Nadia Spallitta

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Giustizia
L’agenda dell’antimafia a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino PDF Stampa E-mail
Scritto da Nadia Spallitta   
venerdì 27 novembre 2009

agenda_antimafia.jpg27 novembre

 

1920. A Gibellina (Trapani) viene ucciso l'arciprete Stefano Caronia, organizzatore della sezione locale del Partito popolare, che aveva contrastato la mafia chedendo di controllare personalmente l'esazione dei censi enfiteutici ecclesiastici. Stefano Caronia si può considerare uno dei "preti sociali" che operavano nel primo ventennio del Novecento, in seguito alla nascita di una "dottrina sociale" della Chiesa cattolica, il cui primo atto è l'enciclica Rerum novarum del papa Leone XIII. La figura più nota dell'ompegno sociale e politico ecclesiastici è il sacerdote Luigi Sturzo, di Caltagirone (Catania), fondatore del Partito popolare.

 
L’agenda dell’antimafia a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino PDF Stampa E-mail
Scritto da Nadia Spallitta   
mercoledì 25 novembre 2009

agenda_antimafia.jpg25 novembre

1985. A Palermo, in via Libertà, un'auto dei carabinieri di scorta ai magistrati Borsellino e Guarnotta sbanda e piomba su un gruppo di studenti in attesa dell'autobus. Muore sul colpo Biagio Siciliano di 14 anni e il primo dicembre morirà Giuditta Milella di 17 anni. Molti ragazzi rimangono feriti. Paolo Borsellino dopo l'"incidente" dichiara: <<La mafia dovrà essere chiamata a rispondere anche del sacrificio di queste vittime innocenti>>.

 
VIOLENZA SULLE DONNE, BORSELLINO: “SERVE UN PIANO STRATEGICO EUROPEO” PDF Stampa E-mail
Scritto da Nadia Spallitta   
mercoledì 25 novembre 2009

rita-borsellino.jpgAl Parlamento europeo, un mazzo di rose bianche per chiedere un maggiore impegno dell’Ue e dei paesi membri contro le violenze di genere


“Oggi, abbiamo voluto portare delle rose bianche al Parlamento europeo per ricordare alle istituzioni comunitarie e ai paesi membri la necessità di elaborare un piano strategico per contrastare la violenza di genere. Perché non bastano le parole, servono azioni concrete, tanto sul piano normativo, quanto su quello del sostegno alle associazioni che ogni giorno lavorano sul territorio”. Lo ha detto l’eurodeputato Rita Borsellino, che oggi, insieme alle donne della delegazione italiana a Strasburgo, ha portato in Parlamento un mazzo di rose bianche, simbolo della lotta alla violenza di genere. “In Italia, assistiamo a omicidi e violenze che troppo spesso vengono derubricati a occasionali fatti di cronaca o peggio legati al problema dell’immigrazione clandestina – ha aggiunto –. La verità è che la stragrande maggioranza dei reati avviene all’interno delle mura domestiche e buona parte di questi non viene denunciata proprio per la sua dimensione famigliare. Per questo, servono maggiori risorse per la rete di centri antiviolenza e per i servizi sociali. Risorse che negli ultimi anni, purtroppo, sono state progressivamente ridotte”.

 
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Scritto da Nadia Spallitta   
lunedì 23 novembre 2009

agenda_antimafia.jpg23 novembre

 

1989. Uccise a Bagheria (Palermo), Leonardo Costantino, Lucia Costantino e Vincenzo Marino Mannoia, rispettivamente madre, zia e sorella di Francesco Marino Mannoia, di cui si diceva che forse stava per collaborare con la giustizia.

1993. Ad Altofonte (Palermo) scompare il bambino Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santo. Verrà tenuto in ostaggio fino al gennaio del 1996, strangolato e il corpo sarà sciolto nell'acido. Responsabili del delitto Giovanni Brusca, reo confesso, e altri mafiosi.

Dalle confessioni di Giovanni Brusca

<<Non cercherò attenuanti. Non ho avuto alcuna esitazione di mandare a morte un ragazzino di quindici anni. Sono diventato "il mostro" per avere commesso questo delitto...Mi rendo perfettamente conto che un atti del genere non può essere perdonato e nemmeno dimenticato.>>

 
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Scritto da Nadia Spallitta   
domenica 22 novembre 2009

agenda_antimafia.jpg22 novembre

 

2004. A Napoli, nel quartiere Secondigliano, torturata, uccisa e bruciata all'interno dell'auto data alle fiamme, Gelsomina Verde, di 22 anni. I killer probabilmente volevano sapere dove si nascondeva il suo amico, Vincenzo Notturno, appartenente al clan contrario ai Di Lauro. In 24 ore nel Napoletano ci sono stati 6 omicidi. Per l'assassinio di Gelsomina Verde è stato arrestato in Slovacchia l'esecutore materiale, Ugo De Lucia, condannato all'ergastolo nell'aprile 2006. La famiglia di Gelsomina si è costituita parte civile.

 
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