Nadia Spallitta

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SPALLITTA: Primarie del centrosinistra. Escluso ogni accordo con il Terzo Polo. PDF Stampa E-mail
Scritto da Nadia Spallitta   
sabato 04 febbraio 2012

nadias_2.jpgSPALLITTA: Primarie del centrosinistra. Escluso ogni accordo con il Terzo Polo. Gli elettori si rivolgano a candidati coerenti e credibili.
 
<< La decisione dei partiti del centrosinistra di svolgere primarie all’interno di un percorso esclusivamente rivolto a questa coalizione, consente di riprendere un dialogo che era stato interrotto dal rischio del coinvolgimento di partiti come Mpa e Terzo Polo,  che non si collocano dentro quest’area politica, rischio che era stato provocato dall’apertura e dalla disponibilità a trattare con tutti – senza “steccati”  e senza veti – dichiarata fino a ieri dal candidato Ferrandelli.  Sostanzialmente l’appoggio che parte del Pd, promotrice di un governo comunale insieme a Lombardo e senza esclusione del Terzo Polo, e l’apertura a questo tipo di coalizione ritenuta possibile da questo candidato, avrebbero alterato gli esiti delle primarie, consentendo l’ingresso di partiti che, per esempio, avevano osteggiato e votato contro il referendum sulla privatizzazione dell’acqua e delle relative tariffe, o a quello sulle centrali nucleari , e che in generale, sono portatori di interesse diversi ed hanno una visione della conduzione pubblica poco compatibile con la volontà di alternativa e di cambiamento, che il centrosinistra invece rappresenta. Apprendo con piacere che tutti i candidati hanno dichiarato la disponibilità a sottoscrivere l’accordo che esclude l’estensione della coalizione ad altri soggetti politici, anche se non posso che restare perplessa sulla repentinità dei ripensamenti, delle inversioni di rotta, e sulla credibilità di qualche candidato. Ritengo che non si possa affidare la città ad un qualsiasi soggetto politico i cui principi non siano saldi e coerenti, che non abbia un’idea di governo chiara e riconoscibile, e che soprattutto creda di potere amministrare la città fuori dalla condivisione di valori e programmi della coalizione che deve rappresentare.>>




Nadia Spallitta – capogruppo di Un’Altra Storia

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'I PARTITI SONO DIVENTATI MACCHINE DI POTERE'

La questione morale. L'atto di accusa di Berlinguer nella famosa intervista di Eugenio Scalfari su La Repubblica del 28 luglio 1981

di Eugenio Scalfari Intervista Enrico Berlinguer

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. «I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia». La passione è finita? «Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss". La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi. Per la Dc: Bisaglia in Veneto, Gava in Campania, Lattanzio in Puglia, Andreotti nel Lazio, De Mita ad Avellino, Gaspari in Abruzzo, Forlani nelle Marche e così via. Ma per i socialisti, più o meno, è lo stesso e per i socialdemocratici peggio ancora... (...) I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. (...) Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione, e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l'operato delle istituzioni.(...)» Lei ha detto varie volte che la questione morale oggi è al centro della questione italiana. Perché? «La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d'essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. (...) Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi, rischia di soffocare in una palude. (...)»

dall'intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari su «La Repubblica» 28 luglio 1981

 

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