Ambiente e territorio
SPALLITTA : Varianti urbanistiche, soppressione del verde. Unico strumento utilizzato... | SPALLITTA : Varianti urbanistiche, soppressione del verde. Unico strumento utilizzato... |
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| Scritto da Nadia Spallitta | |||||
| sabato 06 febbraio 2010 | |||||
SPALLITTA : Varianti urbanistiche, soppressione del verde. Unico strumento utilizzato dall’amministrazione nella gestione del territorio
<<L’amministrazione comunale continua a stravolgere gli standard urbanistici e la disciplina del territorio, proponendo e approvando numerose varianti che, di fatto, stanno gradualmente consumando il suolo cittadino e impediscono una visione organica delle necessità e dei servizi. Per la seconda volta nel giro di pochi mesi, il centro Padre Nostro chiede e ottiene una variante per realizzare una struttura che definisce polivalente, trasformando un’are di verde storico in area attrezzata.
La singolarità della vicenda risiede nel fatto che nel 2000 questo terreno viene comprato dal centro Padre Nostro (si tratta di un centro sociale che vive di finanziamenti pubblici), per 14 milioni delle vecchie lire come verde storico. Sarebbe interessante sapere il perché di questo investimento, dal momento che nel verde storico l’unico intervento consentito è quello di tutela e salvaguardia dello stesso. L’area, invece, per anni è stata una discarica. Questa situazione ha reso facile il passaggio successivo - secondo meccanismi che sono diventati consuetudine nel nostro territorio – ovvero l’abbandono (colpevole) di aree di verde e la successiva proposta di variante motivata con la necessità di recuperare le stesse aree degradate. In altri termini, l’incuria non viene perseguita nel nostro ordinamento bensì premiata. Non entro nel merito della lodevole funzione sociale che un campetto sportivo può avere nelle nostre periferie, tuttavia mi domando se sia questo il sistema giusto di verifica del fabbisogno e di soddisfacimento dello stesso. Mi domando, altresì, a quante altre associazioni meritorie vengano concesse altrettante varianti urbanistiche. Da ultimo, trovo davvero paradossale la clausola proposta dagli uffici, secondo la quale nel caso di inosservanza della funzione sociale dell’opera realizzanda, la sanzione prevista per la violazione è la facoltà del Comune di comprare dal privato il bene a prezzo di mercato. Sanzione che è ovvio non troverebbe mai luogo per le notorie carenze economiche del Comune>>.
Nadia Spallitta – capogruppo di Un’Altra Storia
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