del servizio in oggetto posto a base d’asta dell’appalto, di cui si chiede copia della relativa attestazione di congruità.
3) Di conoscere le motivazioni per cui nell’oggetto dell’appalto si faccia riferimento ad “altri siti dell’area culturale’ che invece non risultano menzionati nel capitolato d’oneri, ad eccezione del servizio di apertura e chiusura di Palazzo Ziino.
4) In riferimento al suddetto servizio di apertura e chiusura di Palazzo Ziino, da realizzarsi facendo ricorso ad una pattuglia mobile piuttosto che servendosi degli addetti al servizio di portierato e custodia del comune di Palermo, si chiede di conoscere:
a. Il numero dei dipendenti comunali che rivestono il profilo di “portiere/custode”;
b. Il numero degli addetti al servizio di portierato/custodia di Palazzo Ziino;
c. le motivazioni (economiche, logistiche, ecc.) di tale scelta operativa, considerato che gli orari di apertura di Palazzo Ziino risulterebbero compatibili con i turni di servizio del personale comunale.
5) Da quanto tempo il comune di Palermo appalti all’esterno il servizio di vigilanza in oggetto, con indicazione per ciascun appalto triennale:
a. delle ditte appaltatrici, per cui si chiede copia del contratto stipulato;
b. delle eventuali ditte subappaltatrici;
c. dell’elenco del personale utilizzato da ciascuna ditta;
d. dei controlli periodici effettuati dalla Polizia Municipale, dei cui atti si chiede copia;
e. la documentazione attestante l’attività di monitoraggio e controllo svolta dall’Amministrazione comunale sui risultati e la qualità del servizio pubblico reso dalle ditta appaltatrici e/o subappaltarici, di cui si chiede copia.
6) Se nella pianta organica del Comune di Palermo sia presente del personale che ricopra il profilo professionale di “Guardia giurata”, in caso affermativo, si chiede di conoscere a quante unità ammontino, specificando:
a. il Settore di appartenenza di ciascuna Guardia giurata;
b. il Servizio a cui risulti adibita ciascuna Guardia giurata;
c. le modalità di espletamento dei servizi (orari di lavoro, attività individuale o in pattuglia, turni,  ecc.) e di valutazione degli stessi ai fini della produttività;
d. le motivazioni per cui le risorse umane eventualmente disponibili nel profilo di “Guardia giurata” non siano ritenute idonee alla copertura del servizio oggetto dell’appalto;
e. le motivazioni per le quali l’Amministrazione comunale, pur ritendo necessario ampliare l’organico delle Guardie giurate, non abbia fatto ricorso a procedure di mobilità orizzontale e/o provveduto a ricoprire tale profilo attraverso le procedure avviate per la stabilizzazione degli LSU.

7) Le motivazioni per cui non si sia ritenuto opportuno fare ricorso al Corpo di Polizia Municipale di Palermo per l’organizzazione e l’espletamento del servizio oggetto dell’appalto, in particolare, si chiede di conoscere:
a. se l’attività di vigilanza oggetto dell’appalto rientri nelle mansioni del profilo di operatore di Polizia Municipale (P.M.);
b. quanti siano gli operatori di P.M. giornalmente adibiti ad attività di vigilanza diurna e/o notturna all’interno dei beni dell’Amministrazione Comunale (Palazzo delle Aquile, Villa Niscemi, Palazzo Palagonia, Ragioneria Generale,  Struttura Equestre, Teatro Massimo, ecc.) e/o di pattugliamento degli stessi.

8) In riferimento alle modalità adottate per la pubblicazione del bando di gara, si chiede di conoscere se, oltre alla pubblicazione sulla GURS e sulla GURI, in considerazione del superamento della soglia comunitaria, si sia provveduto alla pubblicazione del bando sulla GUCE. A tale proposito, si chiede copia della GURS, GURI, GUCE e delle eventuali ulteriori testate di pubblicazione del bando di gara.  

9) In riferimento all’espletamento delle procedure di gara, si chiede di conoscere:
a. i componenti della Commissione esaminatrice;
b. i criteri di attribuzione dei punteggi adottato;
c. le offerte pervenute, di cui si chiede copia;
d. i verbali redatti nel corso dell’espletamento della gara, di cui si chiede copia;  
e. la ditta aggiudicataria dell’appalto;
f. il contratto stipulato con la ditta appaltatrice, di cui si chiede copia.

10)  Considerato, infine, che il capitolato d’appalto del “Servizio triennale di gestione delle attività di supporto funzionale e dei servizi aggiuntivi della Galleria d’arte moderna e delle Istituzioni culturali comunali per il triennio 2010/2012” all’art. 8 Assicurazioni prevede che il gestore è “l'unico responsabile di tutti i danni causati o subiti nell'esercizio delle attività oggetto del presente capitolato” pertanto “dovrà, altresì, stipulare, con primaria compagnia nazionale, idonea polizza assicurativa per la copertura di tutti i rischi relativi alla gestione del servizio, compresa la copertura per furti, incendi, esplosioni, allagamenti, manomissioni, vandalismi, atti di sabotaggio, atti di terrorismo, ecc.”, si chiede di conoscere:
a.  le motivazioni per cui il Responsabile del provvedimento abbia ritenuto opportuno che il costo della vigilanza armata presso il complesso S. Anna sede della Galleria d’arte Moderna dovesse ricadere sulle esigue casse dell’Amministrazione comunale.

      La capogruppo
   Nadia Spallitta





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'I PARTITI SONO DIVENTATI MACCHINE DI POTERE'

La questione morale. L'atto di accusa di Berlinguer nella famosa intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica del 28 luglio 1981

di Eugenio Scalfari Intervista Enrico Berlinguer

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia». La passione è finita? «Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la Dc: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora... (...) I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. (...) Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione, e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni.(...)» Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché? «La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. (...) Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi, rischia di soffocare in una palude. (...)»

dall'intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari su «La Repubblica» 28 luglio 1981

 

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